Lo strano caso del presidente che diventa contestatore. Di chi?

Non accusare il pozzo di essere troppo profondo
È la tua corda che è troppo corta
(Proverbio indiano)

Rebecca Nicoli, argento agli Europei Under 22 nella categoria 60 kg.
Emanuele Renzini, direttore tecnico della nazionale italiana femminile.
Maurizio Stecca, tecnico della nazionale italiana femminile.
Tutti e tre al termine del match di finale hanno reagito da sportivi veri all’annuncio del verdetto.

Un attimo di imbarazzante stupore da parte della Nicoli, poi l’abbraccio con la vincitrice: l’irlandese Broadhurst.
Stesso comportamento hanno tenuto i due maestri.
Il colpo di scena è arrivato alla premiazione.

Ci informa il sito ufficiale federale: “Da segnalare che il Presidente FPI, Vittorio Lai, non ha voluto partecipare alla Cerimonia di premiazione per protesta contro il verdetto del match della Nicoli, che, a suo avviso, aveva vinto.
A parte l’uso casuale di maiuscole e punteggiatura, a sorprendermi è il fatto in sè: l’atteggiamento di contestazione plateale da parte del massimo dirigente del pugilato italiano.
Protesta contro chi?
Contro i giudici?
Devo dedurre che non ne abbia condiviso la valutazione.
Perché sono incapaci o perché sono corrotti?
Questo dovrebbe spiegarlo il presidente, a meno che non venga fuori qualche altra spiegazione.

Colpa di chi organizza queste manifestazioni?
Dovrebbe allora rivolgersi alla Commissioni delle Manifestazioni che “garantisce lo svolgimento soddisfacente di tutte le competizioni organizzate da EUBC e le valuta.” (articolo 18 comma 1 del Regolamento EUBC).

Sarebbe molto facile muoversi in questo senso, anche perché Lai è uno dei diciotto membri di questa Commissione.

E se invece l’accusa fosse sul piano politico?
Non abbiamo abbastanza forza, non abbiamo peso a livello europeo.
Beh, in questo caso potrebbe rivolgersi al capo dell’EUBC (European Boxing Competition).
Come?
Il presidente europeo è Franco Falcinelli, dirigente italiano, in ottimi rapporti con la nostra Federazione?

Forse non sei aggiornato, potrebbe dire qualcuno.

Come?
È anche presidente onorario della FPI?
Ma allora, contro chi erano le accuse di Lai e da cosa erano motivate?

Per completezza di informazione, devo dire che ho visto il match attraverso il video del computer. Mi è sembrato un incontro equilibrato, incerto. Ciascuna delle due atlete aveva il diritto di recriminare in caso di sconfitta.
Ma non è questo il punto. Il problema non è il risultato. È la contestazione, è chi l’ha fatta.
Rebecca Nicoli non ha dato in escandescenze dimostrandosi seria, sportiva, perfettamente calata nel suo ruolo di protagonista di una manifestazione internazionale.
Chi invece avrebbe dovuto dare il buon esempio è partito per la tangente.

Non accadrà, ma potrebbe a termini di regolamento scapparci anche un provvedimento disciplinare nei confronti del presidente. Perché, come recita l’articolo 11 comma A dello statuto dell’EUBC: “ogni Federazione Nazionale deve astenersi da qualsiasi comportamento dannoso per EUBC e AIBA.”
Ma qui entro nel campo della fantaboxe, non mi interessa…

È ora che gli italiani scendano in piazza
a protestare contro se stessi
(Aldo Busi)

 

 

 

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