La boxe olimpica sempre più nel caos, chi la porterà ai Giochi?

Gafur Rakhimov è il nuovo presidente dell’AIBA.

Dopo oltre nove mesi di presidenza ad interim, ora ha la guida ufficiale dell’organizzazione. Il CIO aspetta il Congresso di Tokyo(30 novembre/2 dicembre) per decidere quale atteggiamento prendere nei confronti dell’AIBA e del pugilato.

Qualche sorpresa tra gli altri eletti.

Meno di un mese fa il gallese Terry Smith, del Comitato Esecutivo, aveva chiesto le dimissioni di Franco Falcinelli. L’AIBA aveva sospeso il dirigente italiano, privandolo anche delle cariche di presidente della Federazione Europea e della vice presidenza mondiale. Falcinelli aveva fatto ricorso. Il Tribunale Distrettuale svizzero lo aveva respinto, il Tribunale Civile aveva invece dichiarato legittima la candidatura.

Falcinelli è stato eletto vice presidente (sopra una foto del dirigente umbro assieme all’attuale presidente, l’immagine è antecedente il 23 settembre scorso: data in cui l’ex capo della boxe italiana aveva rotto i rapporti con l’uzbeko).

Assieme a lui sono stati confermati Osvaldo Bibol (Argentina, dal 2002 nel Comitato Esecutivo, dal 2012 vice presidente), Mohammed Moustahsane (Marocco) ed Edgar Tanner (Australia).

L’unica novità, dettata dal fatto che Konakbayev si è fatto da parte per puntare alla massima carica, è l’elezione alla vice presidenza di Anas Alotaiba (Emirati Arabi) che fino a ieri faceva comunque parte del Comitato Esecutivo.

La governance dell’AIBA è dunque all’83% quella che il CIO ha contestato.

“…vi sono questioni di grave preoccupazione per l’AIBA in merito al settore arbitri e giudici, alla finanza, al programma antidoping e alla governance, che include ma non si limita all’elezione del Presidente dell’AIBA” è l’ultima dichiarazione rilasciata dal portavoce del Comitato Olimpico Internazionale dopo avere appreso i risultati elettorali.

Sorpresa anche nell’elezione dei membri dell’Esecutivo: rimane fuori Cuba, senza alcun dubbio una delle nazioni più forti per tradizione e forza del movimento olimpico (è seconda nel medagliere di sempre dietro gli Stati Uniti, che hanno però più partecipazioni ai Giochi).

Prima era rappresentata da Alberto Puig De La Barca, ora non c’è alcun membro cubano nel CE. Al suo posto figura un dirigente dell’Ecuador, Paese che ha scarsissima se non nulla frequentazione con il dilettantismo di vertice.

Il futuro è incerto.
Due le soluzioni possibili.

Gafur Rakhimov lo ha già detto. È pronto a fare un passo indietro, il regolamento lo prevede: può lasciare la poltrona vacante per un anno, dando così modo all’Aiba di essere libera di gestire Tokyo 2020.

Il CIO accetterà questa strategia?

E nel caso lo facesse, riprenderà a versare i contributi all’organizzazione?

Fino a nuovo avviso le precedenti decisioni del Comitato Esecutivo del CIO, incluso la più recente presa nel luglio 2018, rimangono in vigore, compresa la riserva del diritto di rivedere l’inclusione del pugilato sul programma di entrambi i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e Parigi 2024, e il congelamento di tutti i contatti con l’AIBA, ad eccezione di quelli sul piano di lavoro che sono necessari per attuare le rispettive decisioni del CIO” (così Mark Adams, portavoce del presidente CIO Thomas Bach, ieri a commento del Congresso di Mosca).

Nell’ultimo quadriennio il totale dei versamenti del CIO ha rappresentato il 60% degli introiti (fonte insidethegames.biz) dell’AIBA. Senza questi soldi la bancarotta potrebbe essere alle porte.

L’altra soluzione, decisamente più devastante, prevede la nascita di un ente rivale dell’AIBA a cui il CIO affiderebbe la gestione del pugilato ai prossimi Giochi. A capo, dopo il Congresso di Mosca le voci sono diventate più insistenti, ci sarebbe Serik Konakbayev. Il kazako ha già dato la sua disponibilità.

Nota curiosa a margine della storia.

Il gallese Terry Smith ha guidato l’attacco a Falcinelli un mese fa.

Smith era nel CE che ha spinto alle dimissioni l’ex presidente Wu. In quel Comitato c’erano anche Pat Fiacco, Alberto Puig De La Barca e Mohamed Moustaphane. Oltre, ovviamente a Falcinelli.

Nè Smith, nè Fiacco, nè Puig De La Barca sono stati rieletti.

Ultime riflessioni.

Come ha ricordato in continuazione qualsiasi presidente della Federazione Pugilistica Italiana, la quasi totalità dei contributi che entrano nelle sue casse arrivano avendo come finalizzazione il sostegno dell’olimpismo. Cosa accadrebbe nel caso in cui la boxe rimanesse fuori dai Giochi?

Gli sforzi del movimento sono rivolti almeno all’80% al dilettantismo olimpico, quale rivoluzione epocale sta studiando la Fpi nel caso in cui l’AIBA fosse privata dello status di Federazione internazionale?

 

 

 

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