Rakhimov candidato unico alla presidenza, Olimpiadi sempre più a rischio

Gafur Rakhimov è l’unico candidato alla presidenza Aiba nelle elezioni che si terranno il 2 e 3 novembre a Mosca.
Serik Konakbayev, il potenziale sfidante, per avallare la sua candidatura avrebbe dovuto avere il sostegno di venti Federazioni che dichiarassero i propri intenti in altrettante lettere ufficiali. Alla mezzanotte del 23 settembre, data in cui scadeva il termine di presentazione delle liste, Il kazako si è fermato quota diciannove.
Cosa accadrà adesso?
L’uzbeko Rakhimov verrà eletto.
Davanti a questo dato di fatto si aprono due strade.
La prima porta direttamente alla cancellazione del pugilato dal programma olimpico di Tokyo 2020, come da tempo minacciato dal Cio. Ed è la più probabile.
La seconda dipende dall’esito dei negoziati a livello politico tra il Comitato Olimpico Internazionale e rappresentanti uzbeki e russi.
Di certo il rischio di un’esclusione dai Giochi è aumentato in modo allarmante.
Nella lista delle candidature alla vicepresidenza appare il nome di Franco Falcinelli (che nei giorni scorsi aveva annunciato ufficialmente il suo appoggio a Konakbayev). La sospensione da ogni carica Aiba lo taglierebbe fuori, favorendo la sostituzione con il tedesco Jurgen Kyas. Falcinelli però avrebbe presentato un ricorso d’urgenza direttamente al Tribunale svizzero di Losanna, chiedendo la riammissione nei ruoli.
Vedremo come finirà.
Tanto per non farsi mancare nulla anche C.K. Wu ha detto di volere portare l’Aiba in tribunale. Ha confidato di essere stato avvicinato da molte federazione che gli avrebbero chiesto di ripresentarsi come candidato alla presidenza. L’espulsione a vita decretata dal Comitato Esecutivo dell’associazione, su spinta del rappresentante canadese Pat Fiacco, gli avrebbe tolto questa possibilità.
Anche lui spera che il Tribunale lo rimetta in corsa.

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