Giovedì esce “Che LOTTA è la VITA”, la drammatica storia di Lele Blandamura

Lui si chiama Lele, Emanuele Blandamura. Per vivere tira e prende cazzotti.

Ha combattuto dentro e fuori dal ring. Non c’è stata giornata in cui non sia stato chiamato a confrontarsi con i demoni. La sua è stata una vita presa a pugni. Ci vuole coraggio per uscirne fuori assorbendo al meglio i colpi, riuscendo poi a piazzare una botta vincente.

Crescendo ha capito che doveva usare una differente chiave di lettura, abbandonare il livello della commiserazione e passare all’azione vera e propria. È stato bravo a venirne fuori, lottando e soffrendo, combattendo ogni volta che qualcuno non voleva concedergli gli spazi ai quali aveva diritto. È stato bravo soprattutto nonno Felice a camminargli accanto. Gli ha insegnato come ritrovare un minimo di serenità, senza imporgli regole o stilare una lista di comandamenti da cui non derogare. Per fargli capire cosa fosse la vita ha scelto la strada più difficile da praticare, quella dell’esempio silenzioso.

E Lele ha capito.

Nonno Felice è stato la guida, il ragazzo diventando uomo ci ha messo tenacia, intelligenza e volontà.

La boxe l’ha aiutato. È stato il mezzo attraverso il quale ha potuto dare un’aggiustatina all’autostima. E lentamente, con grande costanza, si è trasformato in un vincente. Sul ring e nella vita. Ogni trofeo lo ha messo in mostra nella cameretta della casa di piazza Ottaviano Vimercati, il suo rifugio. Lì ha pianto quando si scontrava con il buio dei ricordi, ha scacciato quei demoni che si trasformavano in incubi, lì ha sorriso quando ha capito dove fosse riuscito ad arrivare.

Era un bulletto di periferia, è diventato un campione.

(“Che LOTTA è la VITA”, la drammatica storia di Emanuele Blandamura, edizioni Absolutely Free. Da giovedì 17 nelle migliori librerie e su tutti gli store online)

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