Joshua domina Parker, che non ha mai provato a vincere il match

Anthony Joshua ha dominato il match contro Joseph Parker affidandosi a un solo colpo, il jab sinistro. Con quello ha tenuto a distanza il neozelandese, gli ha impedito di attaccare, lo ha colpito pesantemente mettendo assieme un vantaggio notevole.

Parker ha sfruttato le sue doti migliori, velocità di braccia e grande mobilità sulle gambe, solo in fase difensiva. Non ha mai provato a cercare la vittoria, non ne ha mai visto neppure la possibilità. È stato un match prettamente difensivo quello del campione Wbo. Più baso, più leggero e anche meno dotato tecnicamente il neozelandese ha trovato in un solo momento, sul finire dell’undicesima ripresa, la strada per creare un minimo problema a Joshua. Alla fine ha chiuso in piedi, nessuno c’era riuscito prima. È il risultato per cui era venuto fino a Cardiff. Pedalando spesso all’indietro, cercando di limitare al minimo i danni, ha sentito il suono dell’ultimo gong. Era il netto sfavorito, sul ring si è capito il perché.

Joshua non ha rischiato praticamente mai. Ma non è neppure quasi mai riuscito a mettere in seria difficoltà il rivale. A questo punto c’è da chiedersi se si sia accontentato di una vittoria netta e semplice o se non sia proprio riuscito a trovare una soluzione diversa da quella del jab per provare a chiudere prima del limite.

È un risultato dalle due facce. La prima conferma il dominio del britannico nella categoria. L’altra lascia campo aperto ai dubbi di sempre. Quanto vale in assoluto Anthony Joshua? È una domanda strana questa che pongo a conclusione di un dominio assoluto. I cartellini dei tre giudici (otto, otto e dieci punti di vantaggio) sono la fedele testimonianza di quello che accaduto sul ring. Io, sempre che a qualcuno possa interessare, ne avevo nove.

La domanda, strana nel momento in cui viene posta, ha una radice profonda. Davanti a un rivale che pensa solo ad arrivare alla fine, un grande campione avrebbe chiuso la sfida prima del limite? Non so. E non so neppure se sia una colpa portare a casa ventitré milioni di euro e tre cinture mondiali senza rischiare neppure una volta. Probabilmente ha ragione lui.

È il migliore in circolazione. Adesso si ripropone il quesito più popolare degli ultimi tempi. Si farà mai Joshua vs Wilder? Non so se avverrà entro quest’anno. Probabilmente il prossimo match di Joshua sarà contro Povetkin (come vorrebbe la Wba) o contro Jarrell Miller in agosto negli Usa (come vorrebbe Eddie Hearn). Poi, a fine anno, magari vedremo la mega sfida con Wilder. Per ora accontentiamoci di quello che abbiamo visto.

RISULTATI – Massimi: Alexander Povetkin (34-1-0) b. David Price (22-5-0) kot dopo 1:02 della 5; gallo (mondiale Wba): Ryan Burnett (19-0) b. Yonfrez Parejo (21-3-1) p. 12 (120-108, 120-108, 116-112); welter: Josh Kelly (6-0) b. Carlos Molina (28-9-2) p.10 (98-92, 98-92, 99-91); leggeri: Joe Cordina (7-0) b. Hakim Ben Ali (19–6-0) kot 3; supermedi: Mose Auimatagi jr (10-1-2) b. Morgan Jones (12-1) kot 6; leggeri: Anthony Crolla (33-6-3) b. Edson Ramirez (18-3-1) p. 10 (100-90, 99-91, 98-92); mediomassimi: Joshua Buatsi (5-0) b. Bartolomej Grafka (20-29-3) p. 6; massimi (mondiale Wba, Ibf, Wbo, Ibo) Anthony Joshua (20-0) b. Joseph Parker (24-0) p. 12. Arbitro: Giuseppe Quartarone (Italia);giudici: Steve Weisfeld(Usa) 118-110, Steve Gray (Gbr) 118-110, Ian Scott (Nzl) 119-109.

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