Whyte distrugge Browne. E ora vuole la sfida con Wilder (video)

di Dario Torromeo

Dillian Whyte ha chiuso con un colpo fantastico. Un gancio sinistro che ha centrato con precisione Lucas Browne. L’australiano è andato giù, a faccia in avanti verso il tappeto. È finito lì il suo calvario, condannato alla resa in un match che non aveva tenuto in mano neppure per un secondo. Il giamaicano residente in Inghilterra lo ha dominato. Il suo diretto sinistro ha tenuto lontano Browne, gli ha imposto un incontro sulla difensiva, gli ha tolto tempo e spazio per portare i suoi colpi potenti. Il destro ha minato lentamente le resistenze, i colpi sotto hanno ridotto ancora di più di quanto non fosse la mobilità di Browne. Il ko è stata una conclusione logica, attesa, inevitabile.

È finita ancora prima di cominciare. Mancavano pochi secondi al termine del primo round quando il destro di Whyte è scattato veloce ed è andato a centrare il rivale sull’occhio sinistro. Immeditamente si è aperto una ferita, larga e profonda, sotto l’arcata sopracciliare. All’angolo di Browne il cutman ha fatto miracoli, ma il sangue ha continuato a scorrere limitando la visibilità dell’australiano. Un handicap notevole che è andato a infierire su una situzione già sbilanciata di suo. Troppo superiore il campione del Silver Wbc per rischiare qualcosa contro un uomo che ha sì potenza, ma stanotte non è mai stato in grado di esibirla.

Whyte ha meritato il successo. Ha vinto perché è stato più bravo, più veloce di braccia, più preciso nell’esecuzione dei colpi. Ha mandato quasi sempre fuori misura Browne, ha gestito lui il ritmo con cui condurre la danza. L’avversario mi è sembrato appesantito, nel fisico e nell’azione. Ormai vicino ai trentanove anni non ha lasciato un solo buon ricordo, o quasi.

Browne merita comunque rispetto per avere accettato di affrontare con dignità il dolore. Ma non ha lasciato una sola buona impressione. Mi è sembrato fuori condizione, lento, macchinoso, con una pancia che segnalava una preparazione non al meglio. Ha subito costantemente per tutto il match.

La chiusura è stata drammatica. Il gancio sinistro di Whyte ha letteralmente distrutto Browne, gli ha tolto ogni minima energia e lui è andato al tappeto ed è rimasto lì, senza muoversi, per qualche secondo. Paura. Medici immediatamente sul ring, ossigeno per favorire la respirazione, poi lentamente Lucas Big Daddy Browne si è tirato su. E lentamente, con grande infinita tristezza, è tornato verso l’angolo.

Ha pagato tutto assieme un conto pesante. È arrivato a Londra da imbattuto, 22 vittorie su 25 per knock out. Se ne torna a casa distrutto nel fisico e nel morale. Se la boxe fosse un mondo in cui la logica contasse qualcosa, la sua carriera finirebbe qui. E invece ho qualche dubbio che questo accada.

Adesso per Dillian Whyte potrebbe esserci Deontay Wilder. Dico potrebbe perché di certo nel pugilato moderno non c’è nulla. Non penso proprio che dia soddisfazione a Derek Chisora che si è lanciato sul microfono per reclamare un match che oggi non avrebbe senso.

Ho visto un buon pugile, ma continuo a pensare che di magico in queste seconde linee ci sia davvero poco. Nella categoria resta la potenza devastante del destro di Dillian Whyte, la migliore tecnica di Anthony Joshua. Quando finalmente si decideranno a metterli l’uno davanti all’altro probabilmente riusciremo di nuovo a vedere un grande incontro di boxe.

RISULTATI – Massimi (titolo Wbc silver) Dillian Whyte (23-1-0, 17 ko, 115,400 kg) b. Lucas Browne (25-1-0, 22 ko, 120,080 kg) ko dopo 37 secondi della sesta ripresa; mediomassimi: Callum Johnson (17-0, 12 ko, 70,117 kg) b. Frank Buglioni (21-3-1, 15 ko, 79,100 kg) ko 1; leggeri: Lewis Ritson (15-0, 61,234 kg) b Scott Cardle (22-2-1, 60,650 kg) ko 2; massimi: Derek Chisora (28-8-0) b Zakaria Azzouzi (14-3-2) ko 2; supermedi: Jamie Cox (25-1-0) b. Harry Matthews (15-26-2) ko 2; mediomassimi: Craig Richards (11-1-0) b. Ivan Stupalo (12-12-0) ko 3; massimi leggeri: Richard Riakporhe (6-0) b Adam Williams (1-4-0) ko 3; supergallo: Loule Lynn (1-0) b. Michael Horobin (0-1-0) ko 2; welter: Chris Kongo (8-0) b. Serge Ambomo (6-6-0) p. 6.

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