A Melbourne il tennis rinnova la battaglia dei sessi…

“La battaglia dei sessi” è un film uscito lo scorso anno e racconta la sfida che nel 1973 ha visto protagonisti l’allora 29enne Billie Jean King (interpretata da Emma Stone) e il 55enne Bobby Riggs (Steve Carell). Nella realtà, e ovviamente anche al cinema, quella partita l’ha vinta Billie Jean King.
Ora la battaglia dei sessi si rinnova.
Da una parte c’è sempre BJK, dall’altra Margaret Court.
La polemica è scoppiata alla vigilia degli Australian Open.
“Se giocassi ancora mi rifiuterei di farlo su un campo che porta il nome di Margaret Court, devono rinominarlo” ha detto la King riferendosi al terzo campo in ordine di importanza dell’impianto di Melbourne Park.
Cosa è accaduto per provocare un attacco frontale di queste forza?
La Court, 75 anni, oggi ministro della Chiesa Pentacostale, ha fatto una pubblica dichiarazione: “La lobby dei gay sta cercando di confondere la mente dei giovani. I transgender sono figli del diavolo.”
Poi ha rincarato la dose condannando la giocatrice australiana Casey Dell’Acqua per avere avuto due bambini con la sua compagna.
La prima a scendere in campo per contestare queste affermazioni è stata Martina Navratilova, subito affiancata dalla King: “Lei chiama i transgender figli del diavolo, quando invece siamo tutti figli di Dio. Se ti intitolano un campo devi meritarti questo onore, devi accogliere tutti allo stesso modo, non fare discriminazioni. Non so perché si sia comportata così, so solo che adesso quel nome suona stonato . Siamo tutti uguali, senza distinzioni di sesso.”
Margaret Court ha vinto 24 titoli dello Slam in singolare e 64 in totale.
Billie Jean King ha vinto 12 titoli dello Slam e 39 in totale.
Due grandi del tennis e dello sport in generale.

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