Pugile sotto squalifica per doping vince un titolo minore Wba. Come è possibile?

Joe Fournier, un milionario inglese proprietario di vari night club, combatte come pugile professionista nella categoria dei mediomassimi. Ha 34 anni e un record di 9-0, tutte le vittorie sono state ottenute per ko contro rivali di modesto livello.

Il 25 giugno 2016, al termine del match contro Mustapha Stin è stato trovato positivo all’esame antidoping. Il verdetto è diventato No Decision e lui è stato squalificato fino al 5 dicembre 2020. In appello la pena è stata ridotta a 18 mesi, terminerà alla mezzanotte del 5 giugno 2018.

Il seguito della storia non è così lineare.

Dopo il match incriminato, Fournier ha sostenuto altri cinque combattimenti, nell’ultimo del 18 dicembre scorso ha addirittura conquistato il titolo Internazionale Wba della categoria battendo per ko 2 Wilmer Mejia (11-9-2 negli ultimi ventidue incontri).

Dove è l’errore?

L’UKADA (l’agenzia antidoping britannica) nel suo sito ufficiale, scrive:

“Il 25 giugno 2016, il NADO Flanders ha condotto un test in gara dopo un match di pugilato a Ninove, in Belgio. Fournier è risultato positivo per sibutramina, un agente per la perdita di peso, ed è stato accusato di un ADRV ai sensi dell’articolo 2.1 del Codice mondiale antidoping: “Presenza di una sostanza proibita o dei suoi metaboliti o marcatori nel campione di un atleta”. Fournier è stato squalificato dal 6 dicembre 2016 fino alla mezzanotte del 5 giugno 2018.”

La stessa European Boxing Union (Ebu) nella Lista Sospensioni riporta come data di fine squalifica il 5 giugno 2018.
E allora?

Come può un pugile squalificato per doping sostenere cinque incontri e addirittura battersi per un titolo (minore) di un Ente come la World Boxing Association?

Tutti e cinque i match dopo la positività si sono svolti a Santo Domingo. La Repubblica Dominicana è nella zona caraibica, cioè in un luogo in cui l’influenza della Wba è molto importante. Come può essere accaduto?

Il mistero si infittisce.

Joe Fournier vince un titolo internazionale Wba, titola Fightnews il 18 dicembre. Vado a cercare un riscontro su Boxrec, il sito universalmente noto per riportare ogni singolo evento pugilistico che si svolga sul pianeta Terra. Niente, non trovo traccia del match. Cosa sta accadendo? Sarà pure stato un titolo minore, ma sempre di un match ufficiale si trattava…

I tabloid inglesi confermano la notizia della conquista del titolo, ma non danno spiegazioni su come un pugile sospeso possa avere avuto il nulla osta per salire sul ring.

La Wba ha due programmi in atto per combattere il doping: WBA Fair boxing e Ko Drugs. Deve esserci per forza qualcosa che mi sfugge.

Il sito della World Boxing Association è aggiornato a novembre, la prima notizia è la cartolina di auguri di compleanno al presidente Gilberto Mendoza, la seconda gli auguri di Natale del presidente Gilberto Mendoza.

Nella classifica dello scorso mese Joe Fournier non figurava nei primi quindici. Neppure Mejia era nella Top 15. Nell’elenco dei campioni internazionali (aggiornato a novembre 2017) il titolo dei mediomassimi era vacante.

Come è possibile che un pugile squalificato per doping sia stato autorizzato a combattere in cinque occasioni, una delle quali valida come titolo (minore) della Wba?

 

 

 

 

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