Joshua, un pomeriggio di sparring con il cugino per recuperare tranquillità…

Quando qualche giorno fa Eddie Hearn l’ha chiamato,  AJ aveva appena finito di allenarsi con il maestro di sempre, Rob McCracken. Il boss di Matchroom gli ha detto che Kubrat Pulev aveva dato forfait e che il 28 sul ring di Cardiff avrebbe affrontato un altro avversario, Carlo Takam.

Quale è stata la sua reazione? (la domanda è di un giornalista del tabloid The Sun).
Mi è sembrato un po’ incazzato!” (la risposta è di Hearn).

Un pugile in allenamento è una corda di violino, viaggia ogni istante sulla sottile linea di confine con la rottura dell’equilibrio nervoso.Un minimo particolare altera gli equilibri e può provocare crisi impensabili. Anthony Joshua non era indispettito solo dal fatto che si sarebbe trovato davanti un tipo decisamente più basso di lui (1.87 contro 1.98) e con un pugilato completamente diverso da quello del bulgaro (un attaccante dalla corta distanza il franco/camerunense, un uomo da media distanza e con uno stile più lineare l’altro). No, AJ era furibondo perché i meccanismi avevano subito una deviazione, non contava quanto fosse importante. Lo indispettava il fatto che un imprevisto avesse modificato un avvicinamento al match fino a quel momento perfetto.

E allora ha deciso di concedersi una scossa emotiva. Ha voluto riallacciare i fili della passione per poi ricominciare a marciare sereno verso l’obiettivo. Ha fatto un paio di telefonate, ha combinato un appuntamento, ha ricevuto la disponibilità delle due persone a cui si era rivolto. Ed è andato ad allenarsi nella sua vecchia palestra con Binga, il cugino.

Binga è un trentenne nato a Liverpool, ma da tempo residente a Londra. Il suo vero nome è Ben Ileyemi. È molto legato ad Anthony. È stato Binga a portare il futuro campione olimpico e mondiale per la prima volta al Finchley&District Amateur Boxing Club quando AJ non aveva alcuna idea che da grande sarebbe diventato un pugile di successo.

È stato Binga ad aiutarlo nel 2011 quando la polizia ha trovato AJ con 200 grammi di cannabis (marijuana). Anthony si è dichiarato colpevole, è stato sospeso dalla nazionale inglese e condannato a dodici mesi di servizi civili, più cento ore di lavoro non pagato. Accanto ha avuto Lennox Lewis, Carl Froch e Ben.

Joshua ha un legame forte con il cugino. L’ha fatto inserire nei programmi di Matchroom dopo il passaggio al professionismo. Ileyemi è un massimo leggero, oggi trentenne, che ha esordito alla 02 Arena in occasione del primo match di AJ. E tornato sul ring alla York Hall nella serata in cui il cugino disputava il suo terzo incontro. La terza volta ha boxato alla ExCel Arena in un programma in cui il clou era retto dalla difesa dell’europeo welter da parte di Leonard Bundu contro Lee Purdy. Due vittorie nei primi due combattimenti, un pari nel terzo. Poi, più nulla. Fermo dal 14 dicembre del 2013.

Dopo quattro anni di assenza ha ripreso a boxare, non poteva non rispondere alla chiamata di Anthony, il cugino prediletto aveva bisogno di lui. Una sessione di sparring  per prendere un po’ di confidenza con un massimo (anche se leggero) che somigliasse a Carlos Takam, il nuovo avversario. Binga è alto 1.83 (quattro centimenti in meno dello sfidante al titolo) e oggi pesa attorno a 97 chili (sei in più di quando era in attività, tredici in meno di Takam).

Ma soprattutto un pomeriggio con una amico, tirando di boxe e parlando dei vecchi tempi. Una pausa per recuperare la giusta carica nervosa, per non interrompere il ritmo della preparazione, per sentirsi amato.

Anche i campioni hanno bisogno di aiuto.

Un cugino pugile, e amico, è una buona carta da giocarsi nei momenti di difficoltà.

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