“Terrificante!”, così Pulev ha definito la sfida con Joshua…

Tyson non era certo uno che si lasciava intimidire, eppure ricordo benissimo l’elogio della paura fatto da Iron Mike ad Atlantic City alla vigilia del match contro Larry Holmes.

“Nessuno può venirmi a raccontare di non avere paura. Ho vissuto gran parte della vita a contatto con la paura. Come diceva Cus, ho bisogno della paura per non sbagliare, perché la paura è vita.”

Non è dunque una remora fisica, quanto piuttosto mentale.

Eppure leggendo la dichiarazione di Kubrat Pulev nella prima conferenza stampa del mondiale contro Anthony Joshua, non è a complicate implicazioni mentali che ho pensato.

“So che sarà terrificante” ha detto il campione bulgaro.

Forse qualcosa si sarà perso nella traduzione, Kubrat parlava infatti attraverso un interprete. Forse non era esattamente quello il senso che avrebbe voluto dare alle parole. Ma l’impressione resta inquietante.

Lui ha provato ad addolcirla subito dopo.

“Fisicamente mi sento forte e mentalmente mi sento pronto.”.

Resta il fatto che quel “sarà terrificante” racconta cosa senta il peso massimo bulgaro in fondo al cuore. Magari a livello inconscio, ma sicuramente lo sente.

Anthony Joshua ha messo knock out tutti i suoi diciannove rivali, Wladimir Klitschko compreso. Lo stesso Wladimir Klitschko che ha inflitto l’unica sconfitta a Pulev: ko al quinto round, dopo che il bulgaro era stato stato dominato sino al momento dell’interruzione.

Niente proclami di guerra dunque, niente promesse di distruzione. Ma solo un’ammissione sincera, consapevole di quanto possa essere difficile l’impresa.

Kubrat non ha avuto paura di dare voce a quello che tutti pensano: sarà una sfida terrificante per lui. Ma in fondo al cuore pensa di farcela.

Spero.

Altrimenti quel match diventerà davvero terrificante.

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