Aiba, guerra feroce. Il pugilato rischia il ko, il popolo della boxe dorme

L’Aiba è travolta dalla più grande crisi politico/economica della sua storia.
Ormai i contendenti hanno messo da parte ogni diplomazia e tirano giù palle incatenate da fare paura.
Il presidente Ching-Kuo Wu ha dichiarato a insidethegames.biz che oggi, 2 agosto, gli uffici di Losanna saranno riaperti.
“Sono ancora in carica. Sono stato eletto dal Congresso dell’Aiba e solo il Congresso può rimuovermi. L’ho detto anche all’IMC, ho consigliato loro di leggere lo Statuto. Tutto quello che stanno facendo non ha fondamenti legali”.
Singolare anche la posizione di Wu sul suo futuro.
Lo Statuto Aiba non consente a un presidente di essere rieletto dopo avere portato a termine tre mandati. Lui è entrato in carica nel 2006, rieletto nel 2010 e 2014. Fine dei giochi. Ma Wu afferma che essendo la regola stata inserita nel 2010, non ha validità retroattiva. Quindi, a suo giudizio, è rieleggibile anche nel 2018 e 2022.
L’IMC (Interim Management Committee ) è nato durante il Congresso di Mosca (24-25 luglio) ed è composto da cinque membri: l’italiano Franco Falcinelli (con il ruolo di presidente, essendo il dirigente più alto in grado), Terry Smith (Galles), Pat Fiacco (Canada), Alberto Puig De La Barca (Cuba) e Mohamed Moustahsane (Marocco).


È stato Pat Fiacco (foto sopra) a parlare a nome di tutti in un’intervista al quotidiano britannico The Guardian: “Stiamo portando avanti azioni legali contro il presidente Wu, affinché i fondi Aiba siano protetti, cerchiamo di impedire che se ne faccia cattivo uso. Abbiamo presentato una denuncia al Tribunale svizzero, chiediamo alla Corte che nei tre mesi che mancano al Congresso Straordinario la gestione dei fondi e l’organizzazione siano compito dell’IMC e non di Wu. Chiediamo che l’accesso ai fondi Aiba da parte di Wu sia bloccato. Temiamo che possa usarli per pagare i suoi debiti personali. Noi crediamo che il presidente Wu abbia fatto una cattiva gestione delle risorse economiche dell’Aiba.”
In pratica l’IMC chiede che Ching-Kuo Wu sia rimosso da presidente.
Il Congresso Straordinario si terrà a ottobre e in quella sede sarà eletto il nuovo capo dell’Aiba. Fino ad allora sarà guerra aperta…
Nota a margine. Wu è anche membro Cio, il Comitato Olimpico Internazionale non ha ancora preso alcuna posizione sulla vicenda.
In tutto questo a rischiare il ko è il pugilato. In pochi sembrano rendersene conto. L’idea che circola è che i contendenti si stiano affrontando per beghe personali, ma a tirarsi insulti pesanti e accuse da brivido sono i massimi rappresentanti della boxe mondiale a livello olimpico. Hanno già pesantemente contribuito a fare danni all’interno delle Federazioni Nazionali, ora sono arrivati alle aule dei tribunali.
E il popolo della boxe continua a dormire…

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