Per i giornali, l’Italia degli incendi si è fermata a Capalbio…

Una domenica da incubo.

La linea ferroviaria che costeggia la litoranea tirrenica si è tramutata in un inferno per migliaia e migliaia di viaggiatori. Treni fermi per oltre un’ora a Orbetello. Per tre ore e mezzo a Civitavecchia. Alta velocità a passo di lumaca. E infine, tutti giù a Ladispoli. La corsa finisce qui. Roma resta un miraggio per chi è partito da Ventimiglia sicuro di arrivare prima di notte nella Città Eterna.

Migliaia di persone abbandonate quando la sera era ormai calata da tempo.

Attorno alle 23:00 il piazzale della stagione di Ladispoli era invaso da oltre mille passeggeri abbandonati nella notte. Dei bus annunciati, fino a quel momento neppure l’ombra.

Tromba d’aria a Ostia. Case minacciate dalla fiamme, inquilini costretti a scappare. Gli incendi (a detta di alcune fonti di informazioni) dolosi, hanno distrutto i nervi e in alcuni casi anche le case di vittime incolpevoli.

A Roma Termini non sono arrivati tuti i treni provenienti da Ventimiglia, Genova o Grosseto. L’Aurelia intasata dalle auto, con file lunghe anche venti chilometri.

Il caos più totale.

Ho aperto Internet praticamente in diretta, volevo capire. Niente. I siti online dei giornali ingnoravano il fenomeno, a leggerli sembrava che la moltitudine di persone prigioniere in treno tra il fumo e un odore nauseabondo di bruciato fosse solo frutto della fantasia.

Stamattina leggo i quotidiani e trovo solo poche righe, soprattutto se confrontate con il main event, l’evento principale che la quasi totalità dei media italiani ha considerato meritevole di attenzione in esclusiva.

La paura dei Vip a Capalbio.

Signori le fiamme ci sono stata anche a Civitavecchia e Ladispoli. Una tromba d’aria ha causato danni gravi e feriti a Ostia. Lungo l’intero litorale tirrenico il popolo dei viaggiatori si è sentito sprofondare in un incubo. La gente è rimasta chiusa nelle case assediate dal fuoco, migliaia e migliaia di persone (giovani, anziani, bambini) sono stati costretti a soste forzate lunghe anche più di tre ore,  obbligati a trovare una soluzione per capire come riuscire ad arrivare a casa mentre la paura cresceva.

E voi avete messo al centro dell’inferno sempre e solo la spiaggia Vip. L’unica, a leggere i quotidiani, che sia stata minacciata dalle fiamme.

Forse sono io che appartengo a una generazione che non riesce più ad analizzare con serenità i problemi, sono figlio di un vecchio giornalismo che avrebbe scatenato i cronisti sulla vera essenza della notizia. I disagi, le pene e le paure degli italiani finiti all’inferno senza colpe.

Ma questa è una chiave di lettura che evidentemente appartiene al passato.

Oggi è meglio titolare in prima con tanto di fotone “L’oasi dei vip lambita dagli incendi” e all’interno “Le fiamme e il fumo fanno paura a Capalbio” come ha fatto il Corriere della Sera, relegando a taglio centrale “Gli 800 passeggeri prigionieri in treno per otto ore”. Ma allora le fiamme hanno creato paure e timori anche al di fuori di Capalbio…

“I roghi non danno mai tregua, paura all’Ultima spiaggia” (Il Fatto Quotidiano).

“Capalbio, spiaggia Vip in fiamme” (Il Giornale).

“Turisti in fuga dopo gli incendi su Capalbio” (La Stampa), ma anche “In volo sull’Italia assediata dal fuoco”.

Silenzio sulla prima di Libero.

“A ferro e fuoco”, il riferimento è a Roma (Il Tempo).

“Tornado e feriti, paura e roghi a Ostia e Capalbio” (Il Messaggero).

“Roghi a Capalbio, evacuata la spiaggia dei Vip” (Il Gazzettino).

“Nella morsa degli incendi, bagnanti in fuga a Capalbio” (Il Secolo XIX).

“Vesuvio in fiamme, fuga dalla case” (Il Mattino, unico ad aprire sul tema).

Silenzio sulla prima del Tirreno, che avrebbe dovuto mostrare interesse anche solo per il fatto che si è trattato di un evento accaduto nella sua area diffusionale.

In altre parole, il fuoco si è fermato a Capalbio.

L’Italia dei media non ce l’ha proprio fatta ad allargare l’orizzonte.
È il nuovo giornalismo che avanza.
Era già accaduto con gli incendi di Messina, diventati importanti soltanto dopo un tweet di Fiorello. E per quelli nei dintorni di Napoli.

Prima di essere frainteso, non dico che i Vip di Capalbio non siano stati vittima di una situazione drammatica. Lo sono stati come molte altre zone d’Italia. Ma a sfogliare i quotidiani sembra che abbiano avuto l’esclusiva del dolore.

Per ventiquattro ore cartaceo e Internet hanno viaggiato sullo stesso piano. Quello che porta a disinteressarsi sempre di più di chi quei giornali vorrebbe comprarli per essere informato…

P.S. Pensate che ci sia stato un solo organo online che nelle prime ore di questa mattina abbia detto ai viaggiatori se le linee interrotte causa incendi fossero state ripristinate?

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