La notte di Errol, il dramma di Kell davanti alla sua gente

Il match di Sheffield ha risposto a quasi tutte le domande che aveva generato e ha messo in piedi una di quelle storie in cui il dramma si mischia con la felicità.

Errol Spence jr è un campione. E ha la mascella robusta. Ha incassato il destro di Kell Brook senza dare segni apparenti di sofferenza, è passato attraverso una prima metà del match in cui ha più subìto che offeso. Segno che il fisico regge, che ha gambe e testa. Oltre a essere in possesso di un pugno pesante.

Il nuovo campione Ibf dei welter è un demolitore che sgretola pugno dopo pugno la resistenza del rivale. Così ha fatto ieri. Un lavoro al corpo meticoloso, incessante. Una pressione costante e la capacità di restare nel vivo dell’azione anche quando era l’altro a comandare.

Forse non ha una boxe spettacolare in grado di affascinare uomini, donne e bambini. Probabilmente non accende i cuori di chiunque si sieda davanti alla tv o a bordo ring. Ma è un signor pugile che ha testa, talento e potenza.

Piace di più a chi riesce a gustare le finezze di questo sport, perché nel suo pugilato non ci sono fuochi d’artificio, battaglie da Far West o scazzottate da rissa in strada. No, la boxe di Spence jr è fatta di colpi precisi, portati quando e dove devono essere portati. E fanno dannatamente male.

Ha personalità. Si è trovato davanti a ventisettemila persone che erano lì solo per l’altro uomo sul ring e non se ne è minimamente curato. Ha subìto i colpi e la scelta di tempo di Brook per metà match, ma non si è fatto prendere dall’agitazione. Ha reagito come solo i campioni sanno fare. Con la calma di chi è consapevole del proprio valore.

Kell Brook è stato sfortunato, ma ha pagato sue colpe.

Credo che la presunzione di tornare tra i welter sia stato il peccato più grande. Non so quanto sia vera la notizia dei sedici chili persi in venti settimane, ma so che ha faticato da matto a rientrare nei limiti della categoria. Ha accumulato sacrifici e privazioni che alla fine hanno presentato il conto. Dalla settima in poi mi è sembrato stanco. Un po’ per merito di Spence jr che non ha mai allentato la pressione, un po’ per un suo calo fisico.

Non so quanto sia grave l’infortunio all’occhio sinistro. Eddie Hearn ieri notte ha detto che il fighter di Sheffield è stato ricoverato in ospedale e ha aggiunto che si teme una nuova frattura della cavità orbitale. Contro Golovkin era l’occhio destro, con l’americano quello sinistro. Ma stavolta Brook ha sofferto la menomazione in modo assai più evidente di quanto non avesse fatto contro il kazako. Segno che al dolore, alla preoccupazione di vedere le immagini sdoppiate, si è andato a sommare anche il ricordo di quello che aveva già subito solo pochi mesi prima.

Kell Brook ha confermato di avere colpi duri, personalità e motivazioni importanti. Qualità che non sono riuscite a salvarlo contro un altro attaccante, capace di esercitare pressione continua e di scagliare pugni pesanti che andavano spesso a bersaglio. La velocità di gambe e braccia, unita alla maggiore precisione dei colpi e a una potenza di un livello superiore hanno portato lentamente ma inesorabilmente il match dalle parti dell’americano. E hanno condotto Brook verso la sofferenza. Fisica per i colpi subiti e quell’occhio malmesso, mentale per la delusione di avere fallito davanti a una città che era lì solo per lui.

Anche i tre giudici hanno giustamente visto la predominanza dell’americano.

Qualcuno in maniera un po’ sbilanciata da una parte (97-92 per Adelaide Byrd), qualcuno da un’altra (95-94 per Dave Parris), qualcuno in maniera più equilibrata (96-93 per Allejandro Lopez), ma tutti senza alcun dubbio per Spence jr che ha anche inflitto un conteggio a Brook, per quello che io chiamo accumulo di colpi, nel decimo round.

Al momento dell’abbandono, perché tale è stato anche se il verdetto ufficiale parla di ko, avevo tre punti per Errol Spence jr, un campione degno dei vertici della categoria.

È stato un match di qualità e di sostanza. Una rarità, per questo ancora più apprezzabile. Qualcuno è rimasto deluso, forse si aspettava uno spettacolo diverso. Io no, sono rimasto incantato da quello che ho visto.

E da questo momento in poi ho un sogno da innamorato della boxe, vedere Errol Spence jr contro Keith Thurman…

WELTER (titolo Ibf) Errol Spence jr (Usa, 66,450 kg, sfidante) b. Kell Brook (Gbr, 66,450 kg, detentore) per ko a 1:47 del round numero 11. Arbitro: Howard John Foster. I cartellini al momento della sospensione: Adelaide Byrd 97-92, Alejandro Lopez 96-93, Dave Parris 95-94 per Spence jr.

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s