Tyson Fury di nuovo al centro di un caso controverso…

Tyson Fury rischia di non combattere sino a dicembre, o peggio: di chiudere la carriera.

Lunedì presso il British Boxing Board of Control ha avuto inizio l’audizione dell’ex campione con la Commissione Antidoping britannica. Ma l’incontro è stato subito sospeso per un conflitto di interessi all’interno della Commissione stessa. L’audizione è stata rinviata a data da destinarsi.

Frank Warren, promoter del peso massimo, teme che questa data non sia fissata prima di ottobre. Il che farebbe saltare l’annunciato rientro dell’8 luglio.

Ma in discussione c’è anche la possibilità che Tyson Fury venga punito con quattro anni di sospensione per essersi rifiutato di sottoporsi a un test antidoping nell’inverno scorso.

Dice Warren: “Loro hanno bussato a casa di Tyson Fury, lui ha aperto. Gli hanno chiesto di sottoporsi al test, lui li ha mandati a quel paese. C’è un filmato di tutto questo, c’è il pugile che dice: “Mi state perseguitando”. Poi è arrivato suo zio, lo ha calmato e ha richiamato gli ispettori che però non sono voluti tornare. Era un periodo difficile per il peso massimo, non stava bene psicologicamente. Va capito, non perseguitato. Ora devono prendere una decisione e devono farlo in fretta. Rischia la carriera”.

Tyson Fury è stato trovato positivo a un test antidoping. Il 24 giugno 2016 è stato sospeso.

Non combatte dal 28 novembre 2015 quando ha sconfitto ai punti Wladimir Klitschko ed è diventato campione mondiale dei massimi.

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