E Joshua a sorpresa dice: “Voglio affrontare Dillian Whyte!”

Anthony Joshua è l’uomo che tutti vorrebbero affrontare.

Wladimir Klitschko è il primo della lista. Ha firmato un contratto che contempla la rivincita, sta a lui decidere se farla o se annunciare il ritiro. Comunicherà la sua scelta il prossimo mese, quando tornerà della vacanze che sta consumando in Florida con la moglie Hayden Panettiere e la loro bambina Kaya.

Segue Kubret Pulev, sfidante ufficiale dell’Ibf. Il match era contemplato come difesa obbligatoria entro gennaio, ma gli unici obblighi che gli enti del pugilato riescono a far rispettare sono solo quelli relativi al pagamento delle tasse.

Sul terzo gradino Deontay Wilder, campione Wbc. La televisione Showtime spinge per un incontro negli Stati Uniti indicando Las Vegas o New York come sedi possibili. Sarebbe la migliore occasione per capire quanto realmente valga Wilder.

Poi ci sono Joseph Parker, campione Wbo, e Luis Ortiz sfidante della Wba. Ma, sinceramente, la vedo dura. Nessuno dei due garantirebbe un richiamo accettabile.

A chiudere c’è Tyson Fury. Ma prima di parlare di lui vorrei aspettare il rientro fissato per l’8 luglio. Sempre che rispetti l’impegno, che il British Boxing Board of Control gli restituisca la licenza e lui continui a perdere peso. Dicono che dopo gli allenamenti a Marbella sia sceso di nove chili. Ne deve perdere altri trenta…

Questo il quadro generale, con l’aggiunta che come sede potenziale Eddie Hearn ha indicato il Millenium Stadium di Cardiff. Dal momento che il prossimo match di Joshua si farà in autunno,  serve un impianto grande e adatto al periodo. Lo stadio di Cardiff, che il 6 giugno ospiterà la finale della Coppa Campioni, ha la copertura del tetto e può ospitare 74.000 persone. Andrebbe sicuramente bene.

In questa situazione si è improvvisamente inserito l’elemento a sorpresa.

Anthony Joshua si è riunito con tutto il suo clan per festeggiare.

C’erano Mark Ellison (nutrizionista), Michael Jarman (agente), Freddie Cunnigham (Manager), Sina Ciframi (fisioterapista), Jamie Reynolds (preparatore atletico) e ovviamente Eddie Hearn (promoter). È proprio con lui che il campione dei massimi si è fermato a parlare, è a lui che ha indicato il nome del prossimo avversario che vorrebbe affrontare: Dillian Whyte.

Scelta inaspettata.

Ma non tanto. Non ha certo la caratura degli altri pretendenti, ma sono almeno tre le motivazioni che spingono il campione a indicarlo come sfidante.

Dillian Whyte al primo match da dilettante ha sconfitto ai punti Joshua. Era il 2008. Poi ha messo ko i successivi sei avversari ed è passato professionista.

Il 12 dicembre del 2015 l’ha affrontato di nuovo.

Lo ha scosso nel secondo round. Poi è finito ko nel settimo.

Alla fine del primo l’altro lo ha colpito dopo il gong, ne è nata una rissa gigantesca e l’angolo di Whyte ha chiesto la squalifica dell’avversario.

Joshua vuole cancellare definitivamente la sconfitta da dilettante?

Vuole mettere a tacere tutti quelli che l’hanno visto sull’orlo del knock down nella seconda ripresa?

È spinto da un astio antico, confermato dal suo atteggiamento irrisorio e dalla scorrettezza a chiusura del primo round?

O vuole solo fare un favore a uno che ha un contratto pluriennale con il suo stesso promoter, Eddie Hearn di Matchroom?

Whyte è stato fino al 2014 con Frank Maloney. In quell’anno il famoso organizzatore ha annunciato ufficialmente la sua scelta di cambiare sesso per diventare donna con il nome di Kellie. In quello stesso periodo Dillian ha scelto di firmare per Hearn.

 

Dillian Whyte ha 29 anni e un record di 20-1 con 15 successi per ko.

Nel suo passato una lunga squalifica per positività al doping dopo il match contro Sandor Balogh. È rimasto fermo dal 13 ottobre 2012 al 21 novembre 2014.

Un altro stop, ma solo di qualche mese, dopo la sconfitta con Joshua. Si è fatto operare alla spalla destra che gli dava da tempo dei problemi.

Ha una boxe meno lineare di Joshua, è più massiccio nel fisico, meno alto e sicuramente meno veloce. Ha il difetto di rimanere sui colpi.

Un buon elemento, non eccezionale. Contro il campione partirebbe decisamente sfavorito.

Sposato, padre di tre figli, è nato in Giamaica e a 12 anni si è trasferito in Inghilterra. Pugile il padre, lo zio e il fratello Dean.

Lo chiamano The Bodysnatcher, come Mike McCallum con cui ha in comune soltanto il soprannome, essendo il livello del suo pugilato decisamente inferiore.

Anhtony Joshua torna sul ring in autunno a Cardiff. E questo sembra quasi certo. Lui vorrebbe affrontare Dillian Whyte, e questo mi sembra assai meno probabile. Ma il pugilato mi ha insegnato a non stupirmi di nulla.

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