Fermo dal 1994, torna sul ring a 57 anni! In programma anche il figlio…

Eric McGuire ha 46 anni.
Quando ne aveva appena dieci frequentava l’Ann Arbor Boxing Club e sognava di fare il pugile.
A 18 aveva già smesso di sognare. In una rissa da strada, contro una gang senza scrupoli, era stato ferito gravemente. Frattura del collo, due mesi di ospdale, collare per altri tre mesi e al ritorno in palestra la scoperta che il destro non funzionava più come una volta.
Il pugile era riuscito a farlo suo fratello Derrick, ma questo non poteva certo bastare a consolarlo. Aveva messo su un suo ginnasio all’interno di uno stretto e angusto garage a Ypsilanti, vicino all’aeroporto di Ann Arbor nel Michigan, Stati Uniti d’America.
Li ogni tanto andava a trovarlo un vecchio amico dei tempi in cui Eric ancora poteva permettersi il lusso di sognare. James Toney quei sogni li aveva realizzati, era diventato campione del mondo in più categorie, ma non si era dimenticato del suo compagno di gioventù.


Eric (foto sopra) è rimasto nel mondo della boxe e il 13 maggio esordirà come promoter in una riunione organizzata per onorare proprio Toney (foto sotto con Eric) che dal ring di Ypsilanti darà l’addio al pugilato. Sarebbe tutto bello e romantico se James non avesse 48 anni e il suo avversario (41) non vantasse un record di 24 vittorie, 20 sconfitte e 2 pari (4-8-1 negli ultimi tredici match, sei sconfitte per knock out). Mike Shepard, questo il nome dello sfidante, ha disputato l’ultimo combattimento a 107 chili (è alto 1.88) il 29 ottobre 2016 quando ha perso per kot a due secondi dalla fine del primo round, dopo aver subito tre conteggi, contro Sergey Kuzmin.


Ma Eric McGuire per l’addio al ring del suo amico ha voluto esagerare e in programma ha messo anche Conrnelius Brundage (43 anni) e Lanard Tyner (41, foto sotto).

Come ciliegina sulla torta ha iserito Eriskine Wade (foto in alto, a sinistra, con il figlio Antonio). Questo signore ha già festeggiato il cinquantasettesimo compleanno (!) e non sale sul ring dal 18 maggio del 1994. È un mancino che ha cominciato da peso piuma e chiuso da welter. Negli ultimi otto combattimenti ha perso quattro volte, di cui due prima del limite. A fargli compagnia, nel suo rientro a 35 anni dal debutto, ci sarà Antonio Wade, suo figlio che di anni ne ha solo 25 ed è un imbattuto peso medio (3-0).
Non è una cosa seria.

“Anche i pugili piangono” di Dario Torromeo racconta l’incredibile storia di Sandro Mazzinghi. Trionfi, tragedie, interviste, personaggi. Un libro che entra nel cuore della boxe e della vita. (Absolutely Free editore).

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