Sabato le elezioni, ecco perché “Io sto con Andrea Locatelli”

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Ci siamo. Sabato è in programma l’assemblea che eleggerà il presidente della Federboxe. E allora credo sia bene ricordare (attraverso le sue stesse parole) la posizione di chi si presenta come nuovo candidato governativo.

Prima però mi sembra giusto riproporre una domanda a cui Vittorio Lai, attuale coordinatore del settore nazionali dilettanti AOB, non ha ancora risposto.

È vero o non è vero che tra le convocazioni in Nazionale al Centro Tecnico Nazionale di Santa Maria degli Angeli figurano anche atlete/i non tesserate/i o con un record decisamente non adeguato a una chiamata in azzurro?

E veniamo alle sue prese di posizione su alcuni temi fondamentali.

  1. Responsabilità politiche.

“Dopo Rio, come tutto il Consiglio Federale ho appoggiato la posizione di Brasca. La solidarietà c’è stata fino all’ultimo Consiglio Federale.”

  1. Tecnico della nazionale.

Da noi ogni allenatore si crede il migliore di tutti, per questa ragione contesterebbe chiunque fosse scelto. Bisognerà optare per una persona al di sopra di ogni sospetto. Pedro Roque, come tutti i grandi tecnici itineranti pretende soldi, attualmente credo guadagni dai tredici ai quindicimila dollari al mese. Ma è una persona che fa bene il suo lavoro.”

  1. Centro Nazionale Tecnico di Santa Maria degli Angeli.

“Di una cosa sono certo: non dovrà più essere un Centro Vacanze.”

  1. Risultati della nazionale nell’anno 2016.

“Non è andata bene per nessuno, uomini e donne. I pugili italiani sono andati benissimo sino alle qualificazioni. Poi sono arrivati a Rio convinti di essere già sul podio. Non è andata così. Per prendere una medaglia devi soffrire. Credo che un anno sia sufficiente per sparigliare la situazione e restituire serenità.”

  1. Assunzione di responsabilità politiche.

“Ero il coordinatore, ma non mi occupavo in prima persona del settore Elite. La squadra femminile era affidata a Sergio Rosa che si relazionava con il ct. L’elite maschile, la squadra olimpica, era di competenza esclusiva di Alberto Brasca. Nessuno di noi vi ha messo bocca, era una sua priorità.”

  1. Settore professionistico.

“Mancano i veri imprenditori, i manager, gli organizzatori. Serve gente seria, capace, affidabile e competente.”

     7. Comunicazione.

“Boxe Ring è una rivista che dovrà essere degna del suo passato.”

  1. Rapporti con l’Aiba.

“Oggi, grazie alla responsabile decisione dell’AIBA di riconsegnare il professionismo all’organizzazione federale, possiamo riprendere una collaborazione con i promoter che con la Lega Pro hanno toccato il punto più basso di interesse sia mediatico che economico.”

L’italiano è una lingua complessa, difficile. Ma concede la possibilità di scegliere verbi, aggettivi e sostantivi adeguati a ogni circostanza.

Comincio dal fondo. Dire “grazie a una responsabile decisione dell’Aiba” è una meravigliosa battuta involontaria. Di responsabile nella decisione dell’Aiba non c’è stato nulla. Ha vietato a ogni Federazione mondiale qualsiasi contatto con il professionismo per poi (a due mesi dai Giochi di Rio) annunciare il suo ripensamento e proporre l’inserimento del professionismo stesso alle Olimpiadi con i risultati che sono sotto l’occhio di tutti. Come si direbbe a Garbatella (Roma): responsabile, de che?

Lai vuole forse dirigere la Fpi con la stessa responsabilità con cui l’Aiba ha gestito la questione professionismo? Sarebbe inquietante.

Un altro dato offerto dalle dichiarazioni pre elettorali mi sembra meriti approfondimento. Lai afferma che il governo della nazionale maschile era totalmente nelle mani di Alberto Brasca, lui non è stato mai coinvolto nelle scelte che hanno portato ai risultati disastrosi della squadra. Ma poi afferma che tutto il Consiglio Federale è stato con Brasca sino all’ultima riunione. E allora? Se è stato con Brasca vuol dire che ne condivideva metodi e scelte, quindi è parimenti responsabile del disastro. Il tentativo di fare dell’attuale presidente federale il capro espiatorio di ogni male del mondo mi sembra fallito. Certo, poteva andare peggio. Ci hanno risparmiato altri addossamenti di colpe sulle sue spalle. Che so, potevano dirci che ha ucciso J.F. Kennedy, che è responsabile della bolla economica che ha sconvolto le finanze mondiali, che ha sbagliato i cambi della nazionale italiana nell’ultimo Mondiale di calcio e altro ancora…

Trovo poi curioso che un dirigente che si propone alla guida di un movimento giudichi negativamente ogni componente dello stesso: il posto dove si dovrebbero curare i talenti del dilettantismo è un Centro Vacanze; i maestri italiani sono dei presuntuosi pronti alla guerra contro chiunque; gli organizzatori, tranne due eccezioni, sono poco seri, incapaci, inaffidabili e incompetenti.

Tanto per non farci mancare nulla, l’azzeramento mediatico del prodotto pugilato è dovuto all’errato uso della rivista Boxe Ring…

Detto questo, mi sembra sia arrivato il momento di dire qualcosa che ho cercato di non esternare ufficialmente sino a questo momento. Anche se era facilmente intuibile da quanto ho sempre scritto.

Non l’ho fatto finora perché credo che i votanti, qualsiasi pronunciamento siano chiamati a fare, non si facciano influenzare da quello che dicono i giornalisti. Elezioni presidenziali negli Stati Uniti, Brexit in Gran Bretagna, referendum in Italia lo dimostrano ampiamente. I votanti, soprattutto quando la materia trattata è il pugilato, si fanno influenzare da altri fattori. Sono però convinto che la stampa abbia un preciso dovere: esporre i fatti, dandone a lato anche una sua interpretazione. Le opinioni sono importanti, ma tutti noi non dovremmo prescidere dai fatti.

L’endorsement porta storicamente male, lo so. Ma far sì che la paura della sfiga possa dettare i comportamenti dell’uomo credo appartenga a culture arretrate, alla preistoria. E allora, vado avanti ricordando per prima cosa il significato della parola.

endorsementindòorsmënt⟩ s. ingl. [der. di (to) endorse «firmare a tergo, girare»] (pl. endorsementsindòorsmënts⟩, usato in ital. al masch. (e pronunciato comunem. ⟨endòrsment⟩). – …. 3. In politica, sostegno esplicito a un candidato, a un movimento o partito, a un’iniziativa, dato di solito tramite una dichiarazione ufficiale. (vocabolario Treccani).

Credo quindi sia giusto farlo.

Io sto con Andrea Locatelli.

 

 

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