Cinderella Man si chiama Joe Smith jr, viene da Mastic e fa il muratore. Ha messo Hopkins ko

coverLa storia della boxe è scritta dai grandi campioni.

Ma spesso a me piace raccontare le vicende dei comprimari, di chi fa da spalla al fuoriclasse, di chi fatica a vedere il suo nome sui giornali.

È stata questa predisposizione a scavare tra le pieghe di una vita che mi sono interessato a Joe Smith jr, uno che sembrava destinato a confondersi tra la folla.

Sabato notte ha messo ko in otto round Bernard Hopkins, un mito del pugilato giunto all’ultimo match della carriera.

Joe ha origini irlandesi, dalle sue parti lo chiamano Irish Bomber anche se a qualcuno piace di più The Beast from the East (già usato per Nikolay Valuev). È legato a doppio filo all’emigrazione italiana.

È nato a Mastic, un piccolo villaggio nella parte sud-orientale di Brookhaven nel centro di Suffolk County, New York. Meno di sedicimila abitanti che ora tifano tutti per questo signore.

I giornali locali hanno già messo in piedi un finale da favola. Lo sconosciuto ragazzo di Long Island che salta sul carro del grande pugilato. Lui il primo passo l’ha fatto.

Corro troppo.

smithJoe jr ha 27 anni e una famiglia in cui non si riusciva mai a stare tranquilli. Sette fratelli e una sorella. Genitori divorziati, ognuno a casa sua.

Fino a tredici anni ha abitato con Marie, la mamma.

Poi si è trasferito da Joe sr, il papà che l’ha portato in palestra: all’Atlantic Boxing Gym. Da quelle parti non vanno tanto per il sottile.

“Sali sul ring e facci vedere quello che sai fare.”

Ma è la prima volta che metto i guantoni.”

“E allora? Non fare il ragazzino, sali sul ring e combatti.”

Ma io sono un ragazzino! Ho tredici anni.

“Ho capito, la boxe non fa per te.”

Joe jr aveva appena ricevuto la prima lezione.

Dovevi lottare per avere quello che sognavi.

E lui sognava un futuro da campione.

Con il tempo le prospettive sono cambiate. Anche i sogni possono raccontare scenari diversi.

Ogni volta che salgo sul ring mi faccio la stessa domanda: Con quali soldi pagherò il prossimo conto? E allora capisco che devo lottare per prendermi quello che è mio e regalare alla mia famiglia un futuro migliore.”

muratoreJoe jr ha una compagna. Ma c’è un’altra donna nella sua vita. Ha otto anni e si chiama Leanna, è sua figlia.

Lui lavora come operaio edile. Costruisce case, demolisce pavimenti. Un mestiere duro, ma non quanto il pugilato.

Con i pugni ha subito dimostrato di saperci fare.

Esordio da dilettante con un successo per ko al secondo round.

A 18 anni ha vinto i Golden Gloves di New York battendo nella finale dei mediomassimi Sean Monaghan (più grande di otto anni, oggi professionista con un record di 27-0 e 17 ko).

1Poi si è lentamente costruito una carriera da professionista.

Al suo angolo Jerry Capobianco, figlio di John sr: proprietario di una palestra ad Huntington, fratello di John jr: buon professionista e grande amico di Vito Antuofermo, fratello di Phil: anche lui nel mondo della boxe.

Jerry Capobianco manager, Tommy Gallagher uomo delle ferite, Joe DeGuardia organizzatore. La squadra è tutta qui.

Una sola sconfitta in ventitrè match (23-1, 19 ko) contro Eddie Caminero. Un incontro drammatico per Smith jr, mascella e spalla fratturate, undici mesi di fermo.

 

È stato nel giugno scorso che i giornali di Long Island hanno ritirato fuori la storia di Cinderella Man.

Il 18 di quel mese Joe jr è salito sul ring di Chicago per battersi contro Andrzej Fonfara (28-3), numero 1 del Wbc tra i mediomassimi, candidato a diventare lo sfidante ufficiale di Adonis Stevenson per il mondiale. La platea dell’UIC Pavillon di Chicago era piena di polacchi pronti a celebrare il loro eroe.

Lo sfidante non aveva un record esaltante, non c’erano grandi nomi tra gli avversari da lui sconfitti. Era solo un tizio che veniva da Long Island e aveva il curriculum giusto per essere presentato degnamente dalla stampa così da poter vendere più biglietti. Dopo il combattimento Fonfara avrebbe proseguito la strada che l’avrebbe portato all’incontro per il titolo e a guadagnare un milione di dollari. Joe Smith jr sarebbe tornato a fare il muratore, arrotondando le entrate con qualche match ogni tanto.

Ma The Irish Bomber quella notte ha picchiato duro fino a quanto l’arbitro Hector Afu non ha dichiarato il kot. Erano passati 2:32 della prima ripresa. Tutto finito. Sedicesimo successo consecutivo per Joe jr con dodici ko a rendere ancora più pesante la statistica.

hopkins-smithSalti, urla, baci e abbracci.

Due giorni dopo Joe Smith jr era tornato a buttare giù muri e costruire case a Long Island. In più aveva il titolo Intercontinentale Wbc e il sogno di diventare davvero Cinderella Man. Quando la stampa si impegna finisce con l’influenzare soprattutto chi ha una predisposizione naturale a farsi catturare dalle parole.

The Irish Bomber ha i pugni pesanti, un fisico possente e una grande aggressività.

Joe Smith jr sabato è salito sul ring del Forum, a Inglewood in California e ha sfidato Bernard Hopkins (55-8-2, 32 ko) che disputava il suo ultimo match dopo ventotto anni da professionista, dieci stagioni da campione del mondo dei pesi medi. Un’icona del pugilato che ormai vicino ai 52 anni ha deciso di ritirarsi.

L’ultima sfida era quella contro The Irish Bomber.

Il muratore lo ha scagliato direttamente fuori dalla corde e ha acquisito il diritto di fregiarsi del titolo. È lui il nuovo  Cinderella Man.

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