Il Wbc ha deciso: il papà non potrà andare all’angolo del figlio da capo allenatore

wpid-07-danny-and-angel-garcia-img_9364Il World Boxing Council nel suo congresso annuale ha introdotto due nuove regole che sicuramente faranno discutere, soprattutto la prima.
I padri non potranno essere capo allenatori all’angolo dei figli durante un match. In pratica, potranno allenarli ma non prendere decisioni durante l’incontro.
Il presidente Mauricio Sulaiman avrebbe motivato questo provvedimento con il fatto che, a suo avviso, il padre potrebbe non agire nel migliore interesse del figlio nel corso di un combattimento difficile. Potrebbe, in altre parole, prolungare l’incontro più del necessario.
La storia della boxe è piena di padri e figli uniti all’angolo del ring.
Vero, accade di frequente che le decisioni del genitore non siano serene quando a essere coinvolto è il proprio ragazzo. Ma vietare a un padre di andare all’angolo del figlio per regolamento mi sembra un provvedimento difficilmente giustificabile.
La seconda regola a me sembra bizzarra.
Un pugile non potrà fare sparring in preparazione fino a quando non sarà a 3,6 chili dal peso stabilito per il match.
Una domanda: chi controlla?
Chiudo sottolineando come la prima applicazione importante della regola “niente padri all’angolo dei figli” sarà decisamente complicata. Il 4 marzo Danny Garcia (33-0) affronterà Keith Thurman (27-0). In palio il titolo Wbc e quello di supercampione Wba.
Danny è allenato da sempre dal papà Angel.
Siamo prroprio sicuri che non andrà all’angolo?

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