Soldi, scandalo verdetti, antidoping. L’Aiba finisce nel mirino del CIO…

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Ennesima puntata dell’inchiesta di Ognian Georgiev sulla situazione dell’Aiba. È stata da poco pubblicata su fightnews.com.

Ecco gli otto punti chiave indicati dal giornalista bulgaro sul popolare sito specialiazzato.

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  1. Dopo l’Olimpiade di Rio il CIO ha deciso di riesaminare il comportamento dell’Aiba. L’organismo subirà una nuova valutazione dopo lo scandalo dei verdetti.
  2. Per la prima volta il controllo riguarderebbe anche l’aspetto finanziario. Il CIO chiederebbe una documentazione precisa che attesti il modo in cui l’Aiba ha speso gli 11 milioni di dollari che il Comitato Olimpico Internazionale ha versato nell’ultimo quadriennio.
  3. La rivalutazione potrebbe toccare anche il posizionamento del pugilato all’interno del programma olimpico. Dopo Londra 2012 era stato inserito nel “Gruppo C” assieme a tiro con l’arco, badminton, judo, canotaggio, tiro, tennis tavolo e sollevamento pesi. Nei prossimi nove mesi saranno presi in considerazione gli ascolti televisivi durante Rio 2016, i biglietti venduti e l’immagine offerta dalla boxe al mondo.
  4. A novembre l’Aiba riceverà dai 16 ai 18 milioni di dollari dalla ridistribuzione dei contributi CIO per il prossimo quadriennio. Sono soldi che rappresentano un aspetto molto importante per l’Ente.
  5. L’Aiba avrebbe due grossi debiti. Il primo di 10 milioni di dollari avrebbe dovuto essere saldato il 18 marzo 2013, ma la copertura sembra non sia stata fatta. È un prestito ricevuto dalla Benkons MMC per lo sviluppo delle World Series of Boxing in America. Il secondo sarebbe con la First Commitment International Trade Ltd, una compagnia finaziaria con base a Hong Kong gestita dall’investitore locale Di Wu. Nel luglio 2014 ha investito 39 milioni di dollari nell’AIBA/BMA.
  6. La BMA, Boxing Marketing Arm, è la società che gestisce lo sviluppo dell’Aiba, delle WSB e dell’APB. Ed è proprio l’APB, l’ala del professionismo marcato Aiba, ad essere in crisi. Sembra che molti pugili abbiano chiamato la sede centrale dell’Ente per conoscere il programma dei match nella stagione 2017 e non abbiano avuto alcuna risposta. I pugili che hanno firmato un contratto con il nuovo professionismo si trovano nella sgradevole posizione di non conoscere il loro futuro e di non poterlo neppure decidere, perché l’accordo con l’Aiba vieta loro di essere inseriti in programmi gestiti da altre organizzazioni.
  7. Sotto esame sarà anche la politica antidoping dell’Aiba dopo l’accusa portata nei mesi scorsi dalla WADA che ha sostenuto l’inattendibilità dell’Ente su questo fronte, classificando il pugilato come lo sport olimpico con meno controlli fuori gara in assoluto.
  8. Sembra che ad inizio anno l’Aiba abbia affidato a un’importante compagnia di analisi finanziaria uno studio sulle potenzialità delle World Boxing Series. I risultati sarebbero stati così deludenti da non essere neppure sottoposti al Comitato Esecutivo.
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