I 23 milioni della Fpi, i tagli Coni (1,2 milioni). Tutti i soldi del pugilato…

Brasca_e_Malago

Sento e leggo interventi sulla gestione che la Federazione Pugilistica avrebbe fatto dei soldi nell’ultimo quadriennio olimpico.

Ho cercato di informarmi in proposito.

Due precisazioni.

La maggior parte dei soldi in entrata arriva dai contributi Coni, il resto dall’autofinanziamento (in larga parte dalle quote di affiliazione) e dai ricavi dell’attivita sportiva territoriale.

Per gli anni 2013 e 2014 esiste un Bilancio di esercizio, per 2015 c’è un Bilancio consuntivo ma non è stato ancora pubblicato, per il 2016 il Bilancio è preventivo.

Veniamo ai numeri.

La Federazione Pugilistica Italiana nell’ultimo quadriennio ha ricevuto contributi Coni per oltre diciotto milioni (18) di euro.

Se aggiungiamo l’autofinanziamento sfioriamo quota 23 (ventitrè) milioni.

La maggior parte di questi soldi è stata impiegata per la Preparazione Olimpica e per le rappresentative Nazionali. Nel quadriennio sono stati spesi in questo settore più di dieci milioni (43.2% del totale).

Nel 2017 i contributi Coni dovrebbero restare più o meno invariati, ma dal 2018 al 2020 la Fpi quasi sicuramente registrerà un introito inferiore per un totale di 1,2 milioni dovuto alla mancanza di risultati di prestigio a livello agonistico internazionale.

L’attuale gestione lascia dunque un triplo fardello sulle spalle dei dirigenti che opereranno nell’arco temporale 2017-2020 (siano essi vecchi o nuovi): mancanza di protagonisti con notevole esperienza mondiale, minor capitale economico su cui poter contare, giovani da formare a livello asoluto.

I dati pubblicati dalla Fpi sul reclutamento, in relazione con la stagione 2015, sono positivi.

Gli agonisti tesserati sono passati da 6.940 a 7.354 (con un incremento del 6%). Stesso discorso per il settore giovanile che può contare sul 2.321 tesserati (+33%).

La base dunque esiste, sia come numero di pugili che come numero di giovani. Eppure i risultati non arrivano. Il dato anziché cancellare le critiche ha paradossalmente il risultato di ingigantirle.

Chiudiamo un ciclo di vittorie e gloria. Si cambia tutto. Voglio una squadra giovane” (Alberto Brasca, Assemblea elettiva, Santa Maria degli Angeli 19 gennaio 2013).

Non è stato accontentato. L’età media dei sei azzurri a Rio 2016 è stata di oltre 27 anni. Russo era alla quarta Olimpiade, Cappai e Mangiacapre alla seconda.

brascaefalcinelli

Il popolo della boxe ha scelto la linea della continuità. Ha giudicato estremamente positiva la situazione attuale, al punto da nominare a larga maggioranza Alberto Brasca nuovo presidente federale. E’ lui l’erede di Franco Falcinelli. Battuto Gualtiero Becchetti alla prima tornata di votazioni, sconfitto Antonio Del Greco al ballottaggio. E, cioccolatino finale, elezione a presidente onorario (su proposta dello stesso Brasca, approvata per acclamazione dall’assemblea) di Falcinelli. Insomma il vecchio corso è stato promosso a pieni voti. Segnale inequivocabile di una boxe italiana “luminosa” (la definizione è dell’ex presidente) e di un percorso da continuare, perché vincente.” (scrivevo così dopo l’ultima Assemblea elettiva).

Meno soldi, mancanza di risultati (zero medaglie agli ultimi Mondiali e all’Olimpiade 2016), scarsa esperienza a livello assoluto dei giovani. E un legame a doppio filo con l’Aiba, a costo di pagarne le spese. E non parlo solo di filosofia sportiva, ma anche di parcelle.

La Fpi ha espresso nel suo ultimo Consiglio Federale la volontà di chiedere al Coni un commissario ad acta per conformare lo Statuto alle norme Aiba. Questi signori avevano additato i professionisti come l’incarnazione del Malefico. E la Fpi aveva provveduto a cancellarli dallo Statuto e dal Palazzo Federale. Gli stessi signori hanno fatto un’inversione totale a hanno rimessi dentro i pro’.

Poiché per modificare lo Statuto ci si deve rivolgere a professionisti di livello è normale che questi chiedano parcelle all’altezza, magari anche diecimila euro a botta. Vista la precarietà delle decisioni Aiba in merito ai regolamenti, c’è da temere un’erosione continua di denaro anche sotto questo aspetto…

ASSISI,ITALIA 22 LUGLIO 2016- PRESENTAZIONE UFFICIALE DELLA SQUADRA OLIMPIONICA DI PUGILATO PER RIO 2016

Ultima nota su Rio.

Ho letto da qualche parte accuse a Damiani per essere andato via dal Brasile prima della fine dei Giochi (Vianello doveva ancora disputare il suo match). La realtà è che il ruolo di Francesco è circoscritto da tempo a quello di allenatore di Clemente Russo (la versione ufficiale è “responsabile tecnico degli atleti Apb”: erano in due fin quando è stato dentro Domenico Valentino). Quindi, uscito il campione di Marcianise, lui ha ritenuto concluso il suo compito. Nessuno scandalo.

Come molti sanno la data delle prossime elezioni è fissata per sabato 25 febbraio 2017. Ovviamente a Santa Maria degli Angeli, il centro del mondo pugilistico italiano. Ci sarà da discutere anche del nuovo ruolo dei professionisti. Torneranno in ambito federale ed essendo anche loro potenziali protagonisti olimpici avranno il diritto di pretendere parte del contributo in arrivo dal Coni.

Lo sottolineava anche Carlo Nori, presidente della Lega Pro Boxe, in un’intervista a boxeringweb e dartortorromeo.com: “Nel nuovo Consiglio della Federazione il settore professionistico avrà un ruolo importante e potrà anche avvalersi di una quota parte dei contributi Coni.”

Il popolo della boxe è già in fermento.

Non sono ottimista, non vedo un futuro con grandi rivoluzioni.

Chiudo con un consiglio non richiesto.

Francesco Damiani ha dato le dimissioni appena rientrato dal Brasile (anche se nessun comunicato federale ha ufficializzato la decisione presa dall’ex ct), il contratto di Raffaele Bergamasco è scaduto ieri 31 agosto 2016.

In pratica la squadra azzurra è rimasta senza i responsabili a cui la Fpi aveva affidato la guida tecnica.

Governo e opposizione, ammesso che ci sia un candidato a rappresentare la contestazione, dovranno fare una precisa dichiarazione di intenti anche in questo senso. Servirà a capire da che parte tira il vento…

 

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