L’Aiba cambia ancora. Donne: niente casco e più categorie, uomini: 5 round. E sui verdetti di Rio…

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Intervista del giornalista Greg Beacham dell’Associated Press a Ching-Kuo Wu, presidente dell’Aiba.
Il dirigente fissa alcuni punti fermi.
In nero i punti fermi di Wu, in corsivo le mie riflessioni.

  1. A Tokyo 2020 vedremo molto probabilmente gli uomini impegnati in match da cinque round di tre minuti.
    (prima cinque giudici e cartellini con il sistema dei 20 punti, poi le macchinette, poi tre giudici su cinque per il verdetto, poi cartellini a punteggio ma con il sistema da 10, ora cinque round e cinque giudici. fermatevi, voglio scendere)
  2. Gli uomini combatteranno senza maglietta.
    (cade anche l’ultimo ricordo del dilettantismo, deve essere una questione di allergie)
  3. Le donne combatteranno senza caschetto protettivo.
    (lui dice che l’hanno chiesto loro, io dico che non farei mai una cosa del genere in un torneo. parlateci voi col mondo quando il sangue comincerà a sporcare i loro volti)
  4. Le categorie di boxe femminile saliranno a cinque.
    (visto che il numero di iscritti per sport non è destinato ad aumentare, questo può voler dire solo due cose: la riduzione del numero delle categorie maschili o la riduzione delle partecipanti per categorie nel femmiile. se adesso erano solo dodici e con un match molte di loro erano già con la medaglia al collo, con questa novità gli daranno direttamente la medaglia prima di cominciare?)
  5. Nei match sarano tenuti in considerazione i cartellini di tutti e cinque i giudici designati.
    (e cosa cambierà dal momento che i tre giudici che oggi emettevano il verdetto erano sorteggiati da un computer? non vi fidate?)
  6. Ai Giochi di Rio 2016 secondo Wu su 273 match solo uno o due hanno ricevuto un reclamo.
    (solo la delegazione italiana si è lamentata in almeno tre occasioni di avere subito un’ingiustizia, o loro non contano?)
  7. Il verdetto della finale massimi Tishchenko vs Levit è giusto.
    (basterebbe questa affermazione per capire l’attendibilità delle affermazioni del boss dell’aiba, a meno che non abbiano apportato una modifica al regolamento: chi prende più pugni vince… )
  8. Conlan subirà severi provvedimenti disciplinari.
    (e i giudici che hanno sbagliato? dice wu: di solito la sospensione è tre giorni, stavolta li abbiamo mandati a casa! a quattro giorni dalla conclusione dei giochi. non vi sembra di essere stati troppo severi?)
  9. Dice Wu: Non c’è ragione per cui un giudice dovrebbe favorire un pugile rispetto a un altro.
    (e i giudici che voi avete espulso? e i verdetti che voi avete cambiato? e il caos a londra 2012 a cui è seguito quello di rio 2016? va beh, ho capito: ve và de scherzà…)
  10. A chi accusa l’Aiba di essere corrotta, il presidente risponde: Odio la corruzione, ma mostratemi le prove.
    (io ho un sogno: che i pugili possano vivere un giorno in un mondo nel quale i vincitori non siano decisi dai signori della notte, ma da quello che tutti hanno visto sul ring)
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2 thoughts on “L’Aiba cambia ancora. Donne: niente casco e più categorie, uomini: 5 round. E sui verdetti di Rio…

  1. Gentile Sig. Torromeo. Visto che parliamo di scandali olimpici, vorrei discutere di un episodio che colpì il pugilato italiano. Non parlo di Nardiello, ma di Musone e del furto che subì a LA 1984.

    In questa intervista Musone ci parla della semifinale contro Tillman e di come fu derubato. Musone racconta che inizialmente il verdetto era a suo favore, ma poi fu protestato e modificato.

    Le chiedo: cosa prevedeva il regolamento? Come fu possibile cambiare il verdetto iniziale? Inoltre, le faccio questa domanda: secondo Lei, Damiani aveva battuto Biggs nella finale?

    La ringrazio per la cortese risposta.

    1. Gentile signor Antonio, riporto testualmente quanto ho scritto nel libro in cui racconto le dieci Olimpiadi che ho visto da inviato: “A fine incontro Angelo alza le braccia al cielo, è convinto di avercela fatta. Ha ragione, è lui ad avere diritto alla finale. Anche la giuria la pensa così, il verdetto è di 3-2 in suo favore. Il regolamento però impone che davanti a un responso così di misura sia necessario consultare il jury d’appello. Lo sconfitto, per ribaltare il risultato, dovrà contare su almeno quattro giudici a favore. La giuria d’appello esagera: 5-0 perl’americano.” La ringrazio per la domanda, se volesse togliersi altre curiosità può leggere “I miei Giochi” (Absolutely Free editore, 316 pagine, 16 euro), è il mio ultimo libro. Per quel che riguarda Damiani, a mio giudizio, aveva battuto chiaramente Biggs ai Mondiali di Monaco l’anno prima, nella finale di Los Angeles ’84 invece aveva perso. In entrambe le occasioni la giuria lo vide sconfitto. A presto.

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