Troppo forte Spence, un bravo Bundu finisce knock out alla sesta ripresa

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Errol Spence jr pratica una boxe rara. Non spreca neppure un pugno e ogni volta che colpisce lascia il segno. Ha una difesa attenta, anticipa e attutisce i pugni scagliati dal rivale attenuandone l’impatto. Imbattuto dopo ventuno incontri, diciotto dei quali vinti prima del limite. Come è accaduto anche contro Leonard Bundu a Coney Island, New York.

Leo è stato un guerriero che ha scelto di osare. Ha ribaltato l’impostazione tattica che aveva messo in mostra contro Keith Thurman. Ha provato ad alzare il ritmo fin dal primo gong, ha cercato di non offrire un bersaglio fisso cambiando continuamente guardia, è entrato nella zona pericolosa pur di piazzare i suoi colpi.

Più basso di otto centimetri, sottoposto per ogni secondo dell’incontro al pericolo di quel sinistro lungo di Spence, non ha cercato riparo nel pedalare all’indietro, nell’evitare lo scontro diretto. È vero, più di una volta ha fatto pressione senza però andare a scaricare. Ma è normale se davanti hai uno come Spence jr. Uno che non ti regala spazi entro cui mettere le tue mani per colpire, per fare male. Uno che ha pugni pesanti come mattoni.

Seppur sorpreso dall’inizio di Bundu, l’americano non ha concesso nulla. Ha conservato il suo atteggiamento sicuro, ha continuato a piazzare il colpo solo quando era certo di non subire repliche. L’italiano della Sierra Leone gli ha procurato qualche problema. Nella quarta ripresa, la migliore per lui, prima un montante destro poi un gancio sinistro hanno centrato il bersaglio e regalato l’impressione che potesse esserci match.

Ma poi è venuto fuori quello che in fondo ci aspettavamo. Un devastante montante sinistro poco sopra il mento, un terribile gancio destro alla mascella e la storia è finita. La ventunesima puntata dell’avventurosa cavalcata di Errol Spence jr si è chiusa con l’ennesimo knock out, il diciottesimo. Un brutto fine combattimento con Leo al tappeto, scosso, in chiara difficoltà.

Bundu non deve farsi perdonare nulla. Ha combattuto al meglio delle sue possibilità. Ha cercato di vincerlo questo match. E per farlo è dovunto entrare nell’area proibita, lì dove personaggi importanti del boxing internazionale avevano già pagato pesantemente pegno.

La realtà è davanti agli occhi di tutti. Spence jr è un campione, se sia un fuoriclasse assoluto lo sapremo tra poco. È uno che fa male con entrambe le mani, ha una boxe attenta, personalità e capacità di concentrazione. Cercava il ko, voleva fare meglio di Thurman. C’è riuscito. Applausi per lui, tutto quello che abbiamo visto merita applausi.

Bravo anche Leo. Era una sfida terribile, lo sapeva. L’età gli imponeva di accettarla. A novembre saranno 42 gli anni del campione di casa nostra. Sul ring non sono stati quelli a farlo perdere. Ha semplicemente trovato uno più bravo di lui. E se quel qualcuno si chiama Errol Spence jr non c’è niente da vergognarsi. Anche a finire ko.

Bravo Leo. Hai dimostrato orgoglio e personalità, buon pugilato a corta distanza. Di più non potevamo chiederti.

Welter (eliminatoria per la qualifica di sfidante al titolo Ibf) Errol Spence jr (Usa, 66,250) b Leonard Bundu (66,250) ko a 2’06” della sesta ripresa.

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