Scandalo verdetti, messi in panchina i Magnifici Sette. Ecco il decalogo per i giudici

AIBA-5-stars

In un articolo per Fightnews il giornalista bulgaro Ognian Georgiev scrive: “L’AIBA ha apparentemente messo in panchina sette dei loro arbitri/giudici più affermati: Mik Basi (Gbr), Kheira Sidi Yakoub (Alg), Michael Gallagher (Ire), Mariusz Gorny (Pol), Vladislav Malyshev (Rus), Gerardo Poggi (Arg) e Rakhymzhan Rysbayev (Kaz). Facevano parte del gruppo che Fightnews ha soprannominato i Magnifici Sette, i capi dell’intero sistema. Sono ancora a Rio, ma non hanno più officiato.

Sempre secondo Georgiev: “I Magnifici Sette hanno un regolare contratto con l’Aiba con uno stipendio fisso di 5.000 dollari l’anno, più un bonus di 500 $ per ogni match arbitrato nelle WSB o di 1.000 per quelli che li vedono impegnati nell’APB.”

Lo scandalo dei verdetti ai Giochi Olimpici di Rio 2016 ha scosso l’associazione mondiale al suo interno. Alcuni uficiali di gara sono stati allontanati, sembra si tratti proprio dei sette che governavano l’intero sistema. Il direttore esecutivo, l’algerino Karim Bouzidi, è stato rimosso.

Si è parlato molto dei criteri di giudizio in un’Olimpiade. Per questo ho creduto opportuno riepilogare il decalogo che i giudici devono seguire nell’interpretazione di un match. Le norme sono indicate nella Regola 4 e successivi commi del regolamento tecnico dell’Aiba (in vigore dall’1 febbraio 2015).

1. Cinque giudici vengono fatti sedere casualmente nelle posizioni di bordo ring. Poco prima di ogni incontro, un sistema computerizzato seleziona a caso tre giudici. Per il verdetto saranno presi in considerazione solo i cartellini di questi tre.

2. Alla fine di ogni ripresa, ciascun giudice deve designare il pugile che a suo avviso si è aggiudicato il round assegnandogli un punteggio di 10 punti. Il pugile giudicato perdente avrà un punteggio di nove o meno punti, fino a un minimo di sei. Ogni ripresa deve avere un vincitore dichiarato (da cui il nome “must system”, to must in inglese significa essere obbligato a).

3. I giudici devono evidenziare sul proprio dispositivo elettronico il punteggio entro 15 secondi dalla fine della ripresa. I punteggi vengono trasmessi direttamente a un sistema di computer gestito da un supervisore. Nessuna alterazione o aggiunta potrà essere apportata successivamente.

4. L’annuncio del punteggio in televisione sarà fatto immediatamente prima dell’inizio del round successivo, a esclusione della ripresa finale in cui l’annunciatore comunicherà il verdetto al momento della designazione del vincitore dell’incontro.

5. Nel caso in cui il totale dei punteggi di ciascun giudice sarà uguale al termine del combattimento, il giudice in qustione indicherà nel Sistema di Punteggio computerizzato chi a suo avviso è stato il vincitore del match. Sarà chiamato a farlo solo se: a) uno degli altri due giudici avrà indicato un punteggio di parità; b) gli altri due giudici avranno indicato vincitori differenti; c) gli altri due giudici hanno un verdetto di parità.

6. Se il sistema computerizzato di punteggio dovesse interrompere il suo funzionamento durante un match, l’arbitro raccoglierà i cartellini di tutti e cinque i giudici a bordo ring e li consegnerà al supervisore. Al termine dell’incontro un sorteggio indicherà tre dei cinque giudici che determineranno il risultato.

7. Ogni ufficiale di gara giudica in modo indipendente la prestazione dei pugili basandosi su: a) numero di colpi di qualità che hanno raggiunto le aree di destinazione consentite; b) superiorità tecnica e tattica; c) competitività; d) violazione delle norme.

8. I giudici applicano i seguenti criteri per indicare l’andamento della ripresa : 10-9 ripresa equilibrata; 10-8  ripresa con un chiaro vincitore; 10-7 dominio totale; 10-6 superiorità schiacciante.

9. Al termine di un incontro, se non vi è alcuna interruzione o knock-out,  ogni giudice designerà un vincitore sulla base del punteggio totale accumulato nel corso delle tre riprese. Il vincitore sarà determinato da una decisione unanime o divisa.

10. Decisione unanime: i tre giudici designano lo stesso pugile; decisione divisa: due giudici indicano un pugile e il terzo indica l’altro pugile; due giudici indicano un pugile, il terzo ha un cartellino di parità.

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