L’Aiba ammette qualche errore, espelle i giudici. Ma non cambia i verdetti…

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L’Aiba, sotto attacco per le scandalose decisioni delle sue giurie, ha risposto con un comunicato ufficiale.

A seguito di alcuni recenti verdetti e dopo aver effettuato un esame approfondito da parte della nostra Commissione, abbiamo deciso di intraprendere azioni immediate e appropriate. Dall’inizio dei Giochi Olimpici a oggi, l’AIBA ha gestito 239 match. La Commissione arbitri e giudici AIBA ha esaminato tutte le decisioni e determinato che meno di una manciata di verdetti non è stata al livello previsto e di conseguenza è stato deciso, in accordo con il comitato di valutazione arbitri e giudici AIBA, che gli ufficiali di gara interessati non potranno più operare a Rio 2016 per l’intera durata dei Giochi Olimpici. I risultati di tutti gli incontri disputati non verranno modificati”.
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Per quanto riguarda la corruzione, vorremmo ribadire con forza che, se non saranno evidenziate prove tangibili, non semplici voci, continueremo a usare qualsiasi mezzo, comprese le azioni legali o disciplinari per proteggere il nostro sport e la comunità di giudici e arbitri la cui integrità viene continuamente messa in discussione. L’organizzazione non scoraggia valutazioni soggettive delle parti che si ritengono insoddisfatte del verdetto. Accettiamo il parere di tutti, li invitiamo a farsi avanti e a fornire la prova di quanto affermano al fine di prendere provvedimenti opportuni e immediati”.

L’Aiba ancora una volta sconfessa i suoi giudici. Non è la prima volta che ciò accade, nell’articolo di questa mattina (https://dartortorromeo.com/2016/08/17/insulti-e-accuse-aiba-travolta-dallo-scandalo-giurie-e-il-cio-tace/) ricordo storie del passato. Non dice però né quali siano i match in questione, né quali siano i nomi degli ufficiali espulsi dall’Olimpiade. Resta l’amarezza di vedere come, pur riconoscendo errori così clamorosi da portare all’allontamento dei giudici ritenuti colpevoli, non si siano spinti sino alla revisione del verdetto. Capisco benissimo che in un torneo giunto a un passo dalla conclusione sarebbe stato praticamente impossibile. Ma chi glielo va a dire ai pugili ingiustamenti penalizzati che hanno ragione e nonostante ciò il loro sogno resterà spezzato per sempre senza una possibilità di avere giustizia?

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