Professionisti ai Giochi. Ultimo scivolone dell’Aiba

November 2, 2007; Chicago, IL, USA; AIBA President Dr. Ching-Kuo Wu enjoys the action during the AIBA World Championships 2007 Semifinals at the UIC Pavilion in Chicago, IL. The World Championships began on October 23rd and will conclude on November 3rd. Mandatory Credit: Ed Mulholland-US PRESSWIRE

L’Aiba, con 84 voti favorevoli su 88 votanti, ha approvato al congresso straordinario di Losanna l’ingresso dei professionisti ai Giochi Olimpici a partire da Rio 2016.

Prima di analizzare la follia dell’iniziativa dal punto di vista normativo, mi pongo qualche domanda.

Ma il professionismo vero, quello puro, incontaminato, il miglior professionismo di sempre non era già all’interno dell’Aiba?

Questo almeno è quanto il signor Wu ci ha raccontato negli ultimi anni.

E adesso fa marcia indietro.

Ha fabbricato un regolamento che vietava qualsiasi contaminazione con il mondo infetto del professionismo reale e adesso, mentre è chiara difficoltà sia sul piano pratico che su quello dell’immagine dello sport che rappresenta, vuole che siano proprio quei professionisti a salvarlo.

Non è stato lui che ha sbandierato ai quattro venti il ritorno al professionismo di Cuba?

Ora si è accorto, meglio tardi che mai, che il pugilato professionistico vero è quello di Mayweather, Pacquiao, Kovalev, Rigondeaux, Golovkin e altri tipi come loro. Non certo quello spettacolo spesso desolante che si vede nel torneo APB.

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Ci troviamo davanti a un bel passo indietro che il signor Wu, con un triplo salto mortale, tenta di spacciare come un salto nel futuro.

È l’ammissione del totale fallimento filosofico e pratico del progetto Aiba.

Ma è sul piano organizzativo che l’Ente non finisce di stupire.

I professionisti che volessero partecipare all’Olimpiade dovranno qualificarsi attraverso un torneo che scatterà solo ai primi di luglio.

Dove?

Prima era stato detto in Bulgaria, poi in Venezuela, quindi negli Stati Uniti, poi ancora in Venezuela.

Quando?

Fino a oggi si erano mantenuti sul vago.

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Ora hanno finalmente deciso: 3-8 luglio in Venezuela, a disposizione ventisei pass olimpici (i vincitori di massimi e supermassimi, i primi tre delle altre divisioni).

Bene, ma in quali categorie le varie Federazioni nazionali potranno inserire i propri professsionisti?

Quelle scoperte (cioè quelle che non sono già occupate da un rappresentante della nazione interessata), risponde chi conosce la materia.

Ma le categorie scoperte saranno note solo la sera del 26 giugno quando a Baku, in Azebaijan, si concluderà il torneo di qualificazione mondiale. Quindi a poco più di una settimana dall’inizio dell’evento riservato ai pro’ (Apb, Wsb e fuori dall’Aiba) e a dieci dall’inizio dei Giochi.

Passare dagli 8/10/12 ai 3 round non sarà una cosa semplice.

Il professionismo alle Olimpiadi è ridicolo. Sono due sport differenti, è come se un giocatore di badmonton volesse partecipare a Wimbledon” (Carl Frampton, ex campione del mondo dei supergallo).

Come se non bastasse, c’è da considerare il fatto che difficilmente vedremo a Rio dei grandi campioni pro’.

Il World Boxing Council ha annunciato ufficialmente che toglierà per due anni dalle sue classifiche chiunque si esibirà ai Giochi.

La World Boxing Association sembra decisa a muoversi sulla stessa direzione.

Le nazioni in cui la boxe è ancora in alto non hanno interesse né voglia di tentare l’avventura.

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Il professionismo alle Olimpiadi è importante per i Paesi che pagano i pugili per prendere parte ai Giochi. Decisamente non è il nostro caso” (Eddie Hearn, titolore di Matchroom).

Sento ancora parlare di Wladimir Klitscko.

Il 9 luglio l’ucraino avrà la rivincita contro Tyson Fury, ve lo eravate dimenticato?

Ammesso, per assurdo, che decida comunque di esserci, non potrà soddisfare il suo desiderio perché salterà il torneo di qualificazione e il presidente Wu alla domanda: ci saranno wild card? Ha risposto: “Assolutamente no”.

Manny Pacquiao era un altro nome tirato spesso in ballo, ha fa fatto sapere che non ci sarà. Floyd Mayweather si è detto non interessato. Inutile cercare tra i campioni statunitensi. L’Aiba dovrà accontentarsi delle seconde o terze file.

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L’Italia aspetta di conoscere l’esito del torneo di Baku per sapere quante categorie rimarranno  a disposizione. Poi segnalerà un solo atleta per categoria da mandare all’appuntamento che designerà gli ultimi partecipanti.

La lista è già stata fatta. I potenziali partecipanti sono: Parrinello, Di Silvio, Sandon, Borri, Federici, Tommasone, Ballisai e Mucci. In lista di attesa  Mohammed Obadi che non ha ancora il passaporto italiano.

Mi hanno chiesto Boschiero e Modugno, mi hanno detto: me li dai? Che vuol dire? Prima discutiamo, capiamo esattamente cosa significhi questa iniziativa, cosa comporti. E poi si potrà decidere. In ogni caso hanno già degli impegni e non potranno andare” (Salvatore Cherchi, presidente della Opi 2000).

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È ridicolo e sciocco che dei professionisti possano battersi con dei dilettanti” (Mike Tyson, ex campione del mondo dei pesi massimi).

Fino a quando il Cio permetterà all’Aiba di agire in questo modo?

 

 

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