Scandalo Russia, la Wada accusa: Doping di Stato. E chiede l’esclusione dai Giochi

151109-russia-medal-doping-jsw-1001a_35b813d78237cea2055b0dd1ae45bc2d.nbcnews-ux-2880-1000La Wada (World Anti-Doping Agency) ha presentato oggi a Ginevra un rapporto, 323 pagine scritte dopo un’indagine di undici mesi, destinato a sconvolgere il mondo dello sport.
Nel rapporto la Wada dichiara la Federazione russa di atletica leggera “non conforme” con il codice antidoping mondiale e chiede alla IAAF (federazione mondiale di atletica) di sospenderla con decorrenza immediata. Chiede inoltre di escludere la Russia da tutte le gare, Olimpiade di Rio de Janeiro 2016 compresa.
La commissione presieduta da Dick Pound descrive quello che ha scoperto come “un doping supportato dallo Stato“.
La Wada ha suggerito di togliere al laboratorio anti doping di Mosca il suo accredito: Vitaly Mutko, il ministro dello sport del Paese, ha ordinato al direttore del Laboratorio di distruggere 1417 test per evitare che l’inchiesta potesse scoprire la truffa.
Il documento asserisce anche che alla periferia di Mosca è stato creato un laboratorio dove i test venivano controllati prima che arrivassero all’Antidoping ufficiale. Durante l’Olimpiade di Sochi membri dei servizi segreti russi si sarebbero infiltrati nelle strutture di controllo per manipolare i risultati dei test dei loro connazionali.
La Wada ha detto che l’Olimpiade di Londra 2102 è stata sabotata da una diffusa mancanza di provvedimenti contro gli atleti russi sospetti di doping. Oltre all’esclusione dai Giochi, la Wada ha chiesto la radiazione a vita per cinque atleti, tra cui l’olimpionica degli 800 metri a Londra 2012 Marya Savinova (a sinistra nella foto) e della medaglia di bronzo Ekaterina Poistogova. L’oro andrebbe alla sudafricana Semenya.
La Wada sostiene che anche i servizi segreti (FSB) sono coinvolti nello scandalo.
In risposta al rapporto della Commissione indipendente WADA diffuso oggi, il Presidente IAAF Sebastian Coe, ha compiuto il passo urgente di chiedere l’approvazione dei membri del Consiglio per prendere in considerazione sanzioni contro la Federazione russa di atletica. Tali sanzioni potrebbero comprendere la sospensione provvisoria eil  completo il divieto di partecipare a futuri eventi  IAAF.
L’agenzia Interfax ha intanto riferito che il mistro dello sport Vitaly Mutko ha detto che era stata la stessa Agenzia mondiale antidoping ad ordinare la distruzione dei test antidoping per gli atleti russi e ha poi aggiunto: “La Wada non ha il diritto di sospendere. Le conclusioni della commissione non sono sostenute da prove e non contengono fatti nuovi. Se si legge il rapporto è scritto più o meno così: secondo le nostre informazioni c’è l’influenza dello Stato, rappresentato dal ministero, su tutto questo sistema. Non abbiamo le prove, però allo stesso tempo riteniamo che questa influenza ci sia. Ma che tipo di accusa è?“.
Vadim Zelechenok, capo dell’atletica russa, ha dichiarato: “Qualsiasi sospensione deve essere discussa nella riunione della IAAF di questo mese. Deve essere provato il fatto che le violazioni siano colpa della federazione e non dei singoli sportivi. Dovremmo avere la possibilità di fare chiarezza sui nostri nomi“.
Vladimir Uiva, capo dell’agenzia federale medico-biologica russa ha detto: “Non c’è alcun motivo di privare i nostri atleti delle medaglie, anche olimpiche, o di squalificarli, e nemmeno gli allenatori. Le conclusioni della Wada hanno una motivazione assolutamente politica, come le sanzioni contro la Russia“.
Un incontro dei membri Iaaf è fissato per il 26 e 27 di questo mese a Monaco.

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