Dentro i secondi. La storia di Nobby Stiles, la tigre sdentata…

La storia di Nobby Stiles, centrocampista dell’Inghilterra campione del mondo nel ’66, detto “la tigre sdentata”.

Danza Nobby. Vola come una farfalla, pungi come un ape.

Impossibile anche il solo pensarlo.

Doveva esserci qualche disturbo nella comunicazione, il messaggio non poteva essere per lui. Non c’era nessun Bundini Brown accanto a Norbert “Nobby” Peter Stiles. “The hands can’t hit what the eyes can’t see”. Le mani non possono picchiare quello che gli occhi non vedono, diceva Muhammad Ali.

Nobby non aveva bisogno di vedere, randellava qualsiasi cosa facesse rumore e non avesse la maglietta dell’Inghilterra. Nobby’s dance.

Il ballo di Nobby è entrato nella storia in un giorno di luglio del Sessantasei.

In un clima di eccitazione collettiva l’Inghilterra vinceva la prima e unica Coppa del Mondo di calcio allo stadio di Wembley, davanti a novantatremila spettatori.

Stiles, ebbro di una felicità così intensa che mai aveva provato prima, saltellava sull’erba. Nella mano sinistra teneva alta la Coppa del Mondo, nella destra stringeva i suoi denti finti. Gli mancavano tutti i superiori: incisivi centrali e laterali, canini. Aveva un sorriso da film dell’orrore. Li aveva persi giovanissimo in uno scontro di gioco. Ma non si curava certo della sua immagine in quel momento, anche se c’era la televisione a immortalarlo in un primo piano che ancora commuove i tifosi inglesi…

(estratto da una delle trenta storie di “Dentro i secondi” di Franco Esposito e Dario Torromeo, edizioni Absolutely Free)

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