Vinci e Pennetta, che goduria! È proprio vero, un vincitore è un sognatore che non si è arreso

kover

Cazzo, ha detto cazzo! E scrivetelo, invece di nascondervi dietro c***o!

Nemmeno in un momento così bello, pieno di una passione così forte da farti male riuscite a liberarvi da quel pudore ipocrita che vi fa pubblicare sui vostri giornali le peggiori nefandezze e nascondere un’esclamazione di gioa.

Roberta Vinci mette dentro un punto da urlo e va 3-3 40-40 al terzo set della semifinale contro Serena Williams, allarga le braccia e si rivolge al pubblico “Ora applaudite anche me, cazzo!”. Ma giornali e siti online, hanno paura di scandalizzare chi sta godendo come un riccio per la vittoria di una tennista italiana.

Il primo colpo lo ha messo a segno nel pomeriggio Flavia Pennetta. La brindisina ha demolito Simona Halep, numero due della Wta. L’ha distrutta, annientata. Ha vinto esibendosi sugli stessi livelli sui quali si era mossa contro la Kvitova. Sta giocando da autentica maga Flavia. Picchia e chiude come forse mai le era accaduto prima. Quando ha conquistato la finale ci siamo istintivamente sentiti già sazi. Cosa altro volevamo? Un’italiana all’ultimo atto degli US Open, non era mai accaduto prima. Neppure i maschietti c’erano riusciti.

flavia 1

Seduto davanti alla tv mi preparavo a vedere la vittoria di Serena Williams, sapevo che Robertina Vinci da Taranto non aveva possibilità. Lo sapeva anche lei, l’ha detto in una splendida intervista post partita concessa solo dopo essere riuscita a domare le lacrime di gioia che le rigavano il viso e sembrava non avessero nessuna intenzione di smettere.

Ti abbiamo visto piangere in panchina, puoi descriverci quello che senti?

(fatica a contenere l’emozione)

È un momento incredibile, mi sembra di vivere un sogno. Ho battuto Serena e sono in finale. Mi dispiace ragazzi, ma per me questo è un momento magico. È il miglior momento della mia vita”.

(ovazione, si agita, mette le mani aperte attorno alle orecchie per catturare ogni singolo applauso)

Lo sai che la tua quota era 300/1?

(ride)

Davvero? Coach hai sentito? (si volta verso Francesco Cinà in tribuna) Quandi soldi ho vinto?

serena

Quando ti sei alzata questa mattina, pensavi che questa impresa fosse possibile?

(muove più volte la testa, il segnale è chiaro e lei lo ribadisce con le parole)

No! Veramente! C’era Serena dall’altra parte della rete, non scherziamo. Mi sono detta: sei in semifinale, goditi questo momento, divertiti. Mai mi sarei sognata di vincere”.

(ride)

Quando sei arrivata vicino al grande momento, quando hai realizzato che stavi per farcela, cosa hai dovuto combattere oltre a Serena dall’altra parte della rete?

Alla fine sentivamo entrambe una grande pressione. Nella testa mi ripetevo una sola cosa: metti la palla in campo, metti tutte le palle in campo. Non pensare che c’è Serena contro di te. Corri! Non pensare e corri!

La prima cosa che hai detto in questa intervista è stata “mi dispiace”. Perché?

Per il pubblico americano, per Serena, per il mancato Grand Slam. Mi dispiace. Ma oggi è il mio giorno”.

(ovazione)

flavia2

Ci sarà Flavia in finale.

Bello no? Una finale tutta italiana”.

Come pensi che tutto questo sia potuto diventare realtà?

Non lo so. Fammi un’altra domanda per favore”.

Di cosa sei più orgogliosa?

Di me, del mio gioco, del mio coach e del team che ringrazio. Ma più che orgogliosa mi sento felice“.

(esce tra gli applausi)

Già avverto un sibilo dentro l’orecchio destro.

Stai diventando retorico!

No, sto solo raccontando quello che sento dentro. Ne ho viste di imprese sportive in quarant’anni in giro per il mondo a raccontare storie. Ma raramente mi sono emozionato come questa volta.

Tanto per capire bene cosa sia riuscita a fare la Vinci fissiamo i termini dell’impresa con alcuni numeri.

roberta

Nei quattro precedenti scontri con Serena non aveva mai vinto neppure un set. La Williams veniva da 33 vittorie consecutive nelle partite degli Slam e non perdeva a Flushing Meadow dalla finale del 2011. Nelle sfide su tre set negli Slam l’americana aveva un record di 18-1 (l’unica sconfitta contro Belinda Belic a Toronto quest’anno). Serena ha vinto 21 Slam, Roberta non era mai andata neppure in semifinale.

E, a chiudere questa parte del discorso, i bookmaker hanno pagato 300 volte la posta. Chi ha unito follia e coraggio e si è giocato la Vinci ora starà festeggiando almeno quanto lei. Capito di cosa stiamo parlando?

Ha vinto di testa Roberta. Come sempre. Ha un gioco che affascina, non offre punti di riferimento. Ha costretto Serena a muoversi senza permetterle di avere appoggi sicuri da cui sparare la botta. È vero, la numero 1 del mondo ha messo assieme una lunga serie di errori gratuiti. Ma non venitemi a dire che ha perso per questo. Non me lo dite, non raccontatemi questa storia almeno per stasera.

Flavia e Roberta, una finale tutta italiana agli US Open. Roba da far venire la pelle d’oca. Sono contento per il nostro tennis, per loro due, per la Puglia intera. Sono ancora più felice perché le vittorie sono venute da ragazze capaci anche di sorridere, di prendersi in giro, di non creare un dramma per ogni sassolino che entra nella scarpa.

Prepariamoci a godere una finale storica.

Flavia Pennetta e Roberta Vinci in finale di uno Slam.

Cazzo che goduria!

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2 Comments Add yours

  1. Alfredo says:

    Caro Dario le donne stanno prendendo in mano lo sport italiano…hanno resistenza, ambizione e determinazione, che unite insieme formano la parola sacrificio. E’ un qualcosa che non vedo tra i maschietti, che sembrano distratti da altre sirene. Scherma, Tennis, Nuoto , Pugilato sformano campionesse come bruscolini. Ci manca l’atletica leggera…purtroppo, ma lì ho l’impressione che il discorso sarebbe troppo lungo e dovrebbe cominciare dalla scuola. Ricordo nel 54 di aver partecipato ai campionati regionali studenteschi. A scuola nelle ore di ginnastica (e fuori) ci allenavamo e venivamo iscritti quasi d’ufficio. Io mi ero iscritto negli 800 m.. Le gare si facevano allo Stadio di Caracalla. Partimmo in 30 e arrivammo in 12, e logicamente io ero il dodicesimo.

    1. hai ragione alfredo, le donne da sempre sono più forti di noi

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