Di Luisa missione quasi impossibile, ma c’è sempre un Rocky a regalare una speranza…

kover

Qui a Montreal l’estate sembra lontana. Voci romane mi raccontano di un caldo afoso e un’umidità che rende difficile anche pensare. Da queste parti piove, piove e poi piove ancora. La gente va al lavoro in un traffico impazzito per le decine di strade bloccate da lavori in corso. Si danno da fare adesso, in inverno neve e ghiaccio complicano la vita.

Quasi tutti si lamentano. Del tempo e delle strade chiuse. Ma c’è qualcuno che ai lavori in corso crede fermamente, perché nel work in progress è nascosto il suo futuro.

La palestra dei fratelli Grant è nella parte occidentale dell’isola di Montreal, appena quindici minuti di macchina da Laval dove Lucian Bute vive. In quella palestra il rumeno di nascita e canadese di adozione ha cercato di ricostruire il ricordo del campione che è stato. Ha trovato subito un accordo e da maggio lavora lì. Metodi nuovi, un tentativo di far rinascere soprattutto quell’entusiasmo che sembrava perduto. L’ultimo a prepararlo era stato Freddie Roach, ma il trainer statunitense era troppo occupato, troppo impegnato. Bute aveva dovuto seguirlo nelle Filippine e rubare consigli e tempo negli intervalli della preparazione di Manny Pacquiao.

Meglio lavorare a due passi da casa.

Prima di Carl Froch aveva vinto il titolo Ibf dei supermedi e l’aveva difeso nove volte. Dopo quattro riprese selvagge e un brutto kot subito a Nottingham nel maggio del 2012 la vita è cambiata. Negli ultimi tre anni è salito due sole volte sul ring. Una poco convincente vittoria contro Denis Grachev e una chiara sconfitta con Jean Pascal (sopra il video dell’ultima ripresa di quel match). Adesso ci riprova.

perfetta

Combatterà al catch weight delle 171 libbre, anche se nelle sue intenzioni c’è il ritorno alle 168. Da queste parti si dice che già nel prossimo incontro, se contro Andrea Di Luisa otterrà un successo convincente, potrebbe esserci la sfida Ibf a James DeGale.

Si è allenato con Otis e Howard Grant, due simpatici giamaicani trapiantati in Canada. Ha risolto, dice, i problemi di salute. I dolori alla schiena e alle mani appartengono al passato, giura.

Sono tornato!” risponde con una frase abusata, ma che sa tanto di sfida, a chi nutre dei dubbi. Non è però un proclama. Giacca bianca, camicia azzurra e jeans, Bute è un gentiluomo d’altri tempi. Montreal lo ama. Saranno almeno in quattromila sabato sera nell’arena del Bell Centre. Il promoter Yvon Michel si lamenta, dice che sono pochi. Da noi festeggeremmo per una settimana intera…

Andrea Di Luisa dubbi ne ha pochi. Sa che l’impresa è difficile, difficilissima. L’altro appartiene a un livello che il pugile di Lago Patria non ha mai assaporato. Ha pugno, resistenza e abilità tecnica. E, come se non bastasse, è anche mancino. Cosa che il campano odia. Se il match fosse stato fatto prima di Froch, credo che nessuno avrebbe osato non dico sperare, ma neppure sognare. Ora la differenza è ancora netta, ma almeno c’è qualche appiglio su cui fare forza per tenere in piedi il dubbio.

Il kot contro l’inglese è stato devastante per il fisico, ma anche e soprattutto per la mente. Dopo un match così si fatica a ritrovare l’antica fiducia.

E poi due combattimenti in tre anni, diciannove mesi di assenza dal ring per problemi fisici, un incontro programmato per il 6 dicembre è stato rinviato a pochi giorni dall’evento. Sono questi i ganci dove cercare un appiglio.

Il sorriso del pugile campano trapiantato a Viterbo è rassicurante (sopra il bel film realizzato da Renata Romagnoli in occasione dell’ultimo match di Andrea contro Cocco).

Ha fiducia nella sua potenza e questo gli consente di sperare. Trovasse lo spiraglio giusto potrebbe anche trasformare questa impresa impossibile in una clamorosa sorpresa, come lui stesso va predicando dal giorno in cui è sbarcato a Montreal.

I bookmaker difficilmente sbagliano, anche se i 42 dollari pagati per ogni dollaro puntato su James Buster Douglas contro Mike Tyson sembrerebbero essere lì a dimostrare il contrario. Ma è sulla massa delle previsioni che va cercata la credibilità. E la percentuale di pronostici indovinati è decisamente alta.

Paddipower e William Hill pagano un eventuale successo di Di Luisa undici volte la posta, Bwin arriva a quotarlo 13/1. Lucian Bute è clamorosamente favorito. Paddypower e Bwin lo danno a 1.02, William Hill a 1.03. Non sembrano esserci dubbi.

Si è fatto vivo anche Jean Pascal con un messaggio su Twitter.

Tutti con Lucian Bute, credo che Di Luisa non supererà la sesta ripresa“.

twitter

Insomma tutti qui sono convinti che Andrea sia venuto semplicemente a fare da test alla condizione di Lucian Bute.

Due famiglie non la pensano così.

I Di Luisa ovviamente (Andrea, il papà Michele e il fratello Diego) e i Cherchi (Salvatore e il figlio Christian). Loro, con il dovuto rispetto per l’avversario e per la realtà delle cose, sono convinti che lo spiraglio per infilare il colpaccio ci sia.

Andrea sembra un po’ Rocky Balboa alla vigilia della prima sfida contro Apollo Creed. Tutti lo vedevano finire velocemente ko, solo quelli di casa credevano in lui. Alla fine quel match Rocky l’ha perso di misura ai punti, ma dopo un epico combattimento. E quella sfida è stata l’inizio di una splendida avventura…

TELEVISIONE – Il match Lucian Bute vs Andrea Di Luisa sarà trasmesso registrato sabato 22 agosto alle 23:00 da Deejay Tv.

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