Pellegrini, un’altra magia. Come lei non c’è nessuna…

Frederica Pellegrini from Italia reacts after winning the 100m freestyle women final of the Open de France swimming competition in Bellerive-sur-Allier, central France, on July 5, 2015.   AFP PHOTO / THIERRY ZOCCOLAN        (Photo credit should read THIERRY ZOCCOLAN/AFP/Getty Images)

Per uno strano scherzo del destino ho visto da Montreal la sesta medaglia mondiale di Federica Pellegrini sui 200 sl. Proprio qui in Quebec aveva conquistato la prima, in un’edizione in cui Filippo Magnini centrava l’oro. Dieci anni tra le migliori del mondo, nel nuoto non è solo una rarità. È una cosa unica. È andata a prendere la medaglia nella gara che considera sua, in quella distanza sulle quattro vasche che ha trasformato nella sua casa. Come Wimbledon per Federer, come il Roland Garros per Nadal.

Giù dal podio dopo le prime tre vasche, poi eccola lì. Argento! Dietro la Ledecki, davanti alla Franklin. Presente, come da due lustri a questa parte. Appartiene alla storia. Come vi appartengono le sue lacrime, i dubbi, le polemiche.

Ero a Montreal nel 2005 e l’ho vista piangere di rabbia, quelle di Kazan erano lacrime di gioia pura.

Le sembra sempre di dovere lottare contro il mondo. Non tutti la amano, molti non la sopportano. Come accade a Floyd Mayweather jr. Un grandissimo, ma con un popolo di denigratori degno di miglior causa.

Federica va come un treno, le mette tutte in fila da dieci anni. Ogni volta la inquadrano come una signora sul viale del tramonto. In molti lo fanno, non tutti. Novella Calligaris è una che le è stata sempre vicina nello spirito. Altri avrebbero avuto un filo di invidia, Novellina le ha sempre regalato affetto. Grande anche lei.

Su Fede ho scritto centinaia di articoli. Ripropongono uno di quelli che mi è piaciuto di più. L’ho messo su qualche tempo fa, racconta l’anima della donna e della campionessa.

tabellone

Federica ha scacciato gli incubi che turbavano le notti prima della gara. Chiusa in una stanza senza finestre, nè porte, vedeva l’acqua salire su lentamente. Non poteva scappare, non poteva gridare. E solo quando stava per soffocare, si svegliava. Senza fiato, costretta a respiri profondi per uscire dall’apnea in cui era precipitata. O quando veniva colta di sorpresa dallo starter e doveva tuffarsi in piscina con addosso ancora l’accappatoio. Nuotava faticosamente sino alla fine, poi usciva dal sonno prigioniera delle lenzuola e con l’ansia che cresceva ogni secondo. Oggi, finalmente, è serena. Niente più vigilie piene di angoscia. Una paura però è rimasta.

La spaventa l’incapacità degli uomini a mostrare i propri sentimenti. Lei è per l’amore romantico. Il cielo stellato, le rose bianche, un viaggio a Capri. Ma, confessa, è difficile vivere una passione così. “Perché gli uomini, se devono dire parole dolci alla fidanzata, si sentono sminuiti. Sono frenati dall’orgoglio e restano muti”.

L’uomo, si sa, è pieno di difetti.

“Alle donne basta un bacio, gesto di grande sensualità, per capire tutto. A voi, e non si sa perché, serve molto, ma molto di più”.

Azzardo. “Perché le donne sono più mature”

Replica. “Bella scusa”.

E’ seduta accanto a me, sprofondata sul divano, nel caldo umido di una giornata come tante sulla riviera adriatica. Fatica a stendere le lunghe gambe sotto il tavolino. Indossa un paio di short jeans, una maglietta bianca con le bretelline. La gente passa, la riconosce e sorride. Lei, ricambia.

scarpa

Federica Pellegrini, una gioventù vissuta di corsa. “Sono entrata in acqua a otto mesi e in pratica non ne sono più uscita”. A 16 anni l’argento ai Giochi di Atene. Poi sono arrivati l’oro olimpico di Pechino e i quattro titoli mondiali, assieme a undici record del mondo. Ha attraversato momenti bui, grandi felicità, mari di amarezza, picchi di gioia. E’ cresciuta in fretta, ma del passato non rinnega nulla. “Io la mia vita ho deciso di viverla come l’ho sognata”, mi dice prendendo in prestito una frase di Sabine Azèma dal film “Una domenica in campagna”. Poi, aggiunge: “E sono stata fortunata”.

Mi ripete una, due, dieci volte, che non si farà mai condizionare dalla presenza di un fotografo o di una telecamera. Ha deciso di mettere davanti a tutto la voglia di vivere, non permetterà che siano gli altri a decidere per lei. Poi, può capitare che accadano piccole o grandi tragedie. Ma quello fa parte del grande mistero della vita, il resto no. E così la storia con Filippo Magnini, cresciuta fino a diventare il gossip di qualche estate fa, la sta vivendo in maniera serena. Giura che continua a negare il grande amore, solo perché grande amore non è. “Ci stiamo conoscendo, stiamo scoprendo ogni giorno qualcosa di nuovo. Ci frequentiamo. Può essere l’inizio di qualcosa o anche finire qui. Non mi sono mai posta dei limiti. Ma adesso è troppo presto per dire di più”.

Nella testa ha altre priorità. Il nuoto prima di tutto. Ma questo non significa che non pensi a se stessa come donna. Vuole avere due bambini prima dei trent’anni, sarà dura a meno di un parto gemellare. Ecco un’altra priorità. Me la racconta sorridendo, ma sembra che lo faccia solo per mascherare qualcosa di tremendamente serio: “Spero di trovare un uomo con cui fare questi figli. Sinceramente da sola non me la sentirei, anche se non condanno chi fa questa scelta. Io no, io sono per una visione romantica della vita e dell’amore. E se prendessi quella strada, tradirei me stessa”.

magno

E come dovrebbe essere quest’uomo?

“Non dovrà avere paura di mostrare quello che prova. Il resto verrà poi”.

Federica ha la necessità di marcare fisicamente il tempo che passa. Non le basta la memoria. Non si accontenta della tecnologia di un computer. Ecco così aumentare a livelli inquietanti il numero delle fotografie, ma anche quello dei tatuaggi. Nella casa di Verona ha cinquemila foto divise in cinquanta album. C’è tutta la sua storia. Da quando era piccolina fino ad oggi. “Mi fanno andare a ritroso con la mente, è un viaggio che mi piace fare, anche se a volte mi mette addosso un po’ di malinconia. E poi ci sono i tre album custoditi nella cameretta di Spinea, nell’abitazione di famiglia. Lì ci sono solo foto top secret, quindi non farmi domande”.

Foto, ma anche tatuaggi. “Ho bisogno di imprimere sulla pelle ogni momento significativo della mia vita. Dopo un cambiamento totale come l’ultimo, come potevi pensare che non mi facessi un altro tatuaggio?”. Anche qui inutile fare domande, dove? cosa?, ma una proprio non riesco a tenerla per me. Le ricordo che i tatoo sono per sempre. E rimangono lì anche quando il momento magico è passato. Che ne sarà di quel Balù, l’affettuoso soprannome dell’ex fidanzato Luca Marin, stampato sul piede destro? “Vero, adesso c’entra poco con la mia vita. Ma i tatuaggi si possono sempre coprire. Non so se lo farò, ma se comincerò a starci troppo su col pensiero, se inizierà ad infastidirmi, lo coprirò”.

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Ha cambiato casa. Si è portata dietro, oltre alle scarpe che hanno raggiunto il minaccioso numero di 254 paia, le cose a cui tiene di più: le candele che riempiranno ogni ambiente, l’acquario con i pesciolini rossi a doppia coda, la “Dormeuse” di Tamara de Lempicka che le fa da coperta di Linus (guarda il quadro e ritrova la serenità perduta). Ha abbandonato un ombrello thailandese, le tendine giapponesi, il telo col disegno di un dragone. Le ricordavano un amore finito. Ad ogni oggetto, regala un valore particolare. Le chiedo di mostrarmi l’anello che ha all’anulare della mano sinistra. Se lo gira attorno al dito, poi me lo fa vedere con orgoglio. Glielo ha regalato Cinzia, la mamma, alla vigilia dei Giochi di Atene 2004. Si è rotto prima di Pechino 2008, ma Fede l’ha fatto rimettere a posto. E per ogni evenienza ne ha uno di riserva, donatole sempre dalla mamma. E’ l’anello di Karnak, dicono possa risolvere rapidamente le sofferenze da stress o da somatizzazioni, e abbia il potere di ridurre le negatività. Sul comodino della camera d’albergo, in qualsiasi parte del mondo si trovi, Federica mette da due anni le pietre (una rossa contro le paure, una nera che regala tranquillità) lavorate con lo spirito delle filosofie orientali dalla compagna Laura Letrari, che gliene ha fatto regalo alla vigilia dei Mondiali di Roma 2009.

La smania di crescere. Una situazione emotiva che le ha fatto credere di essere diventata donna molto prima di quando in realtà non fosse. Lo diceva già al diciottesimo compleanno, a bordo vasca durante gli Europei di Budapest 2006. “Non sono più una bambina, sono una donna”. Sentiva che dentro di lei qualcosa stava cambiando e le sembrava che potesse aiutare la crescita con le parole. “E invece donna, mi ci sento solo da qualche mese. Una bella donna”. Un volto luminoso, solare, incorniciato da un biondo che regala sensualità a una figura slanciata. Lei lo sa. E non fa niente per nasconderlo. Così, quando le chiedo, a quale personaggio femminile le piacerebbe somigliare, mi regala una risposta che non mi sorprende: “Sono troppo vanitosa per dire che preferisco un’altra. Mi piaccio con tutti i miei difetti”. Le hanno chiesto di posare per un calendario, ha detto no. “Non sono mai stata pudica, le foto nuda le ho fatte. Però il calendario lo realizzi per venderlo, devi solleticare la curiosità dei compratori. Io le foto nuda le faccio per me stessa, senza volgarità. E basta”.

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Sempre di corsa. In passato l’affanno l’aveva portata a dividersi tra certezze assolute e insicurezze di fondo. “Adesso non c’è più solo bianco e nero. Sono rimaste solo alcune sfumature, c’è più armonia in me”. La grande mutazione è nata qualche anno fa a Tenerife, durante un ritiro della nazionale. Veniva da due mesi di clausura parigina (“Sveglie all’alba, allenamenti pesanti, io e Luca, Luca e io”), quando ha incontrato un gruppo di compagne che aveva voglia di divertirsi. Le ragazze l’hanno tirata dentro. “Lì ho capito cosa mi era mancato negli ultimi tempi. Lo stare assieme, il divertirsi, la spensieratezza nell’affrontare le situazioni. Mi ero isolata. Poi c’è stato il clic, la consapevolezza piena di una situazione che stava cambiando. Sono più comunicativa, più di compagnia, so stare di più allo scherzo. Un cambiamento radicale, lo si nota anche negli occhi”.

Tornano gli uomini. Federica si allena con loro e quelli non ci stanno a farsi superare. “Sono molto orgogliosi, piuttosto che cedere, prendono una settimana di febbre. E questo a me fa ridere”

Tento un replica. “Beh, farsi battere da una donna non è bello”.

“Lo so. Per voi è così. Ma io godo, come godo. Godo davvero”.

Filippo Magnini ha detto: “Federica è una che prende quello che vuole”. Lo ricordo alla ragazza, che mi fa: “E’ vero. Sono una persona molto determinata. Nella vita e nello sport”. Passiamo ai difetti. “Non sono diplomatica, a volte al primo incontro risulto antipatica o addirittura stronza”. Tutto qui? Neppure una follia tenuta nascosta? Dice: “Le mie follie nascono dalla gelosia. Un esempio? Prendere la macchina all’1 di notte, andare a controllare se il tuo ragazzo è a posto e tornare a casa senza farti vedere. Parlo di qualche anno fa. Il fatto è che sono un’istintiva, appena mi parte l’embolo devo incatenarmi. In quei dieci minuti devo controllarmi, altrimenti sclero. Potrei fare qualsiasi cosa. Ma non sono gelosa perché lui esce di sera. A mandarmi fuori di testa è una parola strana, un messaggio che non corrisponde. Ma forse sono semplicemente i film che si fanno le donne”.

Allora, qualcosa che non va lo avete anche voi.

 

 

 

 

 

 

 

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