Da Sampras a Venus, in viaggio sulla strada dei sogni

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Ancora una storia datata 2001.

Vigilia di Wimbledon. I due campioni in carica sono i favoriti del torneo. Pete Sampras e Venus Williams sono nati a pochi chilometri di distanza, ma sono cresciuti in due mondi diversi. Qui racconto come a volte basti percorrere una via per assaporare il gusto della ricchezza e l’amaro della povertà.

A Los Angeles c’è una strada, la I-710 North, che collega Rolling Hills ad Atlantic Avenue. Quei 25 chilometri partono tra bougainvillée ed oleandri, poi ci sono le scuderie dei cavalli, gli steccati bianchi che proteggono ville miliardarie. A quel punto si comincia a scendere, fino ad arrivare giù, in quello che gli abitanti di Compton Boulevard chiamano parco, ma a chi viene da fuori sembra solo  una scheggia di verde circondato da muri, sudici negozi, piccole case bianche.

Vicino all’Oceano, al Jack Kramer Club di Rolling Hills, ha imparato a giocare Pete Sampras (foto). L’uomo che ha vinto sette volte Wimbledon e da oggi insegue il quinto titolo consecutivo, impresa riuscita solo a Bjorn Borg.

In quello che papà Richard chiama scherzosamente Compton Hills Country Club, è cresciuta Venus Williams che lo scorso anno ha conquistato i Campionati.

Anche se ora abitano entrambi in Florida, è lì che hanno studiato da fenomeni. A Los Angeles, divisi da quella strada lunga 15 miglia che porta dai campi dei ricchi a quelli di chi deve soffrire per riuscire a vedere l’alba del giorno dopo.

Pete Sampras viveva nei condomini di Rancho Palos Verdes, in cima alla collina. A quei tempi era una zona popolata soprattutto da ingegneri aerospaziali. Come lo era Sam, suo padre. Oggi un censimento vedrebbe prevalere la popolazione asiatica, rispetto a quella americana. Ma il livello di vita continua a crescere: una famiglia media che prima guadagnava 160 milioni di lire l’anno, oggi tocca facilmente i 300.

Venus Williams viveva nell’inferno di cemento, dove l’unica musica che si sentiva era quella delle pallottole delle gang in lotta fra loro. Oggi l’indice di criminalità è sceso, si può passeggiare più tranquilli di prima. Ma il reddito medio fatica a salire: da 45 milioni annui si è passati a 50.

Lui giocava al Jack Kramer Club, dove l’iscrizione a fondo perduto costa 22 milioni e le rette mensili sono di 300.000 lire. Lei si impratichiva a East Rancho Dominguez Park, dove le reti erano piene di buchi ed il campo era in asfalto ed aveva crepe da far spavento.

Pete Sampras e Venus Williams sono i campioni uscenti di Wimbledon. In comune hanno il talento, un forte senso della famiglia, il legame con le proprie radici. Tutto finisce qui. Lui appartiene alla ricca borghesia;. È schivo, sfuggente, incapace di catturare una platea di ascoltatori. Lei viene dal popolo;. È estroversa, spiritosa, in grado di mettere in fila una lunga serie di esagerazioni senza arrossire.

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Sono bravi. Sono diversi. Non hanno giocato molto quest’anno. Lui ha problemi cronici: la schiena lo tormenta, l’età non lo aiuta. Si è arreso al matrimonio d’amore con l’attrice Bridgitte Wilson ed ha scoperto che nella vita c’è qualcosa di meglio del tennis. Ma stesse fermo anche un anno intero e si riprensentasse solo per rigiocare Wimbledon, lo indicherei ancora come il favorito. Lei ha avuto guai alle caviglie, alle ginocchia, alle braccia. E’ stata coinvolta in bollenti polemiche, ha risposto duramente. Venus (foto) ha capito da sempre che oltre al tennis la vita regala tante altre belle cose, ma questo non vuole dire che non le piaccia continuare a vincere.

Oggi si comincia. Agassi, Rafter, l’eterna speranza Tim Henman o il grande rivale Lleyton Hewitt. Tutti in seconda fila dietro Sampras che va all’attacco del record assoluto: otto titoli a Wimbledon. Le donne? Hingis in cerca da due anni di una vittoria in un torneo dello Slam, Davenport o le ragazze terribili Cljisters ed Henin, la sorellina Serena. Possono farcela, ma su tutte c’è lei:  Venus Williams.

Quindici miglia di strada separano le origini di Pete e Venus, due mondi distanti anni luce. L’erba magica di Wimbledon li ha riuniti lo scorso anno. E chissà, potrebbe farlo ancora.

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