Garbatella, parcheggi selvaggi, strade buie e sporche. La magia se ne va…

garL’altra notte ero in Centro. Stavo tornando a casa dopo avere cenato in un ristorante della zona. Ero in Prati, viale Giulio Cesare tanto per intenderci, quando ho visto una scena che noi umani della Garbatella non possiamo neppure immaginare. Ho visto dipendenti dell’Ama che pulivano le strade. Ho visto operatori ecologici che spazzavano via foglie e carte prima con un getto d’acqua e poi con le care e vecchie scopette.

La prima cosa che ho pensato è stata: “Stanno girando una fiction!”.
Poi mi sono ricordato di altro e allora mi sono chiesto: “Perché la periferia è dimenticata dal sindaco Marino e dal mondo intero?”. Anziché dedicarsi a ecologiche passeggiate in bicicletta lungo i Fori Imperiali, ogni tanto venga a fare un giretto da queste parti. Sarebbe meglio per lui e per noi.

Sono nato a Garbatella. Sessantasei anni dopo abito ancora qui.

La nostra era una zona popolare nata all’inizio degli anni Venti come Borgata Giardino. Il tempo è passato, il quartiere è diventato di moda, i prezzi delle case sono aumentati, come sono aumentate le persone del mondo dello spettacolo sbarcate da queste parti.

DSC00920Ma Garbatella sta lentamente, inesorabilmente facendo passi indietro. Il degrado urbano tocca punte difficilmente raggiungibili. Della Borgata Giardino ci sono ancora le palazzine e gli interni dei lotti, i colori delle facciate, la gente che da sempre la abita. Adesso però il panorama è cambiato.

La sera i selvaggi invadono il quartiere. Parcheggiano sui marciapiedi, in divieto di sosta, in seconda e terza fila, in curva (in piazza Sant’Eurosia o in via Giustino de Jacobis) e a volte (davanti al Palladium) anche in mezzo alla strada. In via Cristoforo Borri qualcuno si è divertito a incendiare le auto parcheggiate a regola e a lasciare biglietti intimidatori tra il parabrezza e il tergicristallo. Mai, dico mai, ho visto un vigile urbano da queste parti. Loro, si sa, sono assegnati nelle zone del Centro.

Prima o poi una soluzione bisognerà trovarla…

hqdefaultLe foglie cadono in autunno. Il foliage è uno spettacolo meraviglioso. A Garbatella lo si può vedere 365 giorni l’anno. Le foglie rimangono in strada in eterno, del resto siamo a Roma… Con i temporali estivi quelle foglie si trasformano in melma. E non c’è nessun camion dell’Ama che venga a ripulire le nostre strade. Via Guglielmo Massaia, piazza Giovanni da Triora sono collettori di foliage d’annata, roba che forse nei musei d’arte moderna pagherebbero a peso d’oro.

Il Comune ci aiuta, crea l’atmosfera. Da un mese via Alessandra Macinghi Strozzi è al buio. Chiamo e l’operatore mi informa con grande cortesia che altri cittadini hanno segnalato il danno. Ma la luce non torna, la zona diventa molto intima la sera. Così intima da creare timori, senso di disorientamento, infortuni.

immondiziaAbito in via Tolli e sono circondato dall’abbandono. Le erbacce ormai si arrampicano sulle mura esterne dei palazzi e vanno a fare compagnia a foglie morte da millenni, carte gettate in terra da adoratori del dio monnezza.

Ma anche quando attraverso la strada il panorama non migliora.

C’era una volta un bel giardinetto, creato dopo la pedonalizzazione di un tratto di via delle Sette Chiese. Oggi quelle che dovrebbero essere aiuole rasate a pelo d’erba, sono una giungla invalicabile.

erbacceL’erba era cresciuta alta come un bambino di tre anni, dentro si nascondevano pezzi di carta unta, bicchieri, resti di bivacchi, sigarette. Qualche anima buona ha tagliato alla meglio il regno delle infezioni, ma l’erba è tornata a crescere come la corruzione che infesta questa città.

Sul lato di via delle Sette Chiese trasformato in zona pedonale, proprio prima di piazza Sant’Eurosia, c’è una fontanella che da più di un anno perde acqua. L’acqua si espande lungo il pavimento, si fonde con erbacce e foglie e crea il terreno ideale per il grande party di zanzare e altri portatori di malattie.

acquaGirando a sinistra, si incrocia via delle Sette Chiese. Ma soprattutto si incrociano i cassonetti dell’immondizia. Quasi sempre pieni, anzi stracolmi, con ogni possibile genere di spazzatura lasciata per strada perché all’interno non c’è più posto.

Ci massacrano occhi e orecchie con la differenziata. Ma dove e come possiamo buttare quello che in casa abbiamo cosi diligentemente diviso? A meno che quello che non ha capito nulla non sia io. Forse per differenziata il Comune intende un’altra cosa. Differenziare tra immondizia gettata nell’unico cassonetto con ancora un angolino di posto e immondizia gettata in terra.

cassonettiQui a via Tolli non siamo al Quirinale, ma gli orti (purtroppo senza frutti, ma con l’annuncio di pericolo infezioni scritto a catetteri cubitali) arrivano fin sotto casa.

Garbatella è quartiere popolare, pieno di vita e di voglia di vivere. La sera c’è un’atmosfera magica, un salto indietro nel passato scacciando tutto il male accumulato in giornate distrutte da Mafia Capitale, progetti di una diabolica candidatura olimpica, furti, rincari. Ma di serenità ne trovo davvero poca se mi guardo in giro e vedo quel mare di macchine e moto che occupano ogni centimetro quadrato di marciapiede costringendo i pedoni a trasformarsi in coraggiosi Indiana Jones per attraversare la strada e raggiungere la propria abitazione.

Strade sporche, buie, mai controllate.
E in Prati un camioncino modello dell’Ama accompagna un solerte operatore ecologico che spruzza potenti getti d’acqua sull’immondizia e poi completa il compito con la vecchia ramazza…

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