Un fantasma vuole diventare il padrone della boxe mondiale

coverC’è un fantasma che si aggira per l’America , è lo spettro del monopolio pugilistico. Un uomo tiene le fila della boxe mondiale, ha in mano il destino di almeno centocinquanta atleti, ma non si fa vedere in giro. Non siede nelle prime file di bordo ring quando organizza riunioni, preferisce guardare i match in una saletta riservata davanti a un televisore che trasmette l’evento a circuito chiuso.

Se provi a chiamarlo al cellulare non ti risponde, se cerchi un numero telefonico personale di riferimento non lo trovi.

Il suo volto pubblico è Sam Watson, sessantenne afroamericano, capelli bianchi, pizzetto e due figli: Brandon e Marcus che lo aiutano durante le riunioni.

Della vita del boss si sa davvero poco.

tvIl suo nome è Al Haymon, 59 anni, laurea e master in Economia e commercio ad Harvard. Un fratello, Bobby, ex pugile che vanta come miglior risultato una sconfitta prima del limite contro Sugar Ray Leonard.

Al Haymon ha esordito nella musica con M.C. Hammer, Whitney Houston e soprattutto tanto blues. Poi se ne è andato. Ha deciso che quello non era più il suo mondo, il rap aveva spodestato la musica dell’anima e lui aveva una sola parola per definire quei concerti: “spaventosi”.

Nel mondo del pugilato è arrivato nei primi anni Duemila quando ha firmato un contratto con Vernon Forrest, campione in due categorie di peso. Ha siglato un accordo con la Hbo, poi ha deciso che era meglio puntare su Showtime.

mayweatherÈ entrato in società con Floyd Maywether jr. L’ha aiutato a chiudere il contratto con la Top Rank di Bob Arum, convincendolo a pagare una penale di 750.000 dollari. Da quel momento la sua quotazione è schizzara in alto, sempre più in alto.

E oggi è il padrone del pugilato.

I suoi pugili firmano contratti in esclusiva, lui prende attorno al 15% dei loro introiti. Li fa combattere tra di loro, chiude le porte in faccia al resto dei promoter. E questo ha l’inconfutabile danno che match di grande spesso che avrebbero potuto farsi non sono andati in porto. O, come Mayweather vs Pacquiao, sono arrivati a conclusione con cinque anni di ritardo.

Da gennaio ha lanciato l’attacco finale. L’obiettivo è il monopolio del pugilato mondiale.

Ha versato 20 milioni di dollari alla Nbc che gli ha garantito per il 2015 cinque sabati sera in diretta in orario prime time (di maggiore ascolto, attorno alle 20.30), sei nel pomeriggio e altri nove sempre in prime time ma su Nbc Sport Network. Erano trent’anni che una delle tre grandi catene televisive in chiaro non trasmetteva boxe in diretta.

thurman

Esordio in marzo con Thurman vs Guerrero e Broner vs Molina. RIsultato: 4,2 milioni di telespettatori.

Haymon ha poi firmato altri contratti con Spike Tv (nove venerdì in diretta sempre in prima serata e una proposta di accordo per 33 match nel biennio 2016/17), ESPN2 e Cbs (otto sabati pomeriggio). Ha tolto il pugilato dalla pay per view e l’ha restituito in gran parte a canali che sono visibili da un numero enormemente superiore di persone.

Ha creato il Premier Boxing Championship, un universo tutto suo in cui i programmi sono messi in piedi grazie a grandi professionisti, boxeur di valore assoluto. Ha i migliori sotto contratto. E gli sono fedeli.

Il PBC si distacca da tutti gli altri show di questo sport. In parte per l’aspetto spettacolare (i pugili entrano da soli nell’arena, l’annunciatore non è sul ring, non ci sono ring card girl), ma soprattutto per un punto sostanziale.

Gli atleti non sono presentati come campioni di questo o quell’Ente (Wbc, Wba, Ibf e Wbo sono istituzioni che Haymon preferisce non nominare), ma semplicemente come campioni del mondo.

Ha con lui, tra gli altri, Amir Khan, Deontay Wilder, Adonis Stevenson, Adrien Broner, Paul Malignaggi. E vuole proporsi come unico punto di riferimento per tutto il pugilato.

Pensa di determinare le categorie di peso, le classifiche, gli show, i campioni unici.

La Golden Boy Promotion di Oscar De La Hoya gli ha fatto causa per 300 milioni. L’ex campione dice che Haymon ha infranto il Muhammad Ali Boxing Reform Act violando le leggi statali e federali compreso lo Sherman Act sull’antitrust. In altre parole lo accusa di gestire in regime di monopolio la situazione e di mischiare i ruoli di promoter e manager fino a fonderli in una sola persona.

FLoyd Mayweather jr lo chiama “il fantasma”, il giornalista e scrittore Thomas Hauser lo definisce “il mistero che lavora nell’ombra”.

Da qualche settimana sembra che una piccola falla si sia aperta nella sua esasperata ricerca di anonimato. Ha creato a Las Vegas la sede della Haymon Boxing Management. Ma non pensate di trovarlo lì, perdereste solo il vostro tempo.

 

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