Sindaco Marino, Garbatella ha bisogno di pulizia

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Sono nato a Garbatella. Sessantasei anni dopo abito ancora qui.

Mi piace il quartiere, conosco tutti, mi sento a casa anche quando sono in strada.

Alla Chiesoletta ho trascorso l’infanzia, lì ho anche incontrato il Prete con la maiuscola. Padre Guido Chiaravalli mi ha fatto capire che uno dei peccati più grandi è quello di arrendersi. Bisogna lottare. Nel rispetto delle regole, ma bisogna lottare. E io lotto con il mezzo che mi è più congeniale, la parola.

Garbatella era una zona popolare, nata all’inizio degli anni Venti come Borgata Giardino. Il tempo è passato, il quartiere è diventato di moda, i prezzi delle case sono aumentati, come sono aumentate le persone del mondo dello spettacolo sbarcate da queste parti.

Ma Garbatella sta lentamente, inesorabilmente facendo passi indietro. Il degrado urbano tocca punte difficilmente raggiungibili. Della Borgata Giardino ci sono ancora le palazzine e gli interni dei lotti, i colori delle facciate, la gente che da sempre la abita. Adesso però il panorama è cambiato.

Proprio ieri leggevo sul giornale le trentuno regole che il Comune vuole imporre ai cittadini per il bene di Roma. E se qualche volta anche il Comune si imponesse delle regole per il bene dei romani?

immondizia

Abito in via Tolli e sono circondato dall’abbandono. La strada riceve rarissime visite di operatori ecologici pronti a togliere erbacce che ormai si arrampicano sulle mura esterne dei palazzi, foglie morte da millenni, carte gettate in terra da adoratori del dio monnezza.

Ma anche quando attraverso la strada il panorama non migliora.

C’era una volta un bel giardinetto, creato dopo la pedonalizzazione di un tratto di via delle Sette Chiese. Oggi quelle che dovrebbero essere aiuole rasate a pelo d’erba, sono una giungla invalicabile.

erbacce

L’erba è cresciuta e ormai è alta come un bambino di tre anni, dentro si nascondono pezzi di carta unta, bicchieri, resti di bivacchi, sigarette. Stavolta la divinità da venerare sembra sia diventata nostra signora dell’infezione.

Sul lato trasformato in zona pedonale c’è una fontanella che da un anno perde acqua. L’acqua si espande lungo il pavimento, si fonde con erbacce e foglie e crea il terreno ideale per il grande party di zanzare e altri portatori di malattie.

acqua

Girando a sinistra, si incrocia via delle Sette Chiese. Ma soprattutto si incrociano i cassonetti dell’immondizia. Quasi sempre pieni, anzi stracolmi, con ogni possibile genere di spazzatura lasciata per strada perché all’interno non c’è più posto.

Ci massacrano occhi e orecchie con la differenziata. Ma dove e come possiamo buttare quello che in casa abbiamo cosi diligentemente diviso? A meno che quello che non ha capito nulla non sia io. Forse per differenziata il Comune intende un’altra cosa. Differenziare tra immondizia gettata nell’unico cassonetto con ancora un angolino di posto e immondizia gettata in terra.

cassonetti

Sulla scrivania, accanto al computer con cui sto scrivendo questo pezzo ho un vecchio libro che mi è rimasto nel cuore. Si intitola “Garbatella mia”. È una bella opera realizzata dal mio amico che non c’è più Francesco Campanella, giornalista/editore, con la collaborazione di Gianni Rivolta, insegnante/giornalista, ed Enzo Gori di professione pasticcere ma anche e soprattutto storico del quartiere. Le foto che ha raccolto in anni e anni di ricerche sono meravigliose.

Il libro racconta come il 18 febbraio 1920 re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra.

La Roma pontificia dell’Ottocento era ancora la città barocca di tre secoli prima, cone le vigne e gli orti che arrivavano fin sotto il Quirinale”.

libro copia

Qui a via Tolli non siamo al Quirinale, ma gli orti (purtroppo senza frutti, ma con l’annuncio di pericolo infezioni scritto a catetteri cubitali) arrivano fin sotto casa.

Il sindaco dell’epoca era Veltroni, oggi su quella sedia c’è Ignazio Marino.

Io questo pezzo lo tengo su una settimana, chissà che qualcuno non informi il primo cittadino romano che Garbatella ha bisogno di pulizia. Quotidiana e a tempo indeterminato.

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