Non dire gatto se non l’hai nel sacco!

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Non dire gatto se non l’hai nel sacco“. Era diventato un tormentone nelle trasmissioni della Gialappa’s. Il trio l’aveva sentito da Giovanni Trapattoni, l’avevano preso in giro per settimane. Ma in fondo era solo un modo divertente di dire una grande verità valida soprattutto nello sport. Non bisogna esultare prima di avere raggiunto il risultato.

Domenica a Eugene, Oregon, durante una gara dei 3000 siepi la lezione l’ha subita Tangui Pepiot che sul rettilineo finale, a ottanta metri dal traguardo, ha pensato che nessuno potesse raggiungerlo. Ha così invitato la folla a festeggiare con lui. Alzava la mano e sorrideva. Dietro è giunto come un fulmine Meron Simon che ha beffato Pepiot proprio sulla linea d’arrivo.

Questo fatto mi ha portato a sfogliare l’album dei ricordi. Ho trovato molti casi che a un occhio esterno possono sembrare divertenti, ma per chi li ha vissuti da protagonista negativo sono autentici incubi. Ve ne propongo due.

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Durante la partita decisiva dell’Adriatic League di basket a Zagabria, Bojan Bogdanovic andava a canestro e realizzava il colpo che portava avanti il Cibona per 74-72 contro il Partizan quando mancavano appena 0.6 secondi, sei decimi!, alla fine. La squadra croata si lasciava andare a un delirante festeggiamento. Giocatori e allenatore celebravano la vittoria che regalava loro la Lega. Ma la partita non era finita e il team serbo approfittava di quei sei decimi in modo incredibile. Dusan Kecman tirava prima della sua metà campo e mandava la palla a canestro. Tre punti e vittoria del Partizan per 75-74. Guardate la faccia dell’allenatore del Cibona…

E infine il terzo e ultimo esempio di festeggiamenti prematuri. Ci spostiamo nel Football Americano, nella Canadian Football League.

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I Montreal Allouettes falliscono un field goal. La palla viene presa da Chirs Williams dietro la sua linea di touch down. Il giocatore degli Hamilton Tiger Cats comincia una fantastica galoppata. Correndo come una saetta dribbla la difesa avversaria, si lancia in magiche serpentine. Quando capisce di averli tutti decisamente dietro, a 15 yard dalla goal line, comincia a trotterellare. Si gira, corre all’indietro. Viene raggiunto e festeggia con il compagno di squadra Ryan Hinds. Ma come un falco piomba alle spalle dei due il linebaker di Montreal, Brian RIdgeway, che con ultimo disperato tentativo placca Williams. Il touchdown sembra stia per essere assegnato, ma dopo avere visto la moviola gli arbitri decidono in maniera diversa. Il ginocchio del giocatore di Hamilton è venuto a contatto con il terreno una yard prima che la palla toccasse oltre la linea del touchdown. Chris Williams ha corso per 107 metri riuscendo a non farsi prendere da nessuno e si è fatto placcare per eccesso di esultanza a 90 centimetri dal goal!

Lo sport è una cosa seria. Festeggiate sì, ma solo quando siete totalmente sicuri di poterlo fare.

Non dire gatto se non l’hai nel sacco“.

Il Trap è un grande.

 

 

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