Mayweather vs Pacquiao, reality d’oro

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LA PAY PER VIEW ha ghettizzato il pugilato. Ha limitato la popolarità dei suoi protagonisti, l’ha ristretta nei confini degli appassionati. È accaduto che un grande come Roy Jones jr sia rimasto famoso solo all’interno del popolo della boxe, senza mai invadere il campo di chi a questo sport si accosta solo in rare occasioni.

Pensate a Muhammad Ali o Mike Tyson, sicuramente i due più famosi pugili di tutti i tempi. Sono entrati nelle nostre case attraverso le televisioni in chiaro, hanno conquistato nonne e bambini, affascinato uomini e donne senza limiti di età. Hanno regalato alla loro disciplina una popolarità universale.

La pay per view pretende un ulteriore pagamento, qualcosa che vada a integrare il già caro abbonamento delle tv via cavo. Negli Stati Uniti si pagherà quasi 100 dollari per vedere il match del 2 maggio. Stime ottimistiche parlano di 3,5 milioni di case collegate. Poca cosa in un Paese di oltre 316 milioni di abitanti.

Per uscire dal recinto della pay per view oggi bisogna avere carisma. Ma non basta. Serve che questo carisma sia pubblicizzato, promosso, divulgato. Ed è esattamente quello che Floyd Mayweather jr ha fatto in questi anni.

Non so quanto naturale sia il personaggio che si è cucito addosso, ma di certo funziona. È il ritratto di un uomo arrogante che mostra senza il minimo pudore la sua ricchezza, la ostenta, la getta in faccia a chiunque. Anche sul ring ha rispetto per il suo ruolo. Rischia il minimo, irride al rivale, usa qualsiasi arma per ottenere il risultato. E alla fine molti lo amano, ma i più lo odiano.

Va bene così, probabilmente è quello che vuole. Tutto meno l’indifferenza.

Tecnicamente è un talento assoluto. Ha fluidità di movimenti, rapidità di esecuzione, capacità di intuire in anticipo quale sarà il comportamento dell’avversario. È dotato di classe naturale, ha un talento immenso.

Lo ha anche nel mettere in fila follie di ogni genere. Ditene una, e lui l’ha già fatta. Questo ha contribuito a renderlo personaggio decisamente più di ogni altro pugile in circolazione.

Valore assoluto più stravaganza, tecnica di primo livello unita a una capacità naturale nel rendersi odioso. Un cocktail esplosivo.

Uno così va a misurarsi con Manny Pacquiao che si è costruito, o possiede naturalmente, un’immagine diametralmente opposta. Lui i soldi, ha fatto sapere, li usa in parte per aiutare i connazionali. Anche per questo nelle Filippine è una sorta di eroe. Si è impegnato in politica, ha dimostrato di sapersi divertire. A differenza dell’altro parla spesso di “noi”, non usa esclusivamente “io”.

Nei tempi migliori è stato un picchiatore solido, uno che veniva avanti e menava fino a quando l’altro non crollava. Gli anni hanno portato via un po’ di velocità e fatto scendere sotto il livello medio la pesantezza dei colpi. Rimane comunque un cliente scomodo per chiunque. Ma non è di questo che sto parlando.

Sto solo cercando di capire perché la sfida tra uno di 38 anni e uno di 36, lontani dal loro periodo d’oro, abbia scatenato un interesse planetario a livelli mai raggiunti sinora per un match di boxe.

Penso sia stato l’accoppiamento a generare il mega business. Un accoppiamento, tra l’altro, inseguito per cinque anni. Il cattivo contro il buono, questo almeno è quanto la propaganda che sta pompando la sfida ha messo in piedi. Vogliono superare largamente i tre milioni di case collegate in pay per view, hanno bisogno di proporre qualcosa che non sia semplicemente un incontro di pugilato.

È una sorta di reality in cui i protagonisti sono seguiti passo dopo passo. Un po’ come è accaduto all’epoca, tanto per restare in tempi recenti, a Mike Tyson vs Evander Holyfield.

E i risultati si vedono già adesso.

Solo per Lennox Lewis vs Mike Tyson si erano messi assieme due colossi televisivi come Showtime e Hbo. L’esperimento si è ripetuto per Mayweather vs Pacquiao, ci sono infatti abbastanza soldi da poterli dividere.

Molti vedranno il combattimento nella speranza che vinca Pacquiao, altri che perda Mayweather. Il terzo polo, quelli che tiferanno per Pretty Boy, saranno in minoranza. Almeno a stare a quanto scrivono i giornali americani, che comunque sono anche loro di parte.

Lo spettacolo è pronto per andare in scena, i caratteri dei due protagonisti sono stati definiti dagli strateghi della comunicazione. È talmente forte lo spessore dei due personaggi che in pochi in questi giorni hanno sottolineato il fatto che il match sia valido per il titolo mondiale dei welter. Non importa, non interessa, non è tra i fatti fondamentali di questo show.

Sono state fatte circolare voci su un possibile problema muscolare del filippino, poi sulla forza straripante di Floyd nelle sedute di sparring, quindi sulle sue difficoltà di l’allenamento. Quindi si è passati ai soldi. Su, sempre più su tra costo dei bliglietti, incasso al botteghino e in pay per view, fino ad arrivare a un movimento che dovrebbe largamente superare il mezzo miliardo di dollari e offrire a Mayweather un assegno da 180 milioni. Pacquiao sarebbe attorno ai 120…

È uno stillicidio quotidiano di notizie che per altri confronti sarebbero bastati da sole a reggere un’intera storia.

C’è una clima di tensione assoluta che cresce giorno dopo giorno. Alla fine ci renderemo conto di non poterne fare a meno. Il calendario sta scandendo il tempo che manca all’evento. Non vediamo l’ora che arrivi, siamo in crisi di astinenza da Mayweather vs Pacquiao.

Spero proprio che qualche televisione italiana me lo faccia vedere.

Dopo tanta attesa sarebbe un peccato mortale privarci dell’ultimo atto di questo reality che mette sullo stesso palcoscenico un’accoppiata da Oscar.

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2 Comments Add yours

  1. trabucco says:

    Anche in Italia dobbiamo aspettarci una tassa di 100 euro per vedere Mayweather vs Pacquiao? In questo caso mi terrei l’astinenza e penserei più a una disintossicazione.

    1. sono totalmente d’accordo con lei. cento euro sarebbero una follia, anch’io propenderei per la disintossicazione. ma da noi, se chi vende i diritti riuscirà a raggiungere un accordo, il match sarà visibile in chiaro. almeno credo, metterlo in pay per view sarebbe un flop totale.

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