Marotta, ma allora è un vizio…

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Giuseppe Marotta, ieri (tutti gli organi di informazione, 23 marzo 2015).

È una forma tipicamente italiana quella di attaccare sempre gli arbitri ed il loro operato. Non si fa mai autocritica. Invece di dirigere le critiche sempre verso gli arbitri, bisognerebbe magari ricondurle verso se stessi. Falsato? È un aggettivo ormai ricorrente, ma in un campionato episodi come questo si bilanciano e alla fine vince il migliore”.

Dopo un Genoa-Juventus (gazzetta.it, 26 marzo 2013).

Per un arbitro come Guida di Torre Annunziata ci sono difficoltà a venire ad arbitrare la Juventus. Non parlo di malafede ma di difficoltà. Al 94′ un arbitro della provincia di Napoli si è trovato in difficoltà. La designazione di Guida è stata infelice. Non metto in dubbio la buona fede, ripeto ma non si designa un arbitro di Torre Annunciata ad arbitrare la Juventus.

Dopo un 1-1 contro la Roma (corrieredellosport.it, 13 novembre 2010).

Penalizzati da Rizzoli la cui prestazione è stata largamente insufficiente. Non c’è uniformità di giudizio e su Borriello pretendo la prova tv. Mani come in Milan-Palermo ma scelta opposta, il rigore è discutibilissimo.

Dopo un Palermo-Juventus (tuttojuve, dichiarazione ripresa da intervista a Sky, 24 marzo 2015).

“C’è amarezza, riconosciamo i meriti del Palermo però sono qua dopo una serie di episodi dubbi che avviene da alcune settimane. Non vorrei che questo fosse il frutto di alcune nostre richieste su calciopoli e non vorrei che quella che era sudditanza diventi arroganza nei nostri confronti, è una critica e un richiamo alla classe arbitrale perchè sono episodi assolutamente impossibili da non valutare, è successo a Napoli con lo stesso arbitro, non voglio aggiungere altro.  Non vorrei che questo trattamento freddo di valutazione non oggettiva ma di prevenzione sia reale, sono episodi clamorosi. I moviolisti sono ex arbitri e il gol di Napoli era buono, Stefano Braschi ci disse che un arbitro non lo manda due volte ravvicinate a dirigere la stessa squadra, Morganti è la terza volta che ce lo ritroviamo, siamo sfortunati”.

Marocchi, quando direttore generale della Sampdoria.

Dopo un Parma-Sampdoria (repubblica.it, 28 febbraio 2010).

Vogliamo uniformità da parte degli arbitri, nel derby abbiamo subito un rigore con la stessa dinamica, per un intervento di Ziegler su Palacio. La differenza è che stavolta Rocchi era a due metri dal fallo ed ha ripensato da solo alla sua valutazione dell’episodio, a quanto ha detto ai giocatori, senza interferenze. È strano perché è passato un minuto nel frattempo. È la prima volta che assisto ad una dinamica simile: non riusciamo ad avere risposte riguardo ad alcune decisioni arbitrali e questo secondo me è il male oscuro del calcio.”

L’aveva già fatto dopo Juventus-Roma di questo campionato. Si è ripetuto dopo le dichiarazioni di Benitez dopo Napoli-Atalanta di domenica scorsa. Memoria corta. Non ci si mette in cattedra quando si hanno dei peccati nel proprio passato.

 

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