Doumbia, a Roma il “bomber di cristallo”

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SEYDOU DOUMBIA era un ragazzino, vendeva stracci per le strade di Adjame: un sobborgo difficile alle porte di Abidjan. Lavorava fin da bambino per aiutare la mamma a comprare cibo per i fratelli ancora più piccoli di lui.

Il calcio lo ha imparato lungo quegli sterrati polverosi, superando in slalom grossi bidoni o ostacoli improvvisati. Un calcio istintivo, fatto di tanto talento naturale e poco studio del gioco.

Olivier Koutona, presidente di un’Accademia di Football, aveva subito notato questo calciatore veloce. Gli piaceva il modo con cui si muoveva, lo affascinava l’amore che il ragazzo aveva per il pallone.

Una proposta, la prima squadra.

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A 15 anni Sydou era in Seconda Divisione. A 17 era il capocannoniere del campionato di I Divisione con una squadra tutto sommato modesta come il Denguele.

È cresciuto in fretta Doumbia. Un problema con il visto gli ha fatto sfumare l’occasione di andare nella Ligue francese. È così volato in Giappone. Tre anni con i Kashiwna Reysal. Un periodo senza lampi. L’impatto con una cultura totalmente diversa ha condizionato il suo rendimento. Non riusciva ad esprimere tutta la gioia del suo gioco fatto di piccoli scatti e mille acrobazie.

Gli Young Boys l’hanno comprato per l’equivalente di 130.000 euro. Due stagioni, entrambe da capocannoniere: 64 partite e 50 gol.

L’interessamento del CSKA e soprattutto dieci milioni di euro hanno convinto gli svizzeri a cederlo in Russia. Anche lì l’ivoriano, malgrado un clima nemico di ogni africano e un razzismo neppure troppo nascosto, ha marciato forte: 61 gol in 95 partite. E tutto questo nonostante una lunga serie di infortuni, che in definitiva sembrano essere il suo punto debole.

Lo scorso anno è stato fermo un mese in agosto per l’infortunio a una coscia. Dolori al tendine di Achille l’hanno bloccato in settembre. Si è allenato poco in ottobre e novembre per un problema alla caviglia. Se a questo si aggiunge il fatto che nella stagione 2012/2013 è stato a lungo fermo per dei guai legati alla schiena, si capisce come a questo ragazzo starebbe meglio il soprannome di “Bomber di cristallo” piuttosto che quello di “The Lord” che gli hanno regalato i tifosi svizzeri.

Questo il lato negativo. Di positivo ha la capacità di andare con grande facilità in gol. La possibilità di giocare anche esterno d’attacco pur essendo un centravanti naturale. Il grande senso del collettivo, la passione sincera per la squadra in cui gioca. Tecnicamente non è velocissimo, ma si muove con grande rapidità nel breve e ha la rara capacità di creare superiorità numerica azzardando senza problemi l’uno contro uno.

È per tutto questo che Rudi Garcia l’ha voluto, è per questo che la Roma ha pagato l’ acquisto definitivo del 27enne ivoriano (ha compiuto gli anni l’ultimo giorno del dicembre scorso) 15 milioni di euro (due subito e gli altri in tre anni). A lui andranno tre milioni di ingaggio, bonus compresi. Potrebbe giocare largo assieme a Gervinho con Totti (o Ljajic) a fare da trequartista.

Seydou Doumbia, “il signore” del calcio, è l’ultimo arrivato in Italia.

Va seguito con curiosità.

 

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