Bundu: Sarà dura, ma voglio quel mondiale

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UN GIOVANOTTO dai lunghi capelli neri e dalla barba incolta si metterà di traverso tra il nostro pugile più forte e un sogno da realizzare. E ha le carte in regola per farlo, i suoi pugni parlano per lui.

Keith Thurman il 23 novembre compirà 26 anni, il 13 dicembre difenderà il mondiale a interim dei welter Wba contro Leonard Bundu.

Il match si terrà al Mandalay Bay di Las Vegas. Si sta trattando per la diretta televisiva anche in Italia.

Nella stessa notte, che è stata etichettata come “Royal Battle” (battaglia reale), altri due titoli: superwelter Wbo tra Demetrius Andrade e Jermell Charlo, welter silver Wbc tra Amir Khan e Devon Alexander.

Thurman è imbattuto dopo 23 incontri, 21 dei quali vinti per ko. Lo chiamano “One Time”. E se chiedete al suo clan il perché di quel soprannome, vi sentirete rispondere con una risata e poi con poche parole.

Basta che Keith li tocchi una volta e per i suoi avversari la storia è finita, sono già al tappeto.”

Ha vinto i primi otto match per ko al primo round. E poi non è che le cose siano andate in maniera molto diversa. Ha sconfitto rivali del calibro di Carlos Quintana, Jan Zaveck, Julio Diaz.

Insomma, è un tipo tosto.

Il suo manager è Al Haymon, lo stesso che cura gli interessi di Bundu in America. L’organizzazione che lo gestisce è invece la Golden Boy Promotion di Oscar De La Hoya, la televisione che trasmette i suoi match è Showtime.

È un tipo con le spalle coperte.

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Chiamo Bundu al telefono.

Leo, come hai accolto la notizia?

Bene. Sono eccitato.”

Sei arrivato tardi al grande appuntamento. Da dilettante più volte sei stato sul punto di cogliere il risultato importante e poi non ce l’hai fatta. Come mai?

Ero poco serio per uno sport così duro.”

Poi, per fortuna, è arrivato il momento della svolta. Chi devi ringraziare?

Giuliana ha cambiato la mia vita. Grazie a mia moglie ho capito che era arrivato il momento di crescere.

Un giorno mi hai detto: Mi sono posto come limite i 40 anni, vado avanti fino a quel giorno. Poi, basta. Non ce la faccio più.”

E proprio adesso vorresti farmi smettere?” (ride)

Cosa significa per te poter disputare un match per il titolo?

Sono a un passo dal sogno che inseguo da una vita.”

Conosci Thurman?

“So che è uno dei prospect su cui gli americani puntano. L’ho visto in qualche video.”

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Che impressione ne hai ricavato?

Picchia forte e ha una buona tecnica. È bravo anche a boxare d’incontro. Capitano tutti a me.” (ride)

È decisamente meno abbordabile di Ion Don. Sei d’accordo?

Certo. Ma a me piacciono le sfide difficili e sono convinto di potermela giocare.”

Combattere a Las Vegas per un titolo così importante, che effetto ti fa?

È troppo bello, ho già realizzato una parte del mio sogno. Credo di essermelo meritato. Ora devo completare l’opera.”

Un giornalista inglese ha fatto un’intervista a Thurman e ha avuto parole di elogio per te. In Inghilterra ti amano?

Ho lasciato un buon ricordo. Ho visto che anche su Twitter parlano molto di me. Evidentemente le due vittorie contro i loro campioni hanno avuto una grande eco.

Negli Stati Uniti invece sei molto meno conosciuto, vero?

Impareranno a conoscermi. Anche se qualche progresso recentemente l’ho già visto…

In che senso?

(ride) “Sono andato in vacanza laggiù. Ne ho approfittato per gustarmi un po’ di grande boxe. Prima sono andato a Carson per vedere Brook-Porter. Volevo studiare il ragazzo che avrei potuto incontrare. Mi sono presentato ai dirigenti dell’Ibf e ho detto: ‘Sono Leonard Bundu, campione d’Europa e numero 3 della classifica.’ Mi hanno dato un pass per il bordo ring. Poi sono andato a Las Vegas per Mayweather-Maidana e ho ripetuto la procedura. Ero in platea, mi hanno dato un biglietto che costava 1600 dollari! Insomma, non mi conoscono ma rispettano il mio ruolo.

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Per questo match cambierai qualcosa nella preparazione?

Forse sarà un po’ più lunga, più intensa delle altre. E poi dovremo decidere quanto tempo prima andare lì. Nove ore di fuso orario sono tante. Questa estate mi ci sono voluti tre giorni per recuperare.”

C’è qualche novità che stai preparando per questa occasione?

Studierò il mio avversario. È una cosa che generalmente non mi piace fare. Ma per realizzare un sogno devi avere in mano tutte le carte, altrimenti non puoi giocare.”

Se dovessi sintetizzare questa sfida, cosa diresti?

Lui è un vero campione. Di solito i picchiatori si affidano alla potenza e non stanno tanto a guardare il modo con cui inseguono l’obiettivo. Thurman ha qualcosa in più. Ha la capacità tecnica di gestire diverse situazioni. E questo è pericoloso per me. Ma io credo di avere esperienza e mezzi tecnici sufficienti per mettermi davanti al problema e provare a risolverlo. Non dico: vado, vinco e torno. Ma sono sicuro che boxerò al massimo per conquistare quello per cui ho combattuto praticamente tutta la vita.

Leonard Bundu è un vero campione. Imbattuto dopo 33 match con 31 vittorie e due pareggi. Ha scalato faticosamente e con grande determinazione classifica e considerazione generale. Il 21 novembre festeggerà i suoi primi quarant’anni. Il regalo vorrebbe farselo qualche settimana dopo. Non sarà facile prenderlo, Keith Thurman è un ostacolo durissimo. Ma Leo è uno che da professionista non ha mai deluso. Ne sono certo, si batterà sino in fondo per riportare a casa la cintura.

È stanco di sognare, vuole godersi la realtà.

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