I nuovi professionisti del ring. Noiosi e confusi

russo

CHE COSA sia davvero l’APB (Aiba Pro Boxing) l’abbiamo scoperto venerdì a Roma nel torneo riservato ai pesi massimi che ha visto il successo di Russo (foto) al rientro dopo sette mesi.

Only the very best boxers on the planet will compete against each other. The exciting match-ups in each category between eight best boxers in the world” aveva detto, con grande modestia, il presidente Ching-Kuo Wu. “I migliori pugili del pianeta combatteranno l’uno contro l’altro. Eccitanti abbinamenti in ogni categoria tra gli otto migliori pugili del mondo.” Poteva tranquillamente volare più basso.

Tanto per cominciare non sono neppure gli otto migliori dell’Aiba. Lo dicono le classifiche apparse il 15 ottobre 2014. Sono rimasti fuori cinque dei primi 8, sette dei primi 10!

In compenso tra le leggende del professionismo interpellate (le parole sono sempre di Wu) sono arrivati tale Jovonta Charles, trentenne con due match pro’ all’attivo, e Roman Golovashchenko: 13 vittorie su 15 match contro illustri sconosciuti.

Di Chouaib Bouloundinats non c’è traccia tra i primi 38 della classifica Aiba e il suo maggior titolo di merito è una vittoria ai Giochi Asiatici nel 2011.

In platea al Palazzetto di Roma alcune centinaia di invitati. L’ingresso era gratuito, ma non è bastato a convogliare un pubblico decente.

Bisogna però dire che a tenere desta l’attenzione c’è stato il giallo del regolamento. Se qualche volenteroso andasse in giro tra gli appassionati e chiedesse le norme che governano il torneo, sono sicuro che solo l’1% degli intervistati (e sono ottimista) saprebbe rispondere.

Dal momento che in molti mi hanno chiesto delucidazioni in proposito, ci provo. Ma vi avverto di prendere prima una pasticca per il mal di testa.

Dunque. Si è partiti da una base di 120 pugili, il 24 febbraio di quest’anno sette membri Aiba hanno ridotto il numero a 80, inquadrandoli nelle dieci categorie di peso. Il 17 settembre è stato fatto il sorteggio per sei pugili su otto, gli altri sono stati considerati teste di serie e messi in testa (il numero 1) o in coda (il numero 2) al tabellone. Per quanto riguarda i pesi massimi, categoria che prendo come riferimento, ne è uscito questo quadro.

Russo

Pulev (poi sostituito da Golovashchenko)

Egorov

Bouloundinats

Ahmatovic

Charles

Pinchuk

Peralta

I risultati della prima serata sono stati.

Match 1: Russo b Golovashchenko

Match 2: Egorov b Bouloundinats

Match 3: Ahmatovic b Charles

Match 4: Pinchuk b Peralta

Il 21 novembre seconda puntata a Bergamo. Si affronteranno:

Match 5: Russo c Egorov

Match 6: Ahmatovic c Pinchuk

Match 7: Golovashchenko c Bouloundinats

Match 8: Charles c Peralta.

Il 12 dicembre torneranno sul ring a Caserta.

Match 9: vincente Match 5 c vincente Match 7

Match 10: vincente Match 6 c perdente match 5

Match 11: perdente Match 6 c perdente Match 8

Match 12: vincente Match 8 c perdente Match 7

Fin qui tutti i combattimenti saranno sulla distanza delle 6 riprese.

Il 30 gennaio 2015 a Catania si combatterà per il titolo e gli incontri saranno sugli 8 round.

Match 13: vincente Match 9 c vincente Match 10

Match 14: vincente Match 11 c vincente Match 12

Match 15: perdente Match 9 c perdente Match 10

Match 16: perdente Match 11 c perdente Match 12

A questo punto non è chiaro cosa accadrà, ma penso che chi avrà la meglio nel Match 13 dovrebbe essere considerato il primo campione (dopo due match sui 6 e uno sugli 8 round…). Non ne sono certo, perché sul sito Aiba c’è scritto che questo torneo servirà a formulare la classifica da cui si partirà a marzo per cominciare finalmente, con quasi tre anni di ritardo, il nuovo professionismo.

Non è neppure chiaro se i primi due della classifica, cioè gli sfidanti del Match 13, avranno direttamente le carte olimpiche. Sembra sia così, ma sempre l’Aiba precisa nel suo sito che l’Apb assegnerà due posti al campione e allo sfidante che tali saranno a settembre 2015.

Insomma è sempre difficile muoversi nel mondo dei dilettanti.

Hanno fatto slittare l’inizio della “nuova era“, e quando dicono così sono convinti non esagerare, di quasi tre anni. Hanno via via ampliato il limite di incontri che un professionista può avere disputato prima di chiedere accesso all’Apb. Sono passati da 13 a 15, adesso sono arrivati a 20. Ma nonostante tutto questo non c’è stato un solo pro’ importante che gli abbia detto sì. Mentre sono stati tantissimi i medagliati olimpici che sono scappati via.

La nuova era del professionismo è appena cominciata. E già non ne posso più.

 

 

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4 Comments Add yours

  1. fabio bozzani says:

    ….ma sono siamo/te sicuri che questo spettacolo (APB) sia adeguato e degno di potersi forgiare del titolo di PROFESSIONISMO?
    Sabato 25/10 ho presenziato la riunione di Monte Carlo dove sono brillate 8 stelle del pugilato mondiale in un salotto di altissimo livello, non solo organizzativo, alla presenza di un pubblico pagante (nella totalità) da 100 a 750 Euro a poltrona. Quattro titoli mondiali, un match sulle 6 riprese degno dei migliori titoli europei ed un in incontro tra dilettanti che non aveva nulla da invidiare ai match dei giochi olimpici. A fine riunione buffet da grandi occasioni con la raffinata virtù di camerieri in guanti bianchi che distribuivano flute di champagne e tartine di crostacei in guanti bianchi nelle sale del Casino’
    Ricominciamo da capo: APB???

  2. mariagozzi says:

    Bell’articolo e bella risposta di Fabio.

  3. Alberto says:

    Avendo visto gli incontri trasmessi in tv le chiedo: Russo è più bravo o più pagliaccesco? Peralta aveva davvero perso il match? Come vengono scelti i giudici? In generale lo spettacolo mi è sembrato modesto, o forse è lo stato della boxe attuale che è desolante.

    1. Russo è un grande pugile dilettante. Non si vincono due oro mondiali e due argenti olimpici se non si è dotati di grandi qualità. Il suo modo di boxare potrà non piacere, ma i risultati parlano chiaramene a suo favore. Diverso il discorso nel caso passasse professionista. Intendo nel professionismo vero, non in quello finto che prevede l’assegnazione dei titoli dopo tre match sui 6 round e uno su 8, con l’aggravante che si affrontano tra di loro senza mai andare ad incontrare i più forti che sono fuori dal circuito Aiba. I giudici teoricamente vengono sorteggiati attraverso un programma installato nel computer del coordinatore. Lo spettacolo a Roma è stato modesto, noioso, tecnicamente imbarazzante. Ma la boxe professionistia è un’altra, è quella di Mayweather, Ward, Pacquiao, Gonzalaz, Marquez, Klitschko e via dicendo. Tutti campioni con cui, per regolamento Apb, i pugili Aiba non potranno mai misurarsi. Lo stato della boxe attuale dunque non è desolante, a essere desolante è il fatto che nessuno faccia nulla (Cio compreso) per fermare la deriva intrapresa dall’Aiba.

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