I match che mi hanno più emozionato

Ali-Foreman

METTO in fila i 15 match che, per differenti ragioni, mi hanno più emozionato. È poco più che un gioco. È una classifica che può suscitare discussioni, anche se il vero intento è quello di risvegliare ricordi.
È una lista compilata seguendo due criteri:
a. Ci sono dentro solo incontri di cui sono stato testimone. Dal vivo, i più, o in televisione.
b. Il principio di inserimento è in base alle emozioni che quel combattimento ha scatenato in me. Non sono i più bei match della storia, non sono i migliori dal punto di vista tecnico. Sono quelli che mi hanno regalato maggiori emozioni.

1. Ali-Foreman, 30 ottobre 1974 Kinshasa (sopra, Ali a destra). La sfida a cui è più legato il mito di Ali. La violenza di Foreman per 7 round, poi la riscossa di Ali e il capolavoro del ko all’ottava ripresa. Un match vinto con la testa, col fisico, con la personalità.

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2. Hagler-Hearns, 15 aprile 1985 Las Vegas (sopra, Hagler a sinistra). Tre round di una ferocia inaudita. Il Meraviglioso realizza in questo combattimento il capolavoro della carriera. Perfetto, implacabile contro un grande rivale.

3. Hagler-Mugabi, 10 marzo 1986 Las Vegas. Un incontro pazzesco. Mugabi onora il suo soprannome, “la bestia”, per la ferocia con cui lo affronta. Hagler resiste ad ogni colpo, anche a un devastante montante nel sesto round, e vince.

4. Arguello-Escalera, 4 febbraio 1979 Rimini. Combattimento fantastico. Due fenomeni del ring a confronto. Consistenza dei colpi, ma anche tecnica al massimo livello. Successo per ko 13 di Arguello a chiusura di un incontro così bello da commuovere.

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5. Pryor-Arguello, 12 novembre 1982 Miami (sopra, Arguello a destra). Un grande incontro, macchiato dal giallo della “bottiglia nera”, quella che Panama Lewis, il coach di Pryor, chiede ai suoi uomini nel tredicesimo round. “Quella che ho preparato io”. In aggiunta c’è da ricordare che la Commissione di Miami non ha espleta l’antidoping. Il match è classificato 8°, tra i migliori cento di sempre, da “The Ring”.

6. Chavez-Taylor, 17 marzo 1990 Las Vegas. Taylor avanti su due dei tre cartellini all’inizio dell’ultimo round. A 28″ dalla fine Meldrick attacca e colpisce duro Chavez che reagisce e centra il rivale con un montante sinistro che manda Taylor al tappeto. Lo statunitense si rialza al 5, ma non è in grado di continuare. L’arbitro Richard Steele decreta il kot in favore di Julio Caesar. Mancavano 2 secondi alla fine.

7. Mancini-Bramble I, 1 giugno 1984 Buffalo. Raramente ho visto così tanti colpi tirati in un unico match. E quasi tutti sono andati a segno. Due guerrieri senza paura. Verdetto per kot 14 in favore di Bramble.

8. Barrera-Morales I, 22 giugno 2002, Las Vegas. Dodici round ad alta tensione, vittoria meritata di Marco Antonio Barrera, un piccolo gigante.

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9. Kalambay.McCallum I, 5 marzo 1988 Pesaro (sopra, Kalambay a destra). Un match perfetto di Kalambay contro un avversario di altissimo livello. Una conduzione tattica impeccabile. La classe di Sumbu alla fine ha la meglio ai punti. Una lezione di pugilato.

10. Tyson-M. Spinks, 27 giugno 1988 Atlantic City. Una punizione. In novanta secondi Iron Mike risolve il mondiale dei massimi e costringe al knock out il rivale che aveva avuto la colpa di parlare troppo.

11. Leonard-Hearns I, 16 settembre 1981 Las Vegas. Molto bravo Hearns sino al tredicesimo round. Poi esce fuori Leonard con tutto il suo talento. Nel 14° round Sugar Ray travolge il rivale con una valanga di colpi fino a quando l’arbitro Davey Pearl nonferma il match.

Lyle Foreman

12. Foreman-Lyle, 24 geannio 1976 Las Vegas (sopra, Lyle a destra). Foreman barcolla nel primo round su un diretto destro. Lyle, in evidente difficoltà nel secondo, mette kd Big George nel quarto. Foreman si rialza e lo scaraventa giù a sua volta. Lyle recupera è atterra George prima che finisca la ripresa. Foreman in difficoltà in avvio di quinto round, mette Lyle all’angolo e lo travolge con un’interminabile serie. Sono passati 2:28 d ella quinta ripresa. Foreman batte Lyle per ko al termine di un match pazzesco, con un quarto round che sarà uguagliato solo dal sesto di Hagler-Mugabi.

13. Leonard-Benitez, 30 novembre 1979 Las Vegas. Sfida tra due grandi talenti. Benitez, giovanissimo campione del mondo, contro il predestinato. Leonard mette giù il rivale nel terzo round, poi lo travolge nella ripresa successiva. L’arbitro stoppa il match quando mancano sei secondi alla fine,

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14. Hearns-Duran, 15 giugno 1984 Las Vegas (sopra, Hearns a sinistra). Due atterramenti nel primo round, un devastante diretto destro alla mascella nel secondo. Così Thomas Hearns risolve la questione con “mani di pietra”. Uno dei ko più brutali (frutto di un solo colpo) che io abbia mai visto.

15. Sacco-Oliva, 15 marzo 1986. Campione olimpico e miglior pugile dei Giochi di Mosca 1980, campione italiano ed europeo da professionista. Patrizio Oliva va a caccia dell’ultimo scalpo. Sacco ha messo ko Gene Hatcher al termine di una dura sfida. Il napoletano ribalta ogni pronostico e vince il titolo dei superleggeri al termine di un match dall’alto impatto emotivo.

 

 

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