Portiere per caso regala dieci milioni

BULGARIA SOCCER UEFA CHAMPIONS LEAGUE

RAZGRAD, nord est della Bulgaria.

Stadio del Ludogorets pieno, ottomila persone sognano la prima volta in Champions League.

Si giocano i preliminari e la squadra di casa affronta lo Steaua Bucarest.

I rumeni hanno vinto la partita di andata 1-0.

Novantesimo minuto. Il sogno è sempre vivo, ma la realtà dice che i bulgari ancora non hanno segnato. Angolo, tiro al volo di Wanderson, gol. Si va ai supplementari.

Nulla di fatto sino al 119’ quando Fernando Varela ha nei piedi la palla per regalare la qualificazione allo Steaua. Il portiere del Ludogorets, Cladislov Sotyanov, entra a valanga e lo stende fuori dall’area. L’arbitro Alberto Undiano Mallenco decreta punizione ed espulsione. I bulgari hanno già fatto le tre sostituzioni.

bulgaria

Cosmin Moti è un centrale di difesa, è arrivato a Razgrad tre anni fa e ha un ingaggio di 200.000 euro a stagione. Il 3 dicembre festeggerà 29 anni. È nato a Resica, in Romania. Ha giocato per sette anni con la Dynamo, la grande rivale dello Steaua. Per lui è una sorta di derby, se sarà una favola o un dramma lo saprà solo a fine partita.

Nel 2008 sembrava dovesse venire alla Lazio, il presidente Lotito era andato a trattarlo. L’accordo non era stato chiuso e il giovanotto era finito in prestito al Siena. Quattro partite appena, dopo cinque mesi era tornato a casa.

Tosto, reattivo, buon colpitore ha nel suo curriculum anche cinque presenze in nazionale rumena. Ora però è dall’altra parte della sponda, con una squadra bulgara.

Il Ludogorets è una società giovane, nata nel 2001. Ha preso il nome dalla zona in cui gioca: la regione delle foreste selvagge. È stata rivale della Lazio nell’Uefa Cup 2013-2014, l’ha anche eliminata: 1-0 all’Olimpico. 3-3 in casa. Tra le due squadre il rapporto è decisamente buono e il club di Lotito ha fatto un regalo ai bulgari il cui soprannome è “Le Aquile”. Così a Razgrad è arrivata Fortuna: una vera aquila. La gemella di Olimpia, la mascotte dei biancocelesti.

Moti ha preso i guanti e la maglietta numero 91 da Ivan Cvorovic, il portiere di riserva, ed è andato in area di rigore per il momento decisivo della sfida.

Un’intera città, trentatremila abitanti, sulle sue spalle.

moti1

È lui a tirare il primo penalty. Gol.

Koseru pareggia.

Wanderson, l’uomo gol della partita, sbaglia.

Tocca a Pruvlescu. Moti si muove sulla linea, salta, si agita. Il calciatore dello Steaua tira angolato sulla destra. Il “portiere per caso” vola e devia. Primo rigore annullato, Ludogorets di nuovo in gara.

Hamza segna.

Szukola pareggia.

Vanno in gol anche Junior Calcara e Dyakov per i padroni di casa. Popa e Prepulita per i rivali.

Da questo momento il primo vantaggio significa la qualificazione.

Tira Fabio Espinho, gol.

Sul dischetto Râpă. Ottomila spettatori urlano, imprecano, pregano e sognano. Moti comincia un balletto sulla linea di porta. È lo stesso rituale con cui Bruce Grobbelaar innervosiva il rivale in un momento di massima tensione.

La gente urla, l’arbitro fischia, Cosmel Râpă parte e calcia di destro. Muti si accartoccia e blocca il rasoterra (http://youtu.be/GgC8ar9URss).

Il Ludogorets è per la prima volta nella fase a gironi della Champions League, ce l’ha portata Cosmir Moti. Un portiere per caso che con due parate da campione le ha regalato anche il bonus attorno ai 10 milioni di euro che l’Uefa conferisce ai partecipanti alla Coppa.

Una notte da sogno, notte di festa a Razgrad.

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s