Lady Mattek, regina della trasgressione

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Betanie Mattek non è mai stata un fenomeno di tennista, ma si è tolta le sue soddisfazioni. Dodici titoli Wta in doppio, 30 del mondo in singolare, 2 degli Stati Uniti. Sicuramente una delle pretendenti al ruolo di regina nel campo dell’eccentricità. Questa è la sua storia.

 

LADY GAGA. E’ lei la musa della moda che ispira Bethanie Mattek, che non esclude, di scendere in campo con del bacon sulle spalle prima di annunciare il ritiro. C’è stato un tempo in cui il suo consulente era Alex Noble, lo stesso uomo che creava i vestiti della cantante.

Bet non teme le multe, le ha già sperimentate. Gli uomini del regno della tradizione l’hanno minacciata, ricordandole che lì solo il bianco è permesso. Lei ha sorriso. A Parigi nel 2011 non si è negata nulla, compresa una visita al Moulin Rouge. Ha incontrato le ballerine dietro le quinte e si è fatta spiegare l’arte del can can. Si è esibita indossando i vestiti delle protagoniste del celebre locale. Poi, ha ripetuto la danza davanti a un piccolo gruppo di giornalisti in sala stampa.

La spaccata no, le gambe mi servono per giocare a tennis”.

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Quella della 29enne ragazza del Minnesota è una storia di glamour e risultati. Ha “rischiato” di diventare la leader del movimento americano. E qui non c’entrano i vestiti stravaganti o le due lacrime nere che mette su prima di ogni partita sotto il sole e che a Parigi, per la prima volta, aveva anche il suo marchio: “B”.

Avevo provato con gli occhiali scuri, ma queste sono meglio. E fanno anche paura alle avversarie”.

Le stesse striscioline di plastica che adoperano i giocatori di football americano. Le hanno chiesto se le avesse dipinte, ha risposto con un sorriso.

Non ho tempo da perdere.

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Le hanno detto che così non va, lei ha fatto spallucce. Volete che si metta paura una che qualche anno fa è scesa sui campi degli US Open con un cappello da cow boy?

Il football americano ce l’ha nel sangue. Suo marito Justin Sands giocava con i Minnesota Vikins. Lei tifava per i Green Bay Packers e adorava il quarter back Brett Favre.

A Justin l’ho detto solo dopo il matrimonio.

Si sono conosciuti dal dottore dove andavano a curare i loro acciacchi di sportivi professionisti. Lui sapeva quasi tutto di lei. Che era una tennista, che era un po’ “pazza”.

Parigi si è confermata città dell’amore.

E’ qui che il signor Sands le ha regalato un anello di Tiffany. Un paio di settimane dopo, a Wimbledon, le ha poggiato la mano su una spalla e le ha detto quattro parole.

“Ho qualcosa per te”.

Era un diamante. Una domanda di matrimonio a cui poche donne avrebbero saputo resistere.

Lei lo ama al punto da essersi fatta tatuare Justin sull’anulare sinistro, lui ha risposto facendosi disegnare a caratteri cubitali Bethanie sull’avambraccio destro.

E’ così grosso che non potrà toglierlo prima di cinque anni. Fino ad allora il matrimonio è garantito.

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Bet gioca a tennis da professionista. Ha cominciato a cinque anni. Prima si divertiva tirando calci a un pallone. In casa lo sport era un’occupazione importante. Papà Tim aveva giocato a basket in Asia. Mamma Heidi aveva praticato atletica leggera.

Da piccola Bethanie era timida. Molto timida. E’ stato un caso che sia riuscita a sbloccarsi a 17 anni durante un torneo in Australia. Il completo da tennis si era rovinato ed in valigia aveva solo abiti normali. E’ entrata in un negozio ed scoccata la scintilla.

Ho trovato qualcosa da divertente da indossare”.

E’ stato l’inizio di una nuova era. Per lei e per il tennis. Ha giocato con un coordinato pantaloncini-top leopardati, completini di pelle, gonnellino e cappellino scozzese, vestito e bandana argentata (con l’aggiunta di un reggiseno nero con scollatura abissale), short e top bianconero molto sexy.

L’ho vista per la prima volta a Wimbledon.

Era il 2006 e lei doveva giocare sul Centrale contro Venus Williams. Non volevo crederci. Sarei stato ancora più stupito se avessi conosciuto subito tutta la storia. Aveva comprato da Harrods dei calzettoni da calcio che le arrivavano al ginocchio, in un negozio di sport aveva acquistato un paio di pantaloncini da basket e una canottiera con scollatura non tradizionale. Ma era tutto bianco, quindi permesso.

Mi ero lanciata, quel completino è piaciuto così tanto che l’ha voluto anche il Museo londinese.”

Un successo al primo colpo, le proposte di contratti pubblicitari.

Non si disegna i vestiti e non ha mai avuto uno stilista personale.

Entro nei negozi di South Beach, vedo quello che potrebbe andare bene e lo provo. Poi mi metto al centro del negozio, davanti a uno specchio e mi muovo come se fossi su un campo da tennis. Servizio, volée, smash, rovescio, dritto. Così vedo l’effetto che fa.”.

A questo punto le ho chiesto cosa avessero pensato i clienti.

Che sono pazza, cosa altro avrebbero dovuto pensare?”.

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Nel 2009 al Roland Garros le ho chiesto un parere su quel completino di Venus Williams che aveva scatenato mille commenti. La più grande delle sorellone giocava sull’illusione coprendo il sedere con una mutandina color carne. Lei mi aveva risposto sorridendo.

Il rosa ricorda il mio vestito agli US Open di un paio di anni fa.

Poi aveva aggiunto. “La regola dice “si possono indossare solo abiti adatti al tennis.In altre parole, le tue possibilità di esprimerti dipendono dal supervisore, dal torneo in cui ti trovi. Alcuni sono più permissivi, altri meno. Io qualche volta mi sono spinta oltre i confini, che sono così poco chiari. Facciamo del bene al tennis, se ne parla tanto. Perché ostacolarci? Sono stata multata di 10.000 dollari per avere indossato un cappello agli US Open 2005. Ho preso un’altra multa da 2.000 dollari per una maglietta trasparente. Per un periodo di tempo ho dovuto sostenere una sorta di esame prima di poter scendere in campo. Il mio abbigliamento è un modo di esprimermi. Fortunatamente non siamo costrette a indossare un’uniforme.“

Vestiti da Lady Gaga. Tatuaggi da Bethanie. Ne ha uno sull’anulare sinistro, un altro sul braccio destro. Sul polso un’ape (“Quando ero giovanissima, mi chiamavano ‘l’ape killer’”). Poi, un disegno che ricorda la filosofia zen. Ma è una passione in perenne sviluppo.

Devo solo trovare il tempo per starmene tre ore di fila dal tatuatore.”

Le piace ballare. Adora il merengue. Vorrebbe partecipare a una vera gara di danza. In coppia ovviamente col marito. Ma quando prova a cantare, cominciano i guai. E’ stonata. Totalmente. Così quando Justin, che invece se la cava piuttosto bene, parte con le sue canzoni country e lei prova a partecipare, il finale è sempre lo stesso.

Bet, amore, puoi uscire dalla stanza?”.

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E’ stata 30 del mondo, poi si è operata all’anca ed ha affrettato il rientro. Conclusione, è scivolata al 128. Poi è tornata di nuovo su. Ora sta lentamente avviandosi sul viale del tramonto, come sembra stia facendo nella musica la sua musa ispiratrice. E’ 81 del mondo e da qualche tempo non riesce a vincere una partita.

Durante un’intervista a Roma mi ha mostrato il braccialetto in oro bianco e piccoli diamanti che il marito le ha regalato per il primo anniversario di matrimonio.

L’ha disegnato lui.

Si sono sposati entrambi in nero all’Edgewater Beach Resort di Naples, in Florida.. Lei, tanto per non perdere l’abitudine, calzava stivaletti zebrati. Vivono a Phoenix, in Arizona. In tre. Loro due e Ruger, il mastino napoletano a cui sono molto affezionati. Amano la cucina italiana, adorano Roma.

Bethanie Mattek è la variante impazzita dal tennis mondiale. In un universo così monotono, lei rappresenta una nota di fresca allegria.

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