Brasile, un incubo Mondiale

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GLI STADI del mondiale brasiliano avrebbero dovuti essere messi a disposizione della Fifa il 15 di questo mese. La scadenza è stata prolungata di trenta giorni. Ma questo non è stato sufficiente per restituire serenità all’organizzazione.

L’Arena Corinthias che dovrebbe ospitare la partita inaugurale (Brasile-Croazia in calendario il 12 giugno) è ancora un cantiere (in alto, foto Sabatino Durante), i parcheggi sono tutti da realizzare (sotto, foto Sabatino Durante) e al momento appaiono totalmente da pavimentare, la copertura da ultimare, un’intera ala è stata realizzata solo al 20%.

Poi ci sono i problemi legati agli spostamenti: oggi ci vuole un’ora di macchina dall’Avenida San Paolo dove si trovano gli alberghi a maggior tasso di turismo all’Arena Corinthias. Cosa accadrà sotto Mondiali? E’ vero, c’è la metropolitana, ma reggerà l’impatto? Ricordo ancora la fiducia sconfinata nella metro da parte dei gestori dell’Olimpiade del 1996 ad Atlanta. Dopo 48 ore la linea era paralizzata per eccesso di viaggiatori e l’intera strategia degli spostamenti si era trasformata in un autentico incubo.

Peggio ancora se si dovesse decidere di prendere un aereo. E’ di pochi giorni fa l’avventura di un nostro amico che per passare i controlli all’aeroporto di Guarulhas a San Paolo ha impieganto 88 minuti! E il Mondiale è ancora relativamente lontano…

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Per non parlare dei costi e del tempo che ci vuole per andare da una sede di gara a un’altra. Mille euro di biglietto per partire alle 4.20 del mattino da San Paolo e atterrare alle 3.20 del pomeriggio a Manaus. Non male.

I problemi non sono finiti qui. La centrale elettrica e quella dell’acqua sono facilmente esposte a tentativi di sabotaggio (lo rivela un’inchiesta dell’Estado de Sau Paulo, quotidiano di informazione).

L’impianto avrebbe dovuto essere edificato a costi ridotti, si parlava di 280 milioni di reals. A consegna avvenuta la stima al momento è di 1,2 miliardi di reals. E a questo va ad aggiungersi l’aggravante della svalutazione della moneta locale. Lo scorso anno il cambio per un euro era di 2,20 reals, oggi ce ne vogliono 3,25.

Tolte domeniche e vari festivi, che da queste parti sono abitudini certificate, restano poco più di 50 giorni per concludere lavori che normalmente necessiterebbero di almeno sei mesi” ha scritto sul Corriere dell’Umbria l’agente Fifa Sabbatino Durante che da qualche mese risiede a San Paolo e per il quotidiano perugino ha realizzato interessanti reportage.

Sono già state fatte ipotesi fantasiose su uno spostamento della partita inaugurale. C’è chi dice che potrebbe svolgersi allo stadio Murumbi, sempre a San Paolo. Altri vanno addirittura oltre pronosticando un cambio a favore di Argentina o Stati Uniti. Io sono certo che Brasile-Croazia si giocherà all’Arena Corinthias, ma non sono altrettanto certo su quali saranno alla fine le misure che dovranno garantire la sicurezza dell’evento sotto ogni aspetto.

Per il Mondiale non siamo pronti” ha detto Jerome Valcke, il numero due della Fifa. E il popolo brasiliano è insorto. I cortei che hanno occupato le strade della maggiori città sono guidati da uomini che agitano cartelli con scritte anti-Fifa. “Paga tu le mie tariffe” gridano. E sì perché per fronteggiare le spese in continua crescita (siamo già arrivati a un investimento di 13 miliardi di euro, un’enormità!) si dovranno pur trovare i soldi da qualche parte. La Fifa interverrà sul budget iniziale, non certo sulla lievitazione dei costi. La gente è furiosa, ma non se la prende con le autorità locali. Il colpevole è fuori dal Paese ed è stato individuato nell’organizzazione mondiale di calcio.

Lavori in ritardo a parte, l’Arena Corinthias dovrà fronteggiare anche le contestazioni dei Vigili del Fuoco che hanno registrato ventisei irregolarità gravi nell’impianto, tra cui le protezioni antincendio e le uscite di sicurezza non ottimali. Il Ministero dei Lavori Pubblici ha fatto sapere che se non saranno risolti i problemi nelle prossime 48 ore, bloccherà i lavori.

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Uno stadio con mille problemi (sopra, foto Sabatino Durante). Lo stanno tirando su con tribune provvisorie per portare la capienza a 68.000 posti. A Mondiale finito butteranno giù quelle gradinate e ridurranno la capienza a 48.000. Non avevo ancora visto l’inaugurazione di un Mondiale di calcio all’interno di uno stadio con tribune provvisorie…

Bilanci in clamoroso passivo, irregolarità strutturali, ritardi rispetto alla tabella stabilita molto tempo fa, come se non bastasse il Brasile deve fare i conti anche e soprattutto con gli otto morti sui cantieri. Tragedie che pretendono giustizia, morti che hanno aperto ampie polemiche sul modo in cui sono gestiti i lavori.

L’Arena Corinthias non è la sola ad avere problemi. Tre altri stadi (quelli di Porto Alegre, Curitiba e Manaus, dove giocherà l’Italia) secondo l’Agenzia nazionale dell’energia elettrica sono a rischio blackout. Mentre l’Arena Pantanal a Cuiabà al primo test ufficiale, la partita di Coppa del Brasile tra Mixto e Santos, è stata vittima di un autentico disastro. Allagamenti e terreni trasformati in pantani a causa della pioggia.

Tra irregolarità, ritardi e tragedie quello brasiliano sembra proprio un Mondiale che non riesce a trovare pace.

 

 

 

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