Il mondo virtuale dei calciatori

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I GIORNALI sportivi sono entrati a piedi pari sulla notizia.

Ormai sulle pagine online dei quotidiani di settore abbondano donne poco vestite. Tutte le scuse sono buone per mostrare un nudo. Dal pronostico di una partita scritto a “tre centimetri tre“ dalla zona dove nascono i bambini, a quello dipinto sui seni scoperti. Dal risultato scritto sul corpo di una conoscente alla lontana, ma molto alla lontana, di un calciatore (la cugina di una zia di un’amica del fratello di uno che una volta ha visto Balotelli giocare al Meazza), a quello disegnato sul corpo di una figliola che ha frequentazioni pseudo sportive (compreso l’ingresso, per bere un cappuccino, al Bar dello Sport).

Figuratevi se il piatto ricco viene servito gratis.

Mauro Icardi, classe 1993, è stato preso dall’Inter alla vigilia di questo campionato. L’hanno pagato più o meno 12 milioni di euro, più bonus a rendimento (almeno su questo il risparmio è assicurato).

Ha giocato in tutto 237’, segnando due gol.

Poi è finito sui giornali per un’operazione e per un ritorno di malattia. Ha una pubalgia (“di natura infiammatoria che interessa le inserzioni dei muscoli adduttori della coscia per sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti.”) che prevede una precisa terapia.

In fase acuta il soggetto deve assolutamente rimanere a riposo da sforzo atletico e sottoporsi a terapia medica a cui segue quella fisioterapica.

Ma è andato in prima pagina anche per avere intrecciato una focosa relazione con Wanda Nara, moglie del suo amico Maxi Lopez.

Figuratevi allora quali possano essere stati i commenti dei tifosi quando hanno scoperto, tramite un attento studio dell’intenso traffico di messaggi che la coppia si scambia su twitter, che i due avrebbero fatto l’amore “15 volte in 28 ore.

Bisogna dire che a questo punto si sono scatenati anche gli statistici di professione.

Come è stato contaggiato il record che, per mancanza di testimoni, non potrà comunque entrare nel Guiness dei Primati? Le 28 ore devono essere di fila, questo è chiaro altrimenti l’eccezionalità del fatto non esisterebbe. Quindi, se per esempio sono partiti nell’operazione alle 9 del mattino, sono andati avanti fino alle 13 del giorno dopo? Neppure un attimo dedicato al sonno. Perché la media è di quasi una volta e qualcosa (diciamo i preliminari) ogni due ore. Se si fossero fermati per dormire, l’intensità delle prestazioni sarebbe dovuta aumentare. E poi, si sono fermati perché avevano fame o per manifesta incapacità a proseguire? Dicendola in termini pugilistici: è kot o abbandono?

Per non perdere tempo a parlare quando sono assieme, il tempo nel loro caso non è evidentemente denaro ma sesso, i due comunicano ormai solo tramite telefono. Si dice che si chiedano che ora è usando twitter, che si domandino che tempo fa con lo stesso sistema. Guardare l’orologio o affacciarsi alla finestra no, eh?

L’Inter ha detto al giovanotto che sarebbe meglio la finisse di twittare con la signora. Dal momento che è stato più fuori dal campo che in partita, farebbe meglio a concentrarsi su qualcosa di diverso.

Lui ha giurato che avrebbe rispettato il consiglio. E infatti ha smesso. Per un quarto d’ora. Poi, ha ripreso.

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La sua bocca è così sensuale, mi affascina e mi emoziona, non mi stanco mai di baciare…la sua lingua è la mia debolezza.

Tanto per gettare acqua sul fuoco.

Devono avere sempre lo stesso pensiero nella testa i ragazzi. Altrimenti perché parcheggiare la Lamborghini in via Montenapoleone? Inevitabile la multa per divieto di sosta. Ma cosa volete che sia per uno che guadagna come Maurito?

Molti calciatori faticano a restare attaccati alla realtà. Si muovono in una dimensione parallela. Non conoscono la vita di tutti i giorni, pensano che il mondo sia chiuso nei confini delle loro frequentazioni. Pieni di soldi, magari anche belli, senza avere in molti casi una preparazione alle spalle che possa aiutarli a reggere il “peso” di ricchezza e popolarità.

Hanno poca voglia di lottare, perché hanno già tutto.

E così seguono il pifferaio che per primo comincia a suonare. Le creste sui capelli sono un esempio di stravaganza, ma dal momento che hanno tutti lo stesso taglio sono diventate espressione di conformismo. Non se ne accorgono, sembra non riescano proprio a fare un distinguo.

I tatuaggi sono il secondo segnale di appartenenza alla razza pedatoria, il legame con una moda che disegna i confini di un universo di previlegiati. Se il tatuaggio una volta, ma spesso anche oggi, segnava l’appartenenza a una zona maledetta della vita (vedi i membri della yakuza come segnale estremo) o un modo forte per ricordare, per molti calciatori è solo un disegno sulla pelle e niente più. Un marchio che gli permette di essere accettati nel gruppo, un po’ come accade alle matricole dei college che vogliono entrare nelle confraternite delle universita americane.

In molti casi anche le compagne hanno la stessa identità fisica. Sono disegnate dallo stesso pittore che non riasparmia sui colori e sulla quantità. Sono, per alcuni di loro, donne da esibire più che da amare. I sentimenti restano spesso fuori dall’universo pallonaro.

Con i giornalisti il rapporto è contorto. Negano di leggere le pagelle, ma accade che qualcuno ti chiami a un’ora dall’uscita del giornale per chiederti che voto gli hai messo. Evitano anche le interviste, o meglio: accettano solo quelle che non contengano domande imbarazzanti. Le difficoltà devono rimanere lontane dalla loro esistenza. Dicono di non leggere i giornali e poi ti insultano per una riga di critica in un pezzo lungo mezza pagina, aprendo la conversazione sempre allo stesso modo: “Io non ho letto l’articolo, ma un amico mi ha detto che…

Anche con i colleghi non sono poi così generosi. In campo preferiscono la bugia, sia essa l’esaltazione di un fallo subìto che più di una volta non c’è neppure stato o la negazione di un’entrata assassina che è stata vista anche centinaia di chilometri di distanza. Si picchiano e un centesimo di secondo dopo alzano le braccia per negare quello che è realtà per il resto del mondo.

Con i tifosi, nella maggior parte dei casi, hanno un rapporto distaccato. A tenerli lontani dalla gente ci pensano la società, il manager, gli amici che sono riusciti a intrufolarsi per primi in casa loro. Poi quando scoprono, per l’intervento di un magistrato, che quegli amici poi tali non erano, dicono che non li conoscevano, che stringono migliaia di mani, che si fanno fotografare con centinaia di persone.

Sembra quasi che la vita reale gli faccia paura, che la ignorino per non esserne contaminati. Ci sono calciatori che vivono per anni in una città non avendola mai vista. Altri che vorrebbero vederla, ma non possono.

Qualche anno fa mi ha fatto uno strano effetto sentire in televisione Francesco Totti: “Il mio sogno? Prendere un caffè a Piazza di Spagna.” Non può farlo, verrebbe travolto da migliaia di romani che lo amano alla follia. E troppo amore a volte può farti male, fino a negarti la libertà.

Mauro Icardi e Wanda Nara vivono come se fossero all’interno di una striscia di fumetti e non in una Milano che lavora, ama, soffre e si difende.

E adesso è in arrivo Zaira, 25 anni e fisico da sballo. E’ la sorellina minore di Wanda. Aiuto…

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