Jack distrugge Cleverly, Davis mette ko Fonseca con un colpo irregolare

Badou Jack (21-1-3, 13 ko) ha offerto una prova fantastica. Vera boxe.

Ha distrutto Nathan Cleverly (30-4, 16 k0), lo ha dominato per cinque round, gli ha rotto il naso nel terzo, inflitto una severa punizione nel quarto e chiuso il conto nel quinto.

Una lunga, pesante serie di colpi con il gallese alle corde, capace solo di tentare una reazione disperata, ha convinto l’arbitro a fermare il match decretando il kot.

Dopo quello dei supermedi, Badou Jack conquista anche il titolo dei mediomassimi. E lo fa con una prova estramente convincente.

“Volevo tenerlo a distanza mentre cercavo di trovare il tempo giusto per piazzare il mio jab. Il piano era quello di cercare di mandarlo giù, di finirlo quando mi sarei sentito sicuro di farlo. Sono un po’ emozionato come a volte mi capita, ma dovete capirmi: ho appena finito un match di pugilato. Il mio IQ (quoziente di intelligenza, ndr) pugilistico ha fatto la differenza in questo match. Tutti i dubbi che ho sentito lungo il cammino verso il mondiale mi hanno motivato. Il mio allenatore e tutta la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per aiutarmi a raggiungere l’obiettivo. È un sogno che diventa realtà”.

E adesso?

Pongono la domanda a Badou Jack conoscendo in anticipo la risposta.

“Adesso voglio Adonis Stevenson. Ma lui sembra più interessato a completare la trilogia con Fonfara. Allora io gli dico: affronta un avversario vero, solo così capirai se sei sul serio un campione. Io sono pronto”.

Distrutto, nel fisico e nel morale, Nathan Cleverly.

“Mi ha rotto il naso nel terzo round, da quel momento in poi è stata solo una lunga sofferenza. Credo comunque che l’arbitro abbia fermato l’incontro troppo presto. Peccato, è andata male”.

Io penso invece che Tony Weeks sia addirittura intervenuto troppo tardi. Cleverly non era più in grado di difendersi e stava subendo troppi colpi.

Gervonta Davis (19-0, 18 ko) è un ottimo pugile. Ha tutti i numeri per diventare un protagonista a livello assoluto, ma deve eliminare alcuni difetti che potrebbero frenarne la carriera.

Deve essere più disciplinato fuori dal ring.

Ha dovuto tentare tre volte prima di ottenere il limite della categoria contro Liam Walsh nell’ultima difesa.

È salito due volte sulla bilancia senza riuscire a scendere sotto le 132 libbre venerdì a Las Vegas. E così l’IBF gli ha tolto il titolo dei superpiuma.

Punto due. Sul ring deve limitare le sue attitudini da commediante, almeno fino a quando non sarà certo di potersele permettere. Nella sfida contro Francisco Fonseca (il titolo era vacante, solo l’uomo del Costarica poteva prenderlo in caso di vittoria) ha voluto imitare il Roy Jones dei tempi d’oro. Si è messo le mani dietro la schiena e ha fatto partire un lungo montante sinistro. Ci ha provato due, tre volte nel quarto round. In un’occasione è andato a segno. Ma quando nella settima ripresa ha assunto un atteggiamento strafottente, parente stretto di quella sceneggiata, Fonseca (19-1-1, 13 ko) gli ha piazzato un solido gancio destro sulla mascella e per poco non lo ha spedito al tappeto. Le corde lo hanno salvato.

Dopo trentanove secondi dell’ottavo round è arrivata la conclusione. Ma il colpo che ha decreato il ko è stato chiaramente irregolare, un sinistro totalmente dietro la nuca. L’arbitro Russell Mora ha fatto finta di niente e ha contato l’uomo di Costarica out.

Ora Gervonta Davis dovrà rimettersi in corsa per il titolo. Molto probabilmente passerà tra i leggeri, sembra che ieri sia salito sul ring a 160 libbre dopo la ridratazione. Ma certamente dovrà trovare qualcuno che gli spieghi quanto sia duro salire e quanto sia facile precipitare.

A Las Vegas (T-Mobile Arena) – Superpiuma (12×3) Gervonta Davis (19-0) b Francisco Fonseca (19-1-1) ko 8; mediomassimi (titolo Wba, 12×3): Badou Jack (22-1-2) b Nathan Cleverly (30-4-0) kot 5; massimi leggeri (titolo NABF, 12×3) Andrew Tabiti (15-0) b Steve Cunningham (29-9-1) p. 10; superwelter: Floyd Mayweather jr (50-0) b Conor Mcgregor (0-1-0) kot 10; superleggeri: Juan Heraldez (13-0) b Jose Miguel Borrego (13-1-0) p. 10; supermedi: Mark Anthony Hernandez (10-1-0) b Kevin Newman II (7–11) p 6; supermedi (boxe femminile): Savannah Marshall (1-0) b Sydney Leblanc (4-4-1) p. 4; welter: Yordenis Ugas (20-3-0) b Thomas Delorme (24-3-0) p. 10.

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La magica storia dei gemelli Jermall e Jermell Charlo

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La mamma era certa di portare in grembo una bella bambina.

La sorpresa è arrivata nella tarda serata del 19 maggio 1990, quando la signora è stata informata dall’ostetrica che aveva appena partorito due gemelli monozigoti, ossia nati dallo stesso ovulo. Praticamente identici.

«Signora, sono bellissimi. Hanno solo due giorni, ma il loro sguardo è già vivace, attento»

«Grazie».

«Ha deciso come chiamarli?»

«Assieme a mio marito abbiamo pensato Jermall e Jermell».

«Li chiamerete con lo stesso nome? Non si può».

«Non daremo loro lo stesso nome. Uno si chiamerà Jermall, con la “a”. L’altro Jermell, con la “e”. Carino, no?»

«Così, tanto per aumentare la confusione…»

Jermall è il più anziano dei due. È infatti nato un minuto dopo…

“Straordinari questi gemelli! Come si somigliano! Soprattutto questo!”

(Julian Tuwim)

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I ragazzi sono cresciuti all’insegna di un obiettivo preciso.

Non dare alcuna possibilità di far capire agli altri chi fosse l’uno e chi fosse l’altro.

Stessa altezza, stesso taglio di capelli, stessi vestiti, stesse scuole. E quando parenti e amici chiedevano sgomenti:

«Ma chi siete?»

Rispondevano: «Siamo un doppio problema».

Poi sono diventati grandi e c’è stata una piccola svolta.

Hanno scoperto i tatuaggi.

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Quello con la “e” si è fatto scrivere sul braccio destro “One of a Kind”, unico nel suo genere. L’altro ha preferito usare il braccio destro per “Issued”, rilasciato. Avevano offerto al mondo un’indicazione per distinguerli.

Con il passare del tempo i Jermella, li chiamo così per gioco, hanno sottolineato qualche altra differenza. Uno è solitario, l’altro ama muoversi con tanti amici attorno. Uno cerca attenzione, l’altro vuole stare lontano dai riflettori.

Eh sì, perché Jermall e Jermell Charlo sono personaggi pubblici.

Avevano otto anni quando hanno seguito papà Kevin in palestra. Il genitore era stato in gioventù un buon peso piuma dilettante, l’amore per il pugilato che gli è rimasto dentro è riuscito a trasmetterlo ai figli. Da ragazzi, per evitare di trasformarsi in avversari hanno deciso che uno dei due avrebbe bevuto tanta acqua da salire di categoria il giorno del peso. Hanno chiuso con buoni record e tante soddisfazioni. Jermall ha anche inseguito un posto nella squadra olimpica per Pechino 2008, ma è stato fermato da un infortunio al piede.

Vanno forte anche tra i professionisti.

Due gemelli campioni del mondo nella stessa categoria e nello stesso arco temporale. Mai accaduto prima nel mondo della boxe.

Gli unici che, a mia memoria, si siano avvicinati all’impresa sono stati i thailandesi Khaosai e Khaokar Galaxy. Il primo è stato titolare della corona dei supermosca Wba, che ha poi difeso diciannove volte. Per un breve periodo del suo regno il gemello è stato detentore del titolo Wba dei gallo.

Altri due gemelli girano da tempo nel mondo del pugilato a caccia di popolarità. Sono gli Arroyo, ragazzi portoricani a cui i genitori hanno regalato nomi che sembrano cognomi: McJoe e McWilliams. Forse avevano antenati scozzesi.

L’orgoglio della casa è stato per lungo tempo McWilliams.

Oro mondiale a Milano 2009 tra i dilettanti. Sfidante al titolo Ibf dei mosca da professionista. Occasione fallita di un soffio. È stato battuto per split decision da Amnat Ruenroeng il 10 settembre del 2014. Una differenza minima, un verdetto controverso. Gli è andata peggio contro Roman Gonzalez il 23 aprile scorso quando è stato dominato ai punti per il titolo Wbc.

È andata decisamente meglio a McJoe: campione del mondo dei supermosca Ibf il 18 luglio 2015 quando ha superato per decisione tecnica al decimo round Arthur Villanueva, ferito sopra all’occhio destro. Al momento della sospensione Arroyo era in netto vantaggio ai punti.

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I Charlo sono andati al di là di ogni immaginazione e hanno centrato la grande impresa.

Jermell è diventato campione del mondo la notte del 21 maggio, quando ha battuto per kot 3 John Jackson per la corona vacante Wbc dei superwelter. In quella stessa riunione Jermail ha difeso per la seconda volta il titolo Ibf nella stessa categoria superando ai punti Austin Trout. Aveva conquistato la corona il 12 settembre dello scorso anno battendo Cornelius Brundage per kot3, prima difesa contro Wilky Conpfort (kot4) il 28 novembre.

I gemelli sono una rarità, ma quando ci sono si muovono da protagonisti nell’universo tumultuoso della boxe.

I Jermella hanno appena realizzato un record difficile da uguagliare.

Houston è orgogliosa di loro.

 

Mayweather jr vuole un’auto da 4,8 milioni!

koverML’ultimo sfizio di Floyd Mayweather jr si chiama Koenigsegg CCXR Trevita, l’ultima parola vuol dire “Tre bianco” in svedese, dove la macchina è prodotta.

È una macchina, ne esistono solo tre esemplari nel mondo con la carrozzeria in fibra di carbonio bianco.

Va da 0 a 100 kmh in 2,9 secondi. Ha una velocità massima di 410 kmh, 4800 di cilindrata e una potenza di 1018 cv. Con un litro di benzina può fare anche cinque chilometri.

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Money la vuole. Sta ancora cercando di vendere la sua Ferrari Enzo a 3,8 milioni di dollari, ma sembra abbia già fatto ordinare dal suo salone auto di fiducia (Fusion Luxury Motors di Obi Obeke a Los Angeles) questo gioiellino.

Il costo? 4,8 milioni di dollari, più o meno 3,4 milioni di euro (è l’auto più cara del mondo). Cosa volete che sia per uno che ne ha guadagnati quasi trecento solo con l’ultimo match?

Due domandine.

1. Dove potrà spingere al massimo l’auto il giovanotto se negli Stati Uniti il limite di velocità è 40/55 kmh in città, 90/100 kmh in autostrada?

2. Quando costeranno i pezzi di ricambio?

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Tasha Robinson, la 42enne ex assistente di Floyd Mayweather jr, ha scritto un libro sul campione. Alcuni dettagli erano già noti, altri no. Mrs Robinson è stata assistente di Mayweather per 12 anni. Il libro, che si intitola “Right hand to THE CHAMP”, è già in vendita e racconta che…

…Maywether
passa due ore a prepararsi ogni giorno prima di uscire da casa.
non ama le carte di credito, preferendo pagare tutto in contanti: ritira 100.000 dollari e li mette in quella che lui chiama “il borsone incinta”.
Una volta ha acquistato sei auto in una sola giornata, pagandole tutte in contanti.
Ha spogliarelliste già pagate in tutti gli Stati Uniti, per i viaggi in aereo quando torna a casa in Michigan. Ma non gli piace la lap dance.
Una volta ha fatto la doccia a una stanza piena di spogliarelliste con biglietti da 100 dollari, poi ne ha tirati altri in piscina giusto per vedere come si tuffavano.
Ha girato un video con dieci spogliarelliste del Sam’s Hofbran Adult Cabaret di Los Angeles. Lui e le dieci ragazze, pagate tremila dollari ciascuna per un’ora di spettacolo privato, in una suite di un albergo superlusso.

Non ama indossare un abito due volte, getta via tutto il suo guardaroba ogni sei mesi e spende più di 35.000 dollari ogni volta che va a comprare dei vestiti.
Ha regalato migliaia di dollari a sconosciuti con cui aveva parlato per caso, solo perché era di buon umore.
Manda denaro agli amici in carcere a Grand Rapids, Michigan.
Non viaggia con meno di tre donne, pagate per stargli vicino.
scommette quasi ogni giorno grandi somme di denaro.
Non ha salari fissi per il suo staff, li paga quando ne ha voglia e, talvolta, con Rolex e Mercedes al posto dei soldi.
Ama il suo corpo privo di peli, per questo si depila tutto ogni giorno. Fa pedicure e manicure ogni due settimane. Ha una visita dal dermatologo ogni 6 settimane per depilarsi la faccia.
Ha uno staff dedicato solo alla pulizia della sua auto e non guida la macchina se non è completamente sterilizzata.
Ha la grande villa pulita da capo a piedi ogni giorno. È anche un germofobico, per questo supervisiona la pulizia.
Non beve e non si droga. Alle feste preferisce soda e succo di mirtillo.
Voleva essere un magnate della musica come 50 Cent o Jay Z.
ha subito una truffa da 15 milioni di dollari da parte di un criminale di nome 3 Comma Joe e non ha mai recuperato il denaro.
Era sull’orlo del fallimento e il Fisco americano lo stava inseguendo nel 2008, per questo motivo ha posto fine al suo ritiro.
Ha già preso accordi per la sua morte, contemplando anche il suicidio.

Questo è invece un articolo che ho scritto qualche tempo fa.

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Floyd Mayweather jr, cinque volte campione del mondo, non a caso si è regalato il soprannome di Money.C’è un’ampia letteratura sul rapporto tra il pugile del Michigan e il denaro.

Vive in una casa di duemila metri quadri, con cinque stanze da letto e sette bagni, all’interno del Southern Higlands Golf Club di Las Vegas. Nel garage ha otto auto di lusso, tra cui una Bentley da 300.000 $. Tutte bianche. Ne ha altre sei parcheggiate davanti alla villa di a Miami. Tutte nere. E quattro davanti a quella di Los Angeles. Tutte blù. Ogni città, un colore…

La mattina del 20 giugno 2013, gli è venuta una gran voglia di andare a vedere Gara 7 della finale NBA tra Spurs e Heat. Voleva quattro posti a bordo campo. Ha dato incarico di trovarli all’agenzia White Glove Enterpauratainment. Detto, fatto. Gli è bastato pagarli 20.000 dollari. Non male per una sola partita di basket.

Floyd si sposta con un jet privato: un Gulfstream. Ma fa viaggiare le guardie del corpo su un altro jet di sua proprietà: ha paura che con il loro peso quei signori destabilizzino il suo aereo.

Restiamo in tema. Su un jet si è fatto riprendere nel primo semestre del 2013 mentre contava un milione di dollari, in sottofondo 50 Cent cantava Double Up: un rap pieno di volgarità.

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Indossa la biancheria intima una sola volta, poi la butta. Si può fare, basta mettere in contro spese 6.000$ l’anno. E la stranezza non si ferma qui. Quando è in giro usa lo stesso sistema con le scarpe. Le mette un giorno, poi le lascia al personale dell’albergo che lo ospita.

È ossessionato dai contanti. Porta con sé almeno 60.000$, a volte arriva a girare con una borsa da golf che contiene fino a un milione.

È un maniaco dei gioielli. Nel 2008 una coppia di ladri entrata nella sua ville ne rubò per sette milioni. Lo scorso mese ha speso 250.000$ per un regalo di compleanno, orecchini e collanina, da fare alla figlia di 13 anni. Prima di scegliere è rimasto nella lussuosa gioielleria per un’ora. A quel punto gli è venuta fame ed ha preteso che gli portassero dita di pollo fritte e patatine. Pensate che il proprietario abbia opposto uno sdegnato rifiuto?

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Sempre lo scorso anno per riconciliarsi con la fidanzata Shantal Jackson (foto sopra), che ha da poco lasciato, le ha regalato un anello con un mega diamante da 10 milioni.

Esibire la ricchezza è una sorta di patologia. A Tim Keown di ESPN che gli chiedeva di quantificarla, ha mostrato il saldo del conto in banca: 123 milioni. “Ma è solo uno dei miei conti” ha precisato.

Floyd Mayweather ama gli eccessi, gode a mostrare la sua ricchezza.

L’ultimo colpo l’ha messo a segno regalando una Bentley d’oro da cart a Koraun per il suo quattordicesimo compleanno. Il ragazzo lo ha ricambiato qualche ora dopo dichiarando a Usa Today: “Mio padre è un codardo.”

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In carriera ha guadagnato più di 700 milioni, 300 solo quest’anno. Non deve certo preoccuparsi dei soldi, cosa volete che siano 4,8 milioni per una macchina…

Fonti: ESPN, Business Inside, Bleacher Report, 8NewsNow, Daily Mail, TMZ.