Fury vs Wilder il 9 ottobre, in Tv su Sky in pay per view

Il match era in programma il 24 luglio, la positività al Covid-19 di Tyson Fury (e di buona parte del suo clan) a due settimane dalla sfida, ha costretto gli organizzatori al rinvio. Il mondiale massimI WBC si disputerà il 9 ottobre a Las Vegas. E sarà trasmesso in Italia, come era stato già annunciato per il combattimento poi saltato, in pay per view (9,99 per la connesione, Iva compresa, codice di acquisto 881881) da Sky.
Tyson Fury (30-0-1, 21 ko) difenderà il titolo contro Deontay Wilder (41-1-1, 41 ko) nel terzo match tra di loro. La riunione, che andrà in diretta su Sky Primafila (canale 256 di Sky Sport) alle 3 del mattino del 10 ottobre in Italia, avrà come telecronista Mario Giambuzzi, al commento tecnico Francesco Damiani. La replica dal 10 al 13 ottobre alle 12:00, 16:00, 20:00 (canale Sky Sport 259). On demand dal 10 al 17 ottobre,
In diretta Tv anche altri incontri del programma. 
Supemedi (10 round): Edgar Berlanga (17-0) vs Marcelo Esteban Caceres (30-2-1) per il titolo vacante NABO della WBO.
Massimi (12 round): Adam Kownacki (20-1-0, 15 ko, Polonia) vs Robert Helenius (30-3-0, 19 ko, Finlandia) per il titolo Wbo della NABO.
Massimi (10 riprese): Frank Sanchez (18-0, 13 ko, Cuba) vs Efe Ajaba (15-0, 12 ko, Nigeria).
Piuma (10 riprese) Robeisy Ramirez (7-1-0) vs Orlando Gonzalez Ruiz (17-0).
Organizzano Bob Arum, Frank Warren, Al Haymon.

Che senso ha dire: Abraham ha cancellato il ricordo di Džeko?

Lo so. Mi sto imbarcando in un discorso impopolare. Tammy Abraham vive un momento di grande popolarità, ha giocato una splendida partita di esordio contro la Fiorentina. Il discorso che vado a fare si potrebbe prestare a facili incomprensioni. Ma credo che un giornalista debba raccontare quello che vede, esprimere liberamente il suo pensiero. A prescindere dai like o dai consensi che prenderà.
E allora, ecco cosa penso.
Abraham gioca 68 minuti contro la Fiorentina e il Corriere dello Sport Stadio titola

CON LE PRIME PRODEZZE ABRAHAM CANCELLA IL RICORDO DI DZEKO
(a tutta pagina, in prima)

I TIFOSI HANNO GIA’ DIMENTICATO DZEKO
(all’interno).

Dopo una spinta continua alla cessione del bosniaco negli ultimi tre anni, il quotidiano evidentemente non è ancora soddisfatto del trattamento riservato all’attaccante. Va oltre, supera i limiti del possibile.
In questo articolo che state leggendo il soggetto del discorso non è certo Abraham, e neppure Džeko. È il modo di fare giornalismo oggi.
Anche se Abraham diventasse il più forte giocatore del mondo, quanto fatto oggi dal quotidiano sportivo romano non va bene.
La fretta di proporre sentenze definitive, porta a dare giudizi trancianti a ogni partita. 
La smania di stupire porta ad allargare il contesto del discorso dal particolare all’universale.
I numeri dicono che Džeko è un grande attaccante, uno che nella Roma ha realizzato quello che (in molti casi) nessuno o pochi hanno fatto in questa società.
È il terzo marcatore nella storia della Roma, dopo Totti e Pruzzo.
È il giocatore straniero che ha segnato più gol in questa squadra.
È il calciatore romanista che ha realizzato più gol nella Coppa Uefa.
È l’autore della prima tripletta di un romanista in Coppa Campioni.
E questi sono fatti. Ma con Džeko il Corriere dello Sport e gran parte della tifoseria sembra abbiano un conto aperto. Io dico solo che confrontare una carriera fatta di risultati da record con 68 minuti di partita, non è un modo di fare giornalismo che mi piace.
E, lo ripeto, Abraham è forte, può diventare fortissimo, essere il futuro faro della Roma, una stella di livello internazionale. Ma non è di questo che sto parlando nell’articolo, in ogni statistica che si rispetti vanno messi a confronto elementi omogenei. In questo caso non è stato fatto.
Chiusura per chi ancora non avesser colto il senso del discorso.
Non ho scritto che Džeko è più forte di Abraham.
Non ho scritto che è esagerato lodare (nel contesto della partita) il calciatore inglese.
Ho solo detto che cancellare (a parole) il ricordo di Džeko è sbagliato, giornalisticamente parlando.

Canelo vs Plant, mondiale supermedi unificato. È fatta!

Il 6 novembre all’MGM Grand di Las Vegas (Nevada, Stati Uniti), andrà in scena il mondiale unificato dei pesi supermedi tra il messicano Saul Canelo Alvarez (56-1-2, 38 ko, campione WBC, WBA, WBO) e lo statunitense Caleb Plant (21-0, 12 ko, campione IBF).
Lo scrive Joseph Santoliquito su ringtv.com.
L’accordo sarebbe stato raggiunto tra Eddy Renoso, manager oltre che allenatore di Alvarez, e Al Haymon boss della Premier Boxing Champions (PBC).
Per i pugili si prospettano borse record.

Errori tecnici, razzismo. Wba sospende la giudice Martinez

Un sussulto di orgoglio, in fondo anche la WBA ha un’anima.
Gilberto Mendoza, presidente della World Boxing Association, ha sospeso per sei mesi la giudice Gloria Martinez Rizzo e presto la incontrerà a Miami per chiarire l’intera vicenda. Mendoza non esclude l’espulsione dalla WBA della signora Martinez.
Lo scrive Mike Coppinger sul sito della ESPN.
In occasione del match, valido per il titolo WBA ad interim dei pesi welter, tra Mykal Fox e Gabriel Maestre, la signora ha stilato un cartellino di 117-110 per quest’ultimo. Anche gli altri due giudici si sono schierati su questa linea: 115-112 per John Monaco, 114-113 per David M. Singh. Il resto del mondo ha visto vincente Fox. Hanno sbagliato anche Monaco e Singh, ma non in modo così eclatante come la signora.
In aggiunta al clamoroso errore tecnico, c’è stata la scoperta di alcuni post con insulti razzisti su Twitter. Offese rivolte dalla signora, tra gli altri, anche a Michelle Obama e LeBron James. Proprio su quello stesso account Twitter in cui il profilo ufficiale della WBA nel 2019 aveva postato la nomina a giudice donna dell’anno della signora.
Il presidente Mendoza ha dichiarato che imporrà a breve un nuovo match tra Fox e Maestre.

Il sogno dura un round, poi Jalolov domina Torrez jr…

I sogni se non si realizzano, lasciano una grande amarezza.


Per inseguire un sogno Richad Torrez jr ha messo sul ring quello che la vita gli ha dato. Coraggio, fisicità, carattere. E un buon gancio sinistro. Per un intero round, il primo, ha pensato potesse bastare, che potesse essere proprio lui a spezzare un incantesimo che dura da quattro Olimpiadi compresa quella che si è appena conclusa. Gli States, il Paese che ha vinto più di tutti ai Giochi, non riescono più a strappare un oro dalla cassaforte del pugilato.
Torrez jr ci ha provato. È partito all’assalto appena è suonata la campanella.
Davanti a lui c’era un gigante. Bahodir Jalolov è un omone di 202 centimetri, quindici in più di Richard, ma è anche uno che muove bene le mani. Il suo è un sinistro che cala come una mannaia, due anni fa se ne era accorto in maniera drammatica proprio lo statunitense. Quello subito ai Mondiali del 2019 era stato un ko devastante.
Il coach Billy Walsh ha lavorato per ricostruire la solidità psicologica del ragazzo. E c’è riuscito. Torrez non ha mai avuto il minimo dubbio, sapeva che c’era una sola strada per andarsi a prendere il jackpot. Ha puntato tutto sull’aggressività, sulla pressione continua e sul gancio sinistro. Ed è stato proprio quel pugno a regalargli un sogno lungo tre minuti. L’ha piazzato sulla mascella dell’uzbeko e il gigante ha vacillato, ha pedalato all’indietro, ha legato in clinch.
Poi però c’è stato il risveglio, una seconda ripresa da incubo. Un richiamo ufficiale per combattimento a testa bassa (difficile guardare negli occhi uno a cui arrivi a malapena al mento…), un conteggio e soprattutto almeno tre sinistri che hanno tirato fuori i brutti ricordi, una ferita sula parte alta della palpebra sinistra.
È praticamente finita lì una bella sfida per l’oro dei supermassimi. Il terzo round è stato solo un percorso di illusioni per l’americano, meno brillante fisicamente di quanto non lo fosse stato nei primi due, un avvicinamento sereno e senza rischi verso la gloria per l’uzbeko.
Bakhodir Jalolov è un degno campione olimpico. Ha fisico, colpi e la capacità di gestire tatticamente il match. È mobile sulle gambe e il suo sinistro fa dannatamente male. Un oro da applausi.
Bravo anche Richard Torrez jr, coraggioso soprattutto. Ha cancellato l’incubo e si è ripreso quello che voleva. La fiducia in sé stesso. È andato via triste e malinconico, credeva davvero di poter realizzare il suo sogno. Non deve rimproverarsi nulla, l’altro è stato solo più bravo di lui.

SEMIFINALI E FINALI MASCHILI

1 AGOSTO
Welter (69 kg) McCormack (Gbr) b Walsh (Irl) wo
Welter (69 kg) Iglesias (Cub) b Zamkovoi (Roc) 5-0
Mediomassimi (81 kg) Lopez (Cub) b Dominguez (Aze) 5-0
Mediomassimi (81 kg) Whittaker (Gbr) b Khataev (ROC) 4-1

3 AGOSTO
Piuma (57 kg) Ragan (Usa) b Takyi (Gha) 4-1
Piuma (57 kg) Batyrgaziev (ROC) b Alvarez (Cub) 3-2
Massimi (91 kg) Gadzhimagomedov (ROC) b Kheif (Alg) 4-1
Massimi (91 kg) la Cruz (Cub) b Teixera (Bra) 4-1
FINALE
Welter (69 kg) Iglesias (Cub)b. McCormack (Gbr) 5-0

4 AGOSTO

Supermassimi (+91 kg) Jalolov (Uzb) b Clarke (Gbr) kot 1
Supermassimi (+91 kg) Torrez (Usa) b Kunkabayev (Kaz) kot 3
FINALE
Mediomassimi (81 kg) Lopez (Cub) b Whittaker (Gbr) 4-1

5 AGOSTO

Mosca (52 kg) Paalam (Fil) b Tanaka (Gia) 5-0
Mosca (52 kg) Yafai (Gbr) b Bibossinov (Kaz) 3-2
Medi (75 kg) Khzhniak (Ucraina) b Marcial (Fil) 3-2
Medi (75 kg) Sousa (Bra) b Bakshi (ROC) 4-1
FINALE
Piuma (57 kg) Batyrgaziev (ROC)
 b Ragan (Usa) 3-2

6 AGOSTO
Leggeri (63 kg) Davis (Usa) b Bachkov (Arm) 5-0
Leggeri (63 kg) Cruz (Cub) b Garside (Aus) 5-0
FINALE
Massimi (91 kg) la Cruz (Cub) b Gadzhimagomedov (ROC) 5-0

7 AGOSTO
FINALI
Mosca (52 kg) Yafai /Gbr)
 b Paalam (Fil) 4-1
Medi (75 kg)
 Sousa (Bra) b Khzhniak (Ucraina) ko 3

Niente spettatori, emergenza prolungata. Ma si va avanti…

Il presidente del CIO, Thomas Bach, continua a resistere. Assediato da eventi negativi, difende il fortino e giura che non si arrenderà mai. La macchina olimpica continua a perdere pezzi, ma la parola annullamento non viene neppure presa in considerazione. Troppi soldi in ballo, troppi interessi. Lo sport mondiale subirebbe un contraccolpo da cui sarebbe difficile riprendersi.
E allora CIO e Comitato Organizzatore cercano di assorbire i colpi, sono ottimi incassatori ma il coefficiente di rischio cresce ogni giorno di più.
Riuniti i vertiti (Bach, il presidente del Comitato Olimpico Hashamito, il governatore Koike, il ministro dello sprt Marukawo) hanno deciso che i Giochi di Tokyo 2020 si svolgeranno a porte chiuse.
Ma non è tutto.
il primo ministro Yoshihide Suga ha prolungato lo stato di emergenza per Tokyo e (quasi sicuramente) per tutte le prefetture coinvolte nell’Olimpiade. Scatterà lunedì 12 luglio e si protrarrà almeno fino al 22 agosto.
Sono di diciannove giorni che i contagi stanno descrivendo un trend in aumento.
Non è alto il numero dei positivi, appena sotto i mille, ma la crescita del 26.9% rispetto alla scorsa settimana crea preoccupazioni.
L’operazione di vaccinazione di massa non ha dato i risultati sperati. Al momento solo il 15.2% dei giapponesi ha completato la vaccinazione, mentre solo il 26.5% si è fatta iniettare la prima dose.
La popolazione di Tokyo è di 14 milioni di abitanti, con una densità di 6.168 per kmq (indico Roma come termine di paragone, la densità della capitale italiana è di 808). Undicimila persone al Villaggio, più sessantamila operatori concentrati in spazi ristretti sono un evidente pericolo di per la diffusione del Covid-19.
Tutti i componenti della famiglia olimpica hanno subito notevoli restrizioni, sia per quantità che per possibilità di movimenti. In alcuni casi, parlo ad esempio dei giornalisti, la possibilità di lavorare sull’Olimpiade è diventata quasi impossibile.
Il via è previsto per il 23 di questo mese, mancano poco più di due settimane. E la barca è ancora in alto mare. Ma nessuno ha intenzione di farla tornare in porto.

Adesso è ufficiale. I Giochi di Tokyo senza pugili italiani…

Adesso è ufficiale.
Questa mattina la Boxing Task Force del CIO ha pubblicato la lista dei pugili che parteciperanno ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
Per l’Europa, nella categoria pesi medi (75 kg) ai sei che hanno conquistato il pass nelle qualificazioni di Parigi (4-8 giugno) si è aggiunto il primo della classifica continententale.


Sarà dunque lo svedese Adam Chartoi (foto in alto dal suo profilo Instagram) a battersi dal 24 luglio all’8 agosto sul ring del Ryōgoku Kokugikan di Tokyo.
Salvatore Cavallaro è il primo degli esclusi. Resta a casa.
Oggi è una data tristemente storica per il movimento pugilitico italiano a livello dilettantistico. Nessun azzurro sarà presente all’Olimpiade. Non era mai accaduto in cento anni di Giochi (Anversa 1920/Tokyo 2020).
La nostra nazionale sarà rappresentata da quattro donne: Giordana Sorrentino (mosca), Irma Testa (piuma), Rebecca Nicoli (leggeri) Angela Carini (welter).
Da questo momento comincia il periodo di ricostruzione.
Sulle macerie di un movimento devastato a livelli assoluti, l’Italia dovrà ritrovare la strada per il futuro.
Il presidente Flavio D’Ambrosi ha già annunciato una piccola/grande rivoluzione.
Lo staff del settore maschile subirà modifiche consistenti. Tra un mese ne sapremo di più. 

L’AIBA si dice pronta alla rivoluzione. Rivuole i Giochi

Umar Kremlev, presidente dell’AIBA da dicembre dello scorso anno, ha tenuto una conferenza stampa a Losanna. Ha spiegato cosa farà l’Associazione per cercare di riottenere il suo status di guida del movimento dilettantistico mondiale. Come è noto, il CIO ha sospeso l’ente nel 2019, impedendogli di gestire il torneo olimpico di Tokyo 2020, affidandone l’organizzazione a una Task Force guidata dal presidente della Federazione Mondiale di Ginnastica, Watanabe.
Cerco di riassumere i punti chiave.

  1. Ripianamento del debito di 10 milioni di dollari nei confronti di un’azienda asiatica, ottenuto in occasione delle World Boxing Series.
  2. Firma di un contratto biennale con lo sponsor Gazprom che consentirà all’AIBA di pagare il debito di 16,4 milioni di dollari, che è stato una delle cause principali della sospensione decisa dal Comitato Olimpico Internazionale.
  3. Aumento delle categorie di peso, sia nel settore maschile (da 10 a 13) che in quello femminile (da 10 a 12) dall’1 agosto 2021. Uomini: 48 kg (paglia), 51 (mosca), 54 (gallo), 57 (piuma), 60 (leggeri), 63,5 (superleggeri), 67 (welter), 71 (superwelter), 75 (medi), 80 (mediomassimi), 86 (massimi leggeri), 92 (massimi) + 92 (supermassimi). Donne: 48 (paglia), 50 (minimosca) 52 (mosca), 54 (gallo), 57 (piuma), 60 (leggeri), 64 (superleggeri), 66 (welter), 70 (superwelter), 75 (medi), 81 (mediomassimi), +81 (massimi).
  4. Avviamento di una doppia indagine autonoma da parte di Richard McLaren. La prima, che dovrebbe chiudersi a fine agosto, sugli scandali di arbitri e giudici all’Olimpiade di Rio 2016 e agli ultimi Giochi Asiatici. La seconda, chiusura prevista entro fine dicembre, sulla corruzione nel mondo del dilettantismo. Previste squalifiche a vita per i colpevoli.
  5. Rinnovo in larga misura della governance, un’operazione che sarà gestita da Urlich Haas.
  6. Investimento di sette milioni di dollari per l’anno in corso, a favore delle Federazioni nazionali in difficoltà. Budget più alto dal prossimo anno.
  7. Gestione da parte dell’AIBA dei campionati continentali, con modifica dell’attuale format e rinnovo delle organizzazioni.

    “Voglio che escano i nomi di chi ci ha portato in questa situazione, non vogliamo che queste persone continuino a lavorare nell’AIBA. Quello che è successo è stato un crimine” ha detto Umar Kremlev, le sue parole (sia sulle operazioni in corso che sui fatti accaduti) sono state riportate dal sito insidethegames.biz.
    Lo status dell’Associazione sarà riesaminato dal CIO dopo i Giochi in Giappone, in vista dell’avvicinamento a Parigi 2024.

La finzione vende più della realtà. Uno sport senza cultura

Una palla di neve lanciata giù dalla montagna può diventare una valanga.
È quello che sta accadendo al pugilato.
Un’esibizione, che male potrà mai fare un’esibizione?
Si parla di boxe, finalmente…
E così arriva Floyd Mayweather jr che riempie il suo conto in banca salendo sul ring contro Conan McGregor che non aveva mai disputato un incontro di pugilato, contro Logan Paul la cui professione è You Tuber.
Iron Mike Tyson fa con Roy Jones jr, 106 anni in due.
Ho appena scoperto che Julio Cesar Chavez sr ha affrontato Hector Camacho jr in quattro riprese da due minuti allo Jalisco Stadium di Guadalajara. Indossavano caschetti protettivi, ma come nelle migliori sceneggiate prima che iniziasse l’ultima ripresa Chavez lo buttava via, chiamava al suo angolo Saul Canelo Alvarez e incitava Camacho jr a scambiarsi colpi veri.
Ma non finisce qui, l’11 settembre vedremo sul ring Oscar De La Hoya contro l’ex campione di arti marziali Vitor Belfort.
Bill Cody molto tempo fa aveva messo in piedi qualcosa di simile.
L’aveva chiamato Buffalo Bill’s Wild West. Un circo in cui gli unici attori reali erano i bufali. Poi c’erano cowgirl che il West selvaggio non l’avevano mai visto neppure in cartolina, indiani che non erano mai scesi più a sud di Boston e si prestavano a recitare la parte di quelli che sono sempre brutti e cattivi.
Una sceneggiata spettacolare, ma finta.
In queste esibizioni di pugilato fatico a trovare lo spettacolo.
I soldi però girano e sono tanti per chi si presta, per chi ci mette la faccia, per chi vende il suo passato.
È il segno della decadenza del pugilato.
Se la finzione ha più successo della realtà, significa che il bisogno di eroi gli appassionati lo soddisfano nei ricordi, nelle pantomime, nella fiction.
Perché di eroi veri in giro ne sono rimasti pochi.
Ma anche perché quei pochi recitano per un gruppo sempre più ristretto di persone, sono attori solo per quelli che possono permettersi di pagare 50 dollari una serata davanti alla tv. È stata azzerata la passione popolare, quella delle gradinate, degli ultimi anelli, dei giovanotti che scavalcavano gli steccati per urlare il nome del proprio eroe. Oggi i signori della boxe gestiscono una compagnia di giro per una minoranza ricca. Come lo sono loro, i pochi protagonisti e la banda dell’alfabeto messa lì solo per dare una passata di vernice chiamata ufficialità.
Lasciando spazi sempre più ampi alla finzione, tradendo i principi base del pugilato. Rispetto, massimo impegno, lotta al meglio delle proprie possibilità. Il popolo della boxe, spaesato, confuso, non riesce più a distinguere il vero dal falso, il campione dal mestierante. E applaude, applaude, insultando chi non la pensi come loro. La cultura pugilistica è diventata merce rara, si confonde il finto con il vero. Basterebbe fermarsi un attimo per capire che se tutti sono campioni, in realtà nessuno lo è. Perché il campione è un’eccezione, non la norma.
Buona domenica.

Le sceneggiate fanno bene alla boxe? È come dire: il porno fa bene al cinema…

L’esibizione di Floyd Mayweather jr con Logan Paul è stata comprata da un milione di persone al prezzo di 49.99 dollari. Una fantastica operazione commerciale.
Lo show messo in piedi da Mike Tyson e Roy Jones jr ha convinto 1,4 milioni di spettatori a pagare 49.99 dollari.
Sono numeri che raramente la pay per view offre.
Da qui è nata la favoletta “se ne parla, fa bene alla boxe”.
Mi sono chiesto quanto potesse essere vero.
Se il volume di affari prodotto dovesse essere l’unico parametro da tenere in considerazione, estendendo il concetto potrei dire che l’industria del porno fa bene al cinema. È un mercato che annualmente genera nel mondo un volume di affari di 100 miliardi di dollari, ha fidelizzato un pubblico al 60% sotto i 24 anni e quindi con larghe prospettive di sviluppo nel tempo.
C’è qualcuno che sia davvero convinto che il porno faccia bene all’industria cinematografica? È questo il futuro del cinema?
Chi è pronto ad accettare la trasformazione della realtà sportiva in uno spettacolo in cui i protagonisti interpretino la parte del pugile, si prepari ad accettare la trasformazione della boxe in una sceneggiata totalmente priva della componente agonistica. Futuro che potrebbe non essere poi così improbabile. Del resto, se chi ha rispetto per memoria, passione ed etica viene etichettato come nostalgico, non mi sembra che lo scenario sia poi tanto lontano nel tempo.
Lennox Lewis ed Evander Holyfield sono in fila per il ritorno sul ring di Mike Tyson, previsto per il prossimo settembre. Quel giorno Iron Mike avrà 55 anni, Lewis 56 e Holyfield sarà molto vicino ai 59…
Basta che se ne parli”.
Contenti voi…