Un pugile italiano scrive da Miami. Emozioni e sogni in terra straniera

“Mi chiamo Rocco Vassallo, sono un pugile italiano. Sono alto 1.85 e combatto da peso welter. Quattro anni fa mi sono trasferito a Miami, dove vivo in pianta stabile dal 2004. Inseguo il sogno di costruire una carriera importante nel pugilato professionistico. 
Ho cominciato la mia attività nella Repubblica Domenicana, vincendo alcuni titoli, tra cui WBC Fecarbox, WBA FEDECARIBE e WBA Feder Centro, UBO International.
Ho un record immacolato (15-0, 13 ko). 
Il 29 maggio ho debuttato negli Stati Uniti. Ho combattuto al Rivers Casino di Portsmouth, in Virginia, contro un avversario esperto, con trentuno vittorie da professionista e un passato di match contro avversari importanti, tra cui tre campioni del mondo come Lamont Roach, Claudio Marrero ed Emmanuel Rodriguez.
Quando mi hanno proposto il match ho accettato subito. Cercavo un rivale credibile che potesse dare valore al mio percorso in una cornice importante. L’atmosfera americana è sempre particolare. L’organizzazione mi ha trattato veramente come un campione. Appena sono entrato nell’arena ho percepito l’importanza dell’evento. Negli Stati Uniti la boxe ha ancora un fascino speciale. Ero piccolo, e già sognavo di combattere negli States. 
Prima del match ero concentrato e tranquillo. Sapevo di aver svolto un ottimo lavoro al campo di allenamento con il mio maestro Eric Castanos, già trainer di diversi campioni. Sapevo di essere pronto. 
Il mio avversario mi ha colpito per l’esperienza. Era un pugile che aveva condiviso il ring con atleti di alto livello, meritava rispetto. Fin dalle prime riprese ho sentito di essere riuscito a prendere il controllo dell’incontro. La velocità e la precisione dei colpi stavano facendo la differenza. Lui si comportava come se non accusasse i miei pugni, ma lo sapevo, lo vedevo che non era così. Entravano puliti, ero tranquillo e senza smania di chiudere rapidamente.
Terzo round, ecco il momento decisivo. Ho visto l’apertura giusta e ho lasciato partire una combinazione che avevo preparato e ripetuto centinaia di volte in palestra. I colpi sono arrivati puliti e con adeguata potenza. Lui ha perso il paradenti, é stato contato. 
Appena l’arbitro ha dato l’ok per ricominciare, ho messo a segno la combinazione vincente. Ho doppiato il destro al corpo e al viso. Il mio avversario è finito fuori dalle corde. In quel momento ho provato una grande soddisfazione, ma soprattutto la sensazione che tutti i sacrifici fatti per arrivare fino a quel momento stessero trovando una ricompensa. 
Il mio obiettivo resta quello di continuare a crescere e arrivare ai livelli più alti della boxe. Dopo il successo in Virginia, sono già stato contattato per il prossimo evento che sarà tra poche settimane. Aspetto che facciano una proposta concreta, poi deciderò. Per ora voglio godermi questa vittoria negli Stati Uniti, qualcosa che aspettavo da tanto tempo.”


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