Un anno fa Nino Benvenuti ci lasciava per sempre.
Oggi, a Isola d’Istria, sono state sparse le sue ceneri.
Nella foto (di Nathalie Bertorello Benvenuti, la figlia del campione) Nino, il mito; Anita Madaluni, il suo ponte verso il mondo; Nadia Bertorello, la donna con cui ha diviso gli ultimi vent’anni di vita.
Nino non è stato solo un fuoriclasse del pugilato, Nino ha scritto la storia dello sport italiano.
È stato oro e miglior pugile del torneo all’Olimpiade di Roma 1960.
Da professionista ha vinto il titolo mondiale in due diverse categorie di peso, conquistando (il 17 aprile 1967 al Madison Square Garden di New York) quella dei medi, battendo Emile Griffith. Aveva già vinto quella dei superwelter superando Sandro Mazzinghi.
È stato campione italiano ed europeo.
Non è un santino, niente aureole o altari da venerare: avevi pur sempre un (detto in spiccioli) bel caratterino. Semplice: era contezza del tuo valore, punto; fiamma che ardeva in ogni azione terrena, agonistica e non, incendiata da una fede incrollabile. (Anita Madaluni, nell’articolo scritto per radiowebitalia.it)


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